Bonus Affitti 2021

Il bonus affitti è un contributo a fondo perduto che il Governo italiano offre a tutti i proprietari di immobili che hanno deciso di diminuire la somma richiesta per la locazione. si tratta di una misura che era già stata resa possibile nel corso del 2020, che il nuovo Governo ha deciso di mantenere e sarà contenuta nel nuovo Decreto Sostegni.

A chi è rivolto il Bonus affitti

In pratica a tutti i locatori è stato chiesto di andare incontro alle esigenze dei propri locatari, diminuendo il canone di affitto mensile. A fronte di tali “sconti” il Governo è pronto a restituire parte della cifra scontata. La misura è pari al 50% della riduzione dell’affitto, fino a un massimo di 100 euro mensili. Può essere richiesta anche nel caso in cui la riduzione sull’affitto sia stata accordata anche solo per un breve periodo di tempo. I contributi sono ceduti a fondo perduto, non si tratta quindi di un finanziamento, ma di un bonus pecuniario, direttamente consegnato al singolo contribuente, sia egli una figure IRPEF o IRES.
L’importante è che l’immobile dato in locazione sia di tipo abitativo. Sono quindi esclusi tutti quegli immobili utilizzati dalle imprese di qualsiasi genere. Questo perché per le aziende è prevista un’altra tipologia di bonus affitti, che si configura come detrazione dalle imposte annuali.

I requisiti per ottenere il bonus affitti

Il bonus affitti è nato per aiutare tutti quei contribuenti che hanno subito dei danni economici causati dalla pandemia da Coronavirus. Si può trattare di minori introiti correlati a un’attività commerciale, o anche di un periodo di cassa integrazione, o ancora dalla perdita del lavoro. Il bonus è devoluto ai proprietari dell’immobile dato in affitto, solo però a coloro che rispondono a precisi requisiti.
Dei quali il primo lo abbiamo già indicato: l’immobile deve essere concesso in locazione ad uso abitativo.
Oltre a questo deve esserci stata la rinegoziazione del canone d’affitto. Questo bonus non è quindi richiedibile da chi ha dato in affitto un qualsiasi immobile e si trova con il locatario moroso, in ritardo con il pagamento del canone mensile.
L’immobile in questione deve trovarsi in uno dei comuni definiti “ad alta tensione abitativa”; un chiaro elenco di tali immobili è disponibile a questo indirizzo.
La misura era applicabile per tutti i contratti di affitto già in essere a partire dal 20 ottobre 2020; nel corso di revisioni successive tale esclusione temporale non è rientrata, pare quindi che sia completamente decaduta. Sono escluse scuole, attività commerciali, negozi, opifici e una lunga serie di categorie catastali. In pratica il bonus affitti è disponibile solo per i locali utilizzati come abitazione principale dal locatario. Non è necessario indicare le motivazioni precise che hanno portato il locatario ad avere difficoltà con i pagamenti.

bonus affitti

Rinegoziare il canone mensile

Questo è un requisito essenziale, nel senso che non basta un contratto verbale tra locatore e locatario a rendere possibile l’ottenimento del bonus. Invece è necessario compilare un apposito modulo, messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

La presentazione del modello RLI riguarda appunto la successiva rinegoziazione del canone di affitto, anche solo per un breve lasso di tempo. Ad oggi per il bonus affitti a fondo perduto sono disponibili circa 50 milioni di euro.
Ricordiamo anche che i bonus ottenuti attraverso questa misura, così come quelli percepiti ad altro titolo, non concorrono al calcolo del reddito imponibile ai fini IRES e IRPEF. Questo significa che sui fondi ricevuti come bonus affitti non si paga alcuna tassazione.