Ravvedimento operoso IVA

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Che cos’è il ravvedimento operoso?

L’articolo 13 del Decreto Legislativo n.472 del 1997 sancisce per tutti i contribuenti la possibilità di ravvedimento operoso. Si tratta di una norma importantissima e utilissima che consente di ovviare a irregolarità fiscali dovute a sviste, oppure a omissioni nei pagamenti, potendo contare su delle sanzioni ridotte.

Il ravvedimento operoso può essere presentato in maniera spontanea attraverso la compilazione e la presentazione di alcuni moduli. Il versamento da effettuare comprende l’imposta dovuta dal contribuente allo stato, gli interessi calcolati a partire dal giorno della scadenza del pagamento e in aggiunta la sanzione ridotta.

Per quanto riguarda le imposte sui redditi, le imposte sostitutive e anche l’IVA e l’IRAP è necessario utilizzare l’F24. Per quanto invece riguarda le imposte di locazioni e gli affitti dei beni immobili è necessario sempre utilizzare l’F24 ma dotandolo di elementi identificativi. Infine, se si desidera presentare ravvedimento operoso per qualsiasi altra tipologia di tributo indiretto è necessario presentare il modello F23. Per quanto riguarda il versamento delle sanzioni e degli interessi è necessario inserire i relativi codici sui versamenti. Non è possibile pagare a rate la somma dovuta attraverso ravvedimento operoso, tuttavia è possibile procedere con la compensazione attraverso crediti di imposta per quei tributi che compensano questo procedimento come ad esempio Iva, Irpef e Irap. La nuova legge si stabilità varata nel 2016 ha però apportato una serie di cambiamenti all’istituto del ravvedimento operoso, che è molto importante conoscere.

Ravvedimento operoso Iva 2016

A patire dal 1 gennaio 2016 è entrata in vigore la legge di stabilità varata nel 2015, In particolare gli articoli 15 e 16 del decreto Legislativo del 24 settembre 2015 n. 158 hanno introdotto una serie di importanti novità per quanto riguarda il ravvedimento operoso.

I cambiamenti più eclatanti riguardano certamente la tempistica entro la quale sarà possibile fare ravvedimento operoso, e soprattutto la riduzione degli interessi sulla somma dovuta dal contribuente. La sanzione minima, ad esempio, viene ridotta dal 30 al 15% in caso di ravvedimento operoso presentato entro i novanta giorni dalla scadenza.

Con la nuova legge il ravvedimento viene distinto in diverse tipologie, che prevedono tutte un differente calcolo della sanzione dovuta.

  • Il ravvedimento sprint, ad esempio, prevede sanzioni pari allo 0,1% dell’importo dovuto per ogni giorno di ritardo. Ma questa tariffa agevolata può essere applicata solamente se il ravvedimento avviene entro quattordici giorni dalla scadenza.
  • Entro 30 giorni può essere presentato il ravvedimento breve con interessi dell’1,50%.
  • Il contribuente può usufruire fino a 90 giorni dalla scadenza del ravvedimento intermedio, con interessi dell’1,67% per ogni giorno di ritardo.
  • Il ravvedimento operoso lungo può essere presentato entro un anno e prevede il pagamento di interessi pari al 3,75%
  • quello lunghissimo, entro 2 anni dall’omissione, e prevedono il pagamento di interessi pari al  e al 5%.
  • Infine esiste anche il ravvedimento su p.v.c. con sanzioni pari a 1/5 del minimo. Un ravvedimento di questo tipo può essere presentato solo in seguito alla constatazione della violazione ma prima della notifica da parte del’atto d’ufficio.

Come si calcola?

Ma in che modo avviene il calcolo del ravvedimento operoso? Il calcolo di quanto dovuto attraverso ravvedimento operoso può essere effettuato in maniera sicura e senza errori, grazie a strumenti messi a disposizione on-line. Tali strumenti tengono presenti variabili inerenti ai diversi tipi di ravvedimenti e calcolano gli interessi in base alla forma di ravvedimento prescelto.

Si ricorda che per non incorrere in sanzioni molto più onerose, e soprattutto per non incorrere in processi penali, risulta essere molto importante qualora ci si renda conto di irregolarità nella dichiarazione dei redditi procedere col ravvedimento operoso.