Assicurazione sui prestiti personali: come funziona?

L’assicurazione sul prestito è una soluzione di polizza facoltativa che può essere attivata in riferimento ad un finanziamento. Lo scopo è quello di tutelare il richiedente dall’eventualità in cui, per motivi differenti, non fosse più in grado di rimborsare il debito e ripagare il prestito. A seconda del tipo di assicurazione, possiamo essere protetti da qualsiasi necessità o imprevisto possa presentarsi e compromettere la capacità di rimborso. Non si tratta di una misura di tutela sempre necessaria e conveniente, è importante capire quando si tratta di un costo superfluo o meno. Il sito di prestiti e assicurazioni è dedicato anche a risolvere dubbi e problemi di questo tipo.

Le soluzioni di assicurazioni sul prestito sono differenti, con polizze che offrono coperture assicurative diverse in caso di prestito personale, credito finalizzato o anche apertura di linea di credito. La tutela dell’assicurato è attiva in caso di decesso ma anche di invalidità permanente di grado pari o superiore al 60%, per tutti. La perdita di impiego rientra tra i casi possibili di copertura solo per coloro, che al momento dell’adesione, sono dipendenti di azienda privata. Lo stesso vale in caso di Inabilità Temporanea Totale, sempre per coloro che al momento dell’adesione sono, ad esempio, dipendenti di azienda pubblica, o non lavoratori o pensionati.

Partiamo dal presupposto che il costo assicurativo sul prestito può cambiare in relazione all’età e al sesso del richiedente, tenuto conto delle sue aspettative di vita. L’unico caso in cui l’assicurazione sul prestito personale è obbligatoria in caso di prestito per cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Nel caso di lavoratori dipendenti, è necessario abbinare al prestito una polizza morte e una polizza rischio impiego, che intervenga nelle situazioni in cui il reddito diminuisce o viene del tutto a mancare. Sono nel caso della cessione del quinto della pensione, è obbligatoria solo l’assicurazione sulla vita del cliente, perché il debito sia saldato nell’eventualità del decesso del titolare del finanziamento.

In entrambi i casi, stiamo parlando di una garanzia fondamentale per la banca, che decide di concedere il prestito solo sulla base delle entrate del cliente al momento della richiesta, senza ipoteche né fideiussione. Stiamo parlando di una tipologia di prestito prevista in Italia, da estinguersi progressivamente attraverso trattenute dirette sul salario (stipendio o pensione).

Una informazione importante da tenere a mente è che la banca, per legge, dal 2012 è tenuta a presentare al cliente almeno due preventivi di polizze vita alternativi a quelli di compagnie convenzionate con l’istituto.

Il decesso è la prima eventualità coperta dall’assicurazione sui prestiti personali. Quando il richiedente non assicura il proprio finanziamento, l’istituto di credito ovviamente non può permettersi di perdere il capitale investito. Il rischio più probabile è che gli eredi debbano farsi carico del debito residuo, l’assicurazione elimina questa possibilità. In caso di morte, infatti, non ci sarà da effettuare alcun calcolo del rimborso. Anche in caso di invalidità totale o permanente, la sicurezza aumenta anche a seconda della percentuale di invalidità del richiedente. Anche la disoccupazione involontaria è coperta dall’assicurazione, con la compagnia di credito che si farà carico delle rate indicativamente per un massimo di due anni.

Caso differente è quello della inabilità non permanente ma temporanea. Grazie all’assicurazione sul prestito personale non dovremo preoccuparci di pagare le rate di rimborso del nostro finanziamento ma la compagnia assicurativa si occuperà solo del pagamento di una parte delle rate mancanti. Il calcolo del rimborso si effettua, poi, sulla base di un’analisi dei tempi di recupero e della attuale condizione di salute. Avere informazioni chiare e complete ci permette di identificare la soluzione migliore per noi.