Cosa si intende per cessione del quinto della pensione

I pensionati INPS possono richiedere un prestito, attraverso l’ente stesso o la propria banca, comunemente chiamato cessione del quinto. La cessione del quinto è un prestito che viene saldato direttamente dal datore di lavoro, che paga le rate mensili detraendole dalla busta paga del proprio dipendente. La cessione del quinto della pensione funziona nello stesso modo, solo che il compito del datore di lavoro lo assolve l’INPS.

Per chi è possibile

Stiamo parlando di un prestito particolare, che può essere richiesto da qualsiasi dipendente che riceva l’assegno mensile da parte dell’INPS. Si tratta di un elevato numero di pensionati italiani, sia quelli che svolgevano un lavoro dipendente presso aziende private, sia quelli che lavoravano per aziende della Pubblica amministrazione, per la scuola o la sanità. L’INPDAP, l’istituto che si occupava di tali pensioni, è stato infatti assorbito dall’INPS ormai da qualche anno. All’atto pratico nella cessione del quinto della pensione tale emolumento è considerato alla stregua di una qualsiasi busta paga da lavoro dipendente.

I vantaggi della cessione del quinto della pensione

I vantaggi offerti da tale tipologia di prestito sono numerosi, a partire dalla possibilità di ottenere un tasso fisso particolarmente interessante. L’INPS funge per certi versi da garante del prestito, quindi è più facile per il pensionato ottenere il finanziamento, senza dover presentare ulteriori garanzie. Inoltre si possono ottenere cifre ragguardevoli con la pensione del quinto della pensione, fino ad un massimo di 75.000 euro. Il pensionato non dovrà temere che una o più rate non siano saldate, o di non avere la disponibilità per farlo: è l’INPS stesso a saldare le rate, senza preoccupazioni da parte del debitore, né ritardi o motivi di preoccupazione da parte del creditore.

Quanto si può richiedere

Come abbiamo detto la cifra massima richiedibile è di 75.000 euro; è chiaro però che ogni singolo pensionato si trova davanti ad un tetto massimo richiedibile con la cessione del quinto che dipende dall’ammontare dell’assegno pensionistico ricevuto ogni mese. Solo chi ha meno di 85 anni può richiedere la cessione del quinto e il numero massimo di rate è 120, quindi un periodo di ammortamento che non può superare i 10 anni. Oltre a questo la rata massima saldabile non deve superare un quinto dello stipendio, quindi il 20% mensile. Il conto è presto fatto, basta moltiplicare per 120 il 20% di quanto si percepisce mensilmente come pensione; il risultato sarà leggermente più elevato della cifra richiedibile, perché non tiene conto degli interessi da saldare.

Le condizioni

I tassi di interesse sono prefissati dalle banche, ma solitamente sono inferiori a quelli che vengono richiesti per un prestito personale. Il richiedente non ha l’obbligo di precisare la motivazione per cui utilizzerà i fondi ottenuti, può chiedere la cessione del quinto della pensione anche solo per avere a disposizione dei fondi aggiuntivi. Si deve considerare tra le spese anche la necessità di stipulare un’assicurazione sulla vita, sempre richiesta dalle banche in queste situazione. Può richiedere un prestito con cessione del quinto della pensione anche chi sta già pagando altri finanziamenti, ad esempio il mutuo per l’acquisto della prima casa.