Nel 2026 il canone TV ordinario è pari a 90 euro. Si paga normalmente tramite le bollette dell’energia elettrica per le utenze domestiche residenziali interessate. Esistono però esoneri e modalità diverse di versamento o rimborso: occorre distinguere il motivo della richiesta prima di compilare un modello.
Quanto costa il canone Rai nel 2026
La Rai conferma l’importo di 90 euro per l’intero anno 2026. Per chi è soggetto all’addebito in fattura, il pagamento è di norma distribuito in dieci rate da gennaio a ottobre. L’importo è diverso da quello previsto nel 2024, quando era stato ridotto: non bisogna replicare le cifre di quell’anno.
Chi paga tramite bolletta e chi deve utilizzare l'F24
L’addebito ordinario riguarda l’intestatario di un’utenza elettrica domestica residenziale se ricorrono le condizioni previste dalla normativa. In alcune situazioni, per esempio quando nessun componente della famiglia tenuta al canone è titolare di un contratto elettrico residenziale, può essere richiesto il pagamento tramite modello F24: vanno seguite le istruzioni ufficiali Rai.
Esenzione per chi ha più di 75 anni
La richiesta per gli ultrasettantacinquenni dipende da requisiti di età, reddito e convivenza. Il limite di reddito previsto per il richiedente e il coniuge o la persona unita civilmente è 8.000 euro annui. Il modulo è distinto da quello utilizzato da chi dichiara di non detenere televisori.
Dichiarazione di non detenzione: che cosa cambia
Chi non possiede un apparecchio televisivo e soddisfa le condizioni di legge può presentare la dichiarazione sostitutiva Quadro A. Per l’intero anno 2026 il termine è stato prorogato al 2 febbraio 2026 perché il 31 gennaio era sabato; le dichiarazioni inviate successivamente nel periodo previsto hanno effetto soltanto per il secondo semestre. La dichiarazione di non detenzione va ripresentata ogni anno in cui la situazione permane.
Quando si può chiedere un rimborso
Il rimborso può essere richiesto nelle situazioni previste dalle istruzioni Rai e dell’Agenzia delle Entrate, ad esempio per un canone addebitato pur in presenza dei requisiti di esonero. Il motivo indicato nel modello deve corrispondere alla situazione reale e i pagamenti interessati devono essere identificati correttamente.
Il rimborso per coronavirus è ancora una procedura attuale?
I contenuti che parlano di contributi straordinari e rimborsi generalizzati collegati al 2020 raccontano misure storiche e non devono essere interpretati come un beneficio automaticamente disponibile nel 2026. Per i rimborsi attuali valgono esclusivamente le procedure e i motivi di esonero in vigore.
Fonti e verifiche
Controllo delle fonti effettuato il 6 novembre 2026. Per scadenze, condizioni economiche o fattispecie personali prevalgono gli atti e le istruzioni ufficiali applicabili.
