Crif: rallenta la domanda di mutui nei primi 9 mesi dell’anno

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Rallenta, nei primi nove mesi del 2017, la domanda di muti da parte delle famiglie italiane. Ad affermarlo è Crif, in seguito alle analisi effettuate sulle interrogazioni al proprio Sistema di Informazioni Creditizie. L’analisi è stata condotta sulle richieste di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online).

Cosa accade a settembre

La domanda di mutui da parte degli italiani si riduce dell’8,2 per cento nel corso del primi nove mesi del 2017, rispetto all’anno precedente che invece si era dimostrato su questo fronte particolarmente vivace. Solo a settembre il calo è a due cifre, pari a -13,8 per cento rispetto allo stesso mese del 2016. A generare questo rallentamento della domanda è soprattutto un fattore: la frenata delle surroghe, che sembra tradursi, quindi, nella progressiva perdita di interesse da parte delle famiglie verso la rottamazione dei vecchi mutui. Nonostante la flessione, il dato non preoccupa gli operatori del settore perché continua a testimoniare una ripresa rispetto ai livelli toccati tra gli anni 2010 e 2011.

Cresce, invece, l’importo richiesto

Un indicatore in crescita, invece, è quello relativo all’importo richiesto dalle famiglie italiane per far fronte all’acquisto degli immobili. Il terzo trimestre del 2017, infatti, evidenzia un aumento complessivo dell’importo medio richiesto. L’incremento dell’1,6 per cento sullo stesso trimestre del 2016, si traduce in una somma pari a 125.449 Euro. Nel corso del mese di settembre, il valore medio dei mutui richiesti si è attestato sui 123.567 Euro. anche in questo caso si tratta di un indicatore che aumenta rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una crescita non molto elevata ma comunque incoraggiante: +0,5 per cento. Crif evidenzia, però, che “rispetto agli altri mesi dell’anno in corso, tra agosto e settembre si è assistito a una riduzione del valore medio che ha assorbito parte degli aumenti registrati nei primi 7 mesi”.

Il parere dell’esperto

A commentare i dati rilevati dal centro studi è il direttore esecutivo di Crif, Simone Capecchi, che spiega: ”Le rilevazioni relative al III trimestre del 2017 hanno evidenziato un calo delle richieste di mutui, portando in negativo il saldo su base annua. Alla forte diminuzione del fenomeno delle surroghe registrato negli ultimi mesi, cui va ascritta la performance negativa, si sta però contrapponendo il consolidamento della ripresa dei nuovi mutui richiesti a sostegno delle maggiori compravendite che stanno caratterizzando il mercato immobiliare”. Capecchi aggiunge anche: “Un’offerta a condizioni ancora estremamente appetibile continuerà a sostenere il comparto del credito immobiliare anche se gli operatori di settore si trovano a fare i conti con pressioni normative che, ad esempio, pongono sempre di più l’accento sulle garanzie reali sottostanti il finanziamento, con un focus particolare sull’accuratezza delle valutazioni degli immobili”.

Mutui al microscopio

Andando, poi, all’analisi delle richieste di mutuo (per saperne di più è possibile consultare la apposita guida del sito specializzato nei mutui Fissovariabile) è possibile tracciare delle evidenze. Nei primi mesi dell’anno sono stati richiesti soprattutto mutui dall’importo compreso tra i 100.001 e i 150.00 euro, che rappresentano il 29,4 per cento delle domande totali. Aumentano, rispetto allo stesso periodo del 2016, le richieste di mutui a partire dai 150 mila euro: sono l’1,1 per cento in più. Per quanto riguarda la durata richiesta, invece, il 24,4 per cento delle domande fa riferimento alla classe compresa tra i 16 e i 20 anni (+0,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016). Segue la fascia compresa tra i 26 e i 30 anni (22 per cento).

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