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Euro digitale: a che punto è il progetto e quando potrebbe arrivare

L’euro digitale non è ancora disponibile: la legge UE è in negoziato. Ecco cosa prevede il progetto, cosa significa il pilota 2027 e perché il 2029 resta una data condizionata.

L’euro digitale è un progetto della Banca centrale europea (BCE) per affiancare banconote e monete con una forma digitale di moneta pubblica. Sarebbe emesso dall’Eurosistema e utilizzabile da persone e attività commerciali nei pagamenti quotidiani. Non è una criptovaluta e non è semplicemente il saldo che vedi nell’app della tua banca: quest’ultimo è un deposito presso una banca commerciale.

Al 12 ottobre 2026 l’euro digitale non è stato emesso e non è disponibile per il pubblico. La legge europea è ancora in discussione. La BCE prepara un progetto pilota per il 2027 e punta a essere pronta per una possibile prima emissione nel 2029, ma la decisione di emetterlo verrà presa solo dopo l’adozione del regolamento. La data, quindi, non è una promessa di lancio.

Che cos’è — e che cosa non è

Se istituito, l’euro digitale sarebbe moneta di banca centrale in formato elettronico, con valore pari all’euro: un euro digitale varrebbe un euro. Potrebbe affiancare i contanti e i pagamenti privati con carte e app. Non sostituirebbe automaticamente il contante, che resta una forma distinta di moneta pubblica.

Il disegno discusso prevede pagamenti tramite intermediari autorizzati, come banche o altri prestatori di servizi di pagamento. I dettagli finali dipendono però dalla legge in negoziato e dalle successive decisioni di attuazione. Non esiste oggi un’app ufficiale per il pubblico, né è possibile aprire un portafoglio o pagare in euro digitali.

Pagamenti online e offline: il progetto in breve

Il progetto contempla pagamenti sia online sia offline, ad esempio in negozio, online o tra persone. La modalità offline è pensata per consentire pagamenti senza connessione internet e per offrire una riservatezza simile a quella del contante: secondo il modello descritto dalla BCE, i dettagli della singola operazione offline sarebbero noti solo a chi paga e a chi riceve. È una caratteristica progettata, non un servizio già disponibile.

La privacy online ha un funzionamento diverso. La BCE dichiara che l’Eurosistema non potrebbe collegare direttamente i pagamenti alle persone; gli intermediari, invece, tratterebbero i dati necessari a fornire il servizio e a rispettare gli obblighi di legge, inclusi quelli antiriciclaggio. Non sarebbe quindi corretto descrivere tutti i pagamenti digitali come anonimi o equiparare integralmente la privacy online a quella offline. Le tutele definitive dipenderanno anche dal regolamento.

Limiti di detenzione e moneta programmabile

Un limite alla quantità detenibile è previsto nel confronto legislativo e serve a contenere possibili effetti sulla stabilità finanziaria. Non è stato deciso un tetto individuale di 3.000 euro. Questa cifra è comparsa in analisi di scenari ipotetici e nelle valutazioni richieste ai co-legislatori; non è una soglia approvata per gli utenti. Il valore e le modalità di un eventuale limite dipenderanno dall’esito della legge e dalle decisioni previste dal quadro finale.

La BCE ha dichiarato che l’euro digitale non sarebbe “moneta programmabile”: l’emittente non potrebbe imporre che il denaro sia speso solo per certi acquisti o entro una scadenza. Eventuali pagamenti condizionati o automatizzati potrebbero essere servizi programmati dall’utente o da soggetti privati, ma non renderebbero programmabile la moneta stessa.

Iter legislativo e tempi

La Commissione europea ha presentato nel giugno 2023 la proposta di regolamento per istituire l’euro digitale. Il Consiglio dell’UE ha concordato la propria posizione negoziale nel dicembre 2025; il Parlamento europeo ha approvato la propria posizione e il mandato a negoziare nel luglio 2026. Le istituzioni stanno ora negoziando il testo. La procedura legislativa risulta ancora aperta.

  • Seconda metà del 2027: la BCE prevede un pilota di 12 mesi con una versione beta, prestatori di pagamento selezionati, commercianti e personale delle istituzioni coinvolte. Serve a provare e valutare infrastruttura e servizi in condizioni reali; non equivale a un lancio pubblico.
  • Possibile prima emissione nel 2029: la BCE mira a essere pronta in quell’anno, assumendo che il regolamento venga adottato nel 2026. La BCE deciderà se emettere l’euro digitale solo dopo l’adozione della legge.

Le date sono dunque obiettivi di pianificazione condizionati, non scadenze garantite. Fino a un’eventuale decisione di emissione e alla disponibilità del servizio, i pagamenti continueranno a usare gli strumenti già esistenti.

Perché la BCE lo sta valutando

La finalità dichiarata è mantenere una forma di moneta pubblica accessibile anche nell’economia digitale e offrire un’opzione di pagamento utilizzabile nell’area euro, online e offline. Il progetto mira inoltre a rafforzare la resilienza e l’autonomia europea nei pagamenti. Sono benefici attesi da verificare: non descrivono un prodotto già operativo né garantiscono che ogni dettaglio proposto sarà adottato.

La proposta è progettata per affiancare il contante e i mezzi di pagamento privati. Costi, modalità di accesso, strumenti, limiti e obblighi di accettazione sono oggetto del quadro normativo e del disegno finale; non vanno presentati come condizioni già in vigore per un servizio che non è ancora stato lanciato.

Cosa cambia oggi per cittadini ed esercenti

Devo aprire un portafoglio o acquistare euro digitali?

No: il servizio non è disponibile al pubblico. Un sito o messaggio che propone un acquisto o un investimento in euro digitali non diventa ufficiale perché usa il nome della BCE. Controlla gli aggiornamenti sulle pagine istituzionali e continua a usare i servizi di pagamento già offerti dalla tua banca o dal tuo prestatore.

Serve cambiare POS o conto in vista del pilota?

Il pilota coinvolge partecipanti selezionati e serve a verificare il progetto. Non introduce oggi un obbligo generalizzato di sostituire terminali o conti; requisiti e condizioni di un eventuale servizio pubblico dipenderanno dal quadro finale.

I punti da ricordare

L’euro digitale è ancora un progetto in fase legislativa e tecnica. Il pilota beta è previsto dal secondo semestre 2027; una possibile emissione nel 2029 resta condizionata all’adozione della legge e alla decisione della BCE. La modalità offline è progettata per offrire una privacy simile al contante; online gli intermediari conserverebbero gli obblighi di legge. Non è stata approvata una soglia individuale di 3.000 euro e la BCE esclude la moneta programmabile.

Fonti ufficiali

Per i servizi utilizzabili oggi consulta il dossier Pagamenti digitali, il confronto fra wallet digitali e la guida a POS e SoftPOS.

Una nota per chi legge

Questa guida ha finalità informative e non sostituisce una valutazione personalizzata da parte di un professionista abilitato. Per tassi, condizioni e norme, verifica sempre i dati aggiornati presso le fonti ufficiali.

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