Contributi a fondo perduto aziende: le novità di maggio 2020

Sono previsti contributi a fondo perduto per le PMI; questo dichiara il nuovo Decreto Rilancio, approvato il 13 maggio 2020 dal Consiglio dei Ministri. Anche le successive modifiche al decreto hanno portato ad implementare tali misure, volte alla ripresa delle attività delle piccole e medie imprese. In particolare le PMI hanno accesso a contributi di vario genere, valutati secondo il mancato guadagno verificatosi durante il periodo di lockdown in Italia.

Contributi a fondo perduto: le misure

I contributi a fondo perduto sono previsti per gli imprenditori che hanno ricavi inferiori ai 5 milioni di euro annui. Questa cifra è calcolata considerando il periodo fiscale prevedente, quindi di fatto il 2019.
Si tratta a tutti gli effetti di un finanziamento; contrariamente però a quanto avviene con i prestiti, in questo caso lo Stato non prevede il pagamento di interessi o la restituzione di quanto concesso al singolo imprenditore.

La misura comprende solo un ridotto numero di realtà produttive, tra cui i titolari di reddito d’Impresa, i titolari di Partita IVA e i percettori di redditi agrari. Tra questi però solo coloro che non hanno ricevuto altra tipologia di indennità da parte dello Stato, dall’INPS o dalle casse previdenziali di categoria.

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A chi spettano i contributi a fondo perduto

Si tratta quindi di una misura che interessa molti imprenditori, ma non tutti. A partire da coloro che nel 2019 hanno ottenuto ricavi superiori ai 5 milioni di euro.
Inoltre chi ha ricevuto altre tipologie di indennità non potrà richiedere il contributo a fondo perduto.
Stiamo parlando di:

  • Titolari di partita IVA che abbiano ottenuto il bonus da 600 euro per il mese di marco 2020.
  • Coloro che hanno diritto all’indennità per i lavoratori dello spettacolo.
  • Gli aventi diritto dell’indennità per i professionisti e i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (i cosiddetti Co.co.co).
  • Chi, in data 31 marzo 2020, ha cessato la propria attività produttiva.
  • Tutti coloro che svolgono un’attività professionale o che sono iscritti agli ordini professionali.
  • Enti pubblici.
  • Intermediari finanziari.

Una significativa fetta della popolazione imprenditoriale italiana rimane quindi al di fuori da questa specifica misura. Questo perché il decreto rilancio del maggio 2020, o i decreti prevedenti, prevede integrazioni al reddito e aiuti di Stato di altro tipo.

I requisiti per ottenere il contributo

Il contributo a fondo perduto spetta agli imprenditori che non rientrano nelle categorie sopra elencate. A patto che il fatturato e i corrispettivi del mese di Aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 del fatturato e dei corrispettivi del mese di Aprile 2019. Per effettuare questo calcolo è necessario anche aggiungere al fatturato eventuali fatture differite emesse nel mese di maggio, sottraendo eventuali fatture differite emesse nel mese di Aprile che si riferiscono al mese precedente.

In pratica il decreto rilancio prevede un contributo a fondo perduto per aiutare tutti gli imprenditori che si trovano ad aver avuto un’importante diminuzione nel fatturato mensile, a causa della chiusura di negozi e attività.

Vi sono però delle eccezioni; si può infatti ottenere nel caso in cui la diminuzione nel fatturato non sia presente, ma l’imprenditore abbia iniziato la propria attività a partire dal primo gennaio 2019. Possono ottenere il contributo anche i soggetti la cui attività ha sede all’interno di una delle prime zone rosse istituite, nelle quali lo stato di emergenza era ancora in atto al 31 febbraio 2020.

A quanto ammonta

Trattandosi di un aiuto volto a rimediare alle perdite di fatturato verificatesi a causa del lockdown, l’ammontare è correlato all’entità di tali perdite.
Effettuata la differenza tra ricavi e corrispettivi di Aprile 2019 e ricavi e corrispettivi di Aprile 2020 si può ottenere:

  •  il 20% della cifra se i ricavi o i compensi dell’anno precedente erano inferiori o uguali a 400.000 euro
  • il 15% nel caso in cui i ricavi erano compresi tra 400.000 euro e 1 milione.
  • il 10% se i ricavi erano superiori al milione di euro ma inferiori ai 5 milioni di euro.

Per verificare i ricavi si considerano le entrate dell’anno solare 2019.

Il contributo è completamente esentasse, quindi il calcolo effettuato permette di ottenere la cifra netta che si percepirà. Su tale cifra non si paga IRAP o altre tipologie di imposte. Lo si deve considerare, ai fini contabili, come un contributo in conto di esercizio.
Si deve notare che per le persone fisiche il contributo ammonta a un minimo di 1.000 euro, 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Questo significa che se dal conto prevedente si ottiene una cifra inferiore a 1.000 euro, o addirittura uguale a zero, l’imprenditore riceverà comunque la cifra minima sopra indicata.
Questo anche per coloro che non hanno la possibilità di effettuare il calcolo sopra esposto, ad esempio per le imprese attive a partire dal maggio 2019.

Come richiedere il contributo a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto non sarà riconosciuto automaticamente agli aventi diritto. Costoro dovranno infatti farne precisa richiesta all’Agenzia delle Entrate. Si tratta di presentare un’istanza nella quale si indica la precisa situazione del singolo imprenditore o della singola azienda, dalla quale si evince la sussistenza delle caratteristiche sopra indicate.
Tale istanza si può presentare esclusivamente attraverso i mezzi telematici, già disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il contribuente che non fosse in grado di gestire tale documentazione può chiedere aiuto a un intermediario; stiamo parlando ad esempio di un commercialista o di un patronato.

Nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate avrà verificato i termini della richiesta e le caratteristiche degli aventi diritto, verserà quanto dovuto direttamente sul conto corrente intestato al beneficiario indicato nell’istanza.
Per poter ricevere il contributo è necessario compilare anche l’autocertificazione di regolarità per quanto riguarda le misure antimafia.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che la verifica delle istanze e il pagamento dei contributi saranno espletati nel minor tempo possibile. Ovviamente, come è avvenuto con il contributo da 600 euro, molto dipende dal numero di richieste ottenute.

Ulteriori misure per le imprese

I contributi a fondo perduto non sono l’unica misura a sostegno delle imprese contenuta nel Decreto Rilancio. Ad esempio è prevista una detrazione di imposta per le imprese con fatturato compreso tra 5 e 50 milioni di euro, per gli aumenti di capitale uguali o superiori ai 250.000 euro, effettuati entro il 31 dicembre 2020. Questa misura è rivolta solo alle imprese che abbiano avuto una riduzione del fatturato non inferiore al 33%.
Il decreto prevede anche la riduzione delle spese per l’energia elettrica per le PMI. L’entità di tale misura è ancora da valutare.
Inoltre è previsto uno sgravio fiscale per quanto riguarda gli affitti pagati da parte di commercianti e altre tipologie di aziende. Tale sgravio è pari al 60% dell’affitto pagato.

Misure per chi non riceve il contributo

Come abbiamo visto alcuni imprenditori non sono interessati da questo contributo a fondo perduto. Ad esempio coloro che hanno goduto dell’indennità di 600 euro durante il mese di Aprile 2020.
A costoro sarà riconosciuta un’indennità pari a 1.000 euro per il mese di Maggio.