Aggiornato al 12 ottobre 2026. Un POS tradizionale e un SoftPOS possono entrambi accettare pagamenti contactless, ma cambiano dispositivo, modalità d’uso e condizioni economiche. Qui trovi come funzionano, quali requisiti verificare e come scegliere in base a volumi, luogo di lavoro e cassa.
POS e SoftPOS: che differenza c’è
Il POS è il terminale fisico che legge carte e wallet. Può essere fisso o portatile, collegato alla cassa oppure autonomo; alcuni modelli accettano carte con chip e PIN, contactless e, se previsto, stampano la ricevuta del pagamento.
Il SoftPOS (detto anche Tap to Phone o Tap to Pay) usa un’app del prestatore di servizi di pagamento (PSP) per trasformare un telefono compatibile in un terminale contactless. Il cliente avvicina al telefono dell’esercente una carta contactless o un wallet. Non basta installare una generica app NFC: servono l’attivazione presso un PSP, un dispositivo ammesso da quel servizio e le relative protezioni di pagamento.
SoftPOS è adatto a chi incassa in luoghi diversi, fa consegne o visite, vende a mercati ed eventi, oppure vuole un secondo terminale per ridurre le code. Un POS dedicato può essere più pratico alla cassa fissa, con molti addetti o quando servono una tastiera fisica, la lettura chip, una stampante o un’integrazione specifica con cassa e gestionale. Le funzioni effettive dipendono dal modello e dall’offerta scelta.
Requisiti e pagamenti accettati
Con Tap to Pay su iPhone, Apple indica la compatibilità da iPhone XS in poi e richiede un’app di pagamento abilitata dal PSP. Per Android, disponibilità e modelli supportati variano tra provider: controlla l’elenco aggiornato del servizio, la presenza e l’attivazione di NFC, la versione del sistema operativo e gli eventuali requisiti di sicurezza. Un tablet o un telefono recente non è automaticamente compatibile.
SoftPOS è pensato per pagamenti contactless; non consente di inserire nel telefono una carta con chip o di leggerne la banda magnetica. Alcune soluzioni gestiscono l’inserimento del PIN sullo schermo (“PIN on Glass”), ma solo con l’app, il dispositivo, il PSP e la configurazione che lo supportano. La soglia di 50 euro spesso citata riguarda l’esenzione dalla Strong Customer Authentication per singole operazioni contactless: non è una soglia universale oltre la quale ogni pagamento viene rifiutato. L’emittente può chiedere l’autenticazione in base a importo e operazioni precedenti; l’EBA riepiloga l’esenzione SCA per i pagamenti contactless. Verifica quindi con il PSP il comportamento per il tuo servizio e per gli importi elevati.
La sicurezza non dipende dalla sola presenza di NFC o da una dicitura commerciale. Il PCI Security Standards Council descrive il programma MPoC per i pagamenti su dispositivi commerciali, che include soluzioni per contactless e verifica del titolare, compreso il PIN. Prima di scegliere, chiedi al PSP quale soluzione certificata usa e verifica il prodotto o la soluzione nel registro PCI SSC. Mantieni il sistema operativo aggiornato, usa il blocco schermo, limita l’accesso al dispositivo e segui le istruzioni del fornitore in caso di smarrimento o compromissione.
Obblighi per l’esercente: accettazione e collegamento con la cassa
In Italia chi vende beni o presta servizi, anche in ambito professionale, deve accettare pagamenti con carte secondo la normativa vigente. Questo non significa che qualunque app o QR code sostituisca un terminale idoneo ad accettare carte. Per il testo applicabile consulta l’articolo 15, comma 4, del decreto-legge 179/2012.
Dal 2026 è inoltre previsto il collegamento dello strumento con cui si accettano pagamenti elettronici allo strumento usato per registrare e trasmettere i corrispettivi, per i soggetti tenuti a tali adempimenti. L’Agenzia delle Entrate ha indicato il 20 aprile 2026 come scadenza per collegare i POS in uso a gennaio 2026; per i POS attivati dopo, o quando cambiano i dati registrati, il collegamento si effettua dal sesto all’ultimo giorno lavorativo del secondo mese successivo all’attivazione o variazione. La procedura è nell’area “Fatture e Corrispettivi” e può riguardare anche SoftPOS: consulta le istruzioni e lo scadenzario dell’Agenzia per verificare come registrare il tuo caso. La ricevuta del POS non sostituisce il documento commerciale o la fattura dovuti.
Quanto costa accettare pagamenti
Confronta il costo totale, non solo la commissione pubblicizzata. Considera eventuali acquisto o canone del terminale, attivazione, commissioni per transazione, costi fissi per operazione, maggiorazioni per circuiti o carte particolari, tempi e costi di accredito, recesso, assistenza e servizi inclusi. Chiedi un prospetto scritto basato sul tuo mix di carte, sull’importo medio e sul numero di transazioni.
Per dare un riferimento verificabile, alla data di aggiornamento il listino pubblico di SumUp mostra una tariffa a consumo dell’1,95% senza canone. Il piano Pagamenti Plus riporta lo 0,95% per pagamenti in presenza con carte personali SEE e un canone di 19 euro al mese; altre carte possono avere una tariffa diversa. Condizioni, carte incluse e disponibilità delle offerte possono cambiare: ricontrollale prima di aderire.
Il listino Stripe Terminal riporta per i pagamenti in presenza con carte SEE l’1,4% più 0,10 euro per transazione e con carte non SEE il 2,9% più 0,10 euro; la pagina indica inoltre 0,10 euro per autorizzazione con Tap to Pay. Sono condizioni di quel servizio, non una media del mercato. I contratti bancari o negoziati possono avere struttura diversa e vanno confrontati sulla stessa ipotesi di transato.
Un esempio aiuta a capire il peso dei costi: su 100 pagamenti da 10 euro, una commissione percentuale dell’1,95% vale 19,50 euro; una tariffa dell’1,4% più 0,10 euro a operazione vale 24 euro. Per Tap to Pay, Stripe indica anche 0,10 euro per autorizzazione: nell’esempio si aggiungerebbero 10 euro, portando il totale illustrativo a 34 euro. Il confronto non include canoni o differenze di carte e non implica che le tariffe siano disponibili alle stesse condizioni. Un canone può convenire quando riduce abbastanza la commissione sul volume effettivo; senza canone si evita invece un costo nei mesi con pochi incassi.
Il tetto europeo dello 0,2% sulle carte di debito e dello 0,3% sulle carte di credito riguarda la commissione interbancaria, cioè una componente tra intermediari. Non è il tetto della commissione totale addebitata all’esercente. La Banca d’Italia spiega la distinzione; per questo le offerte possono avere costi complessivi superiori a quelle percentuali.
Quale soluzione scegliere: una verifica in cinque passaggi
- Stima gli incassi. Raccogli per alcuni mesi numero e importo medio delle operazioni, quota di carte personali o aziendali e periodi di alta e bassa stagione.
- Valuta il flusso di lavoro. Per incassi mobili o occasionali, SoftPOS evita di portare un lettore separato. In una cassa affollata o condivisa, considera autonomia della batteria, velocità, stampa, connessione e integrazione con il registratore.
- Controlla compatibilità e fallback. Verifica modelli, sistema operativo, PIN on Glass, carte e wallet accettati, connettività e cosa fare se il telefono è scarico o un cliente non ha un metodo contactless. Un terminale con lettura chip può essere un utile complemento.
- Confronta offerte sullo stesso scenario. Calcola commissioni e costi fissi usando il tuo transato mensile; controlla accredito, assistenza, vincoli, storni e contestazioni.
- Organizza la conformità. Verifica il collegamento con la cassa quando applicabile, chi può usare il dispositivo e come vengono consegnate le ricevute. Se usi il telefono personale, separa gli accessi e proteggi i dati con le misure indicate dal PSP.
Per molte attività di servizio, professionisti itineranti, mercati ed eventi il SoftPOS può ridurre attrezzatura e facilitare gli incassi sul posto. Non garantisce però commissioni inferiori: il risparmio sull’hardware può essere compensato da costi per operazione più alti o da limiti del telefono. In una cassa stabile, un POS dedicato può dare continuità e funzioni più adatte al personale e al registratore. Le due soluzioni possono convivere: terminale alla cassa e SoftPOS come supporto in corsia o fuori sede.
Alternative e strumenti complementari
I link di pagamento servono a incassare a distanza e i gateway per e-commerce alle vendite online: sono flussi diversi dall’accettazione di persona e possono avere tariffe e procedure di autenticazione differenti. Un QR code può indirizzare verso un’app o una pagina di pagamento, ma accetta solo i metodi effettivamente supportati dal servizio e non equivale di per sé a un POS per carte. Per addebiti ricorrenti, un mandato SEPA può essere più adatto; considera tempi, gestione dei mandati e rischio di insoluto. Scegli lo strumento in base al momento dell’incasso e ai metodi che i tuoi clienti usano davvero.
Il quadro al 2026 e l’euro digitale
Per i commercianti, la novità operativa immediata è il collegamento tra strumenti di pagamento e registrazione dei corrispettivi quando previsto. L’euro digitale resta invece un progetto in preparazione, non un metodo che oggi si possa attivare sul POS. La BCE prevede un pilot di 12 mesi dalla seconda metà del 2027 e dichiara di voler essere pronta a una possibile prima emissione nel 2029, subordinata all’adozione della normativa europea. La BCE precisa che deciderà sull’emissione solo dopo l’approvazione della legge: date e funzioni previste restano quindi condizionate. Segui gli aggiornamenti ufficiali sul pilot dell’euro digitale.
In sintesi
Scegli SoftPOS se contano mobilità e avvio con poca attrezzatura e se il tuo telefono è nella lista di compatibilità del PSP. Scegli o mantieni un POS dedicato se ti servono più modalità di lettura, uso condiviso, stampa o integrazione con la cassa. Prima di firmare confronta i costi sul tuo volume reale, verifica la sicurezza della soluzione e includi nel piano la procedura fiscale applicabile.
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