IMU seconda casa: quanto si paga

L’IMU seconda casa è un’imposta che interessa molti italiani, o comunque tutti quelli che possiedono più di un’abitazione. Come tutti sappiamo per quanto riguarda l’abitazione di residenza l’IMU non è dovuta. Né la vecchia IMU, né la nuova IMU che incorpora anche la TASI. Per la seconda casa le aliquote sono maggiorate rispetto alla prima casa. Sono però disponibili varie agevolazioni, che riguardano situazioni particolari. Ad esempio per le abitazioni sfitte o inagibili.

Quanto costa l’IMU seconda casa

Il contribuente che deve saldare l’IMU sulla seconda casa è tenuto per forza verificare le aliquote specifiche, stabilite dal Comune in cui l’immobile è situato. Solitamente le aliquote per le seconde case sono superiori a quelle per le abitazioni designate come prima casa.
Di base lo Stato ha stabilito al 7,6 per mille l’aliquota per l’IMU seconda casa. Tale aliquota va calcolata sia sull’abitazione, sia sulle sue pertinenze, quali ad esempio garage o cantina.
La medesima si utilizza per calcolare l’IMU dovuta sulle pertinenze della prima casa, ulteriori rispetto alla prima.
Lo Stato ha concesso ai Comuni di modificare tale aliquota, fino a un massimo del 3 per mille. Questo significa che un singolo Comune può decidere di aumentare o diminuire l’aliquota IMU seconda casa, fino a un massimo del 10,6 per mille e a un minimo del 4,6 per mille.

Le agevolazioni IMU seconda casa

Quanto detto sopra vale sostanzialmente per le seconde case regolarmente affittate, o che comunque offrono un qualche genere di reddito. Per tutte le situazioni diverse da quella appena descritta esistono agevolazioni o addirittura il completo azzeramento dell’IMU.
Le agevolazioni disponibili si applicano ai seguenti casi:

  • Immobili che sono considerati non abitabili, perché privi della dichiarazione di abitabilità o perché in stato di abbandono. In questo caso è possibile ottenere uno sconto del 50% sulla base imponibile.
  • Abitazioni concesse in affitto con un canone ridotto, concordato secondo le vigenti leggi. Il proprietario può godere di un’agevolazione pari al 75% dell’imposta. Questo perché non offre l’abitazione in affitto al cosiddetto prezzo di mercato, ma a un cifra ridotta.
  • Immobili offerti in comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado, ma solo a genitori o figli. Il contratto di comodato deve essere regolarmente registrato e i figli o i genitori devono sfruttare l’abitazione come casa principale. Anche in questo caso lo “Sconto” è pari al 50% dell’imposta. Si deve però notare che chi offre un’abitazione in comodato può usufruire dell’agevolazione sull’IMU solo se non possiede altra abitazione all’interno del medesimo Comune. Questa agevolazione non è possibile per le abitazioni di lusso.
  • Tutti gli immobili che sono catalogati come edifici storici o artistici godono di un’agevolazione pari al 50% dell’IMU seconda casa. Questo anche se il proprietario ne trae profitto attraverso la locazione.
  • La singola abitazione di proprietà di un pensionato non residente in Italia gode di un’agevolazione pari al 50% dell’imposta dovuta. Anche in questo caso tale agevolazione è disponibile solo per chi possiede una singola abitazione all’interno del territorio di un Comune italiano, che non affitta e non concede in comodato ad altri.
  • L’esenzione completa dell’IMU si ha nel caso in cui la seconda casa sia concessa, dopo separazione o divorzio, al genitore affidatario.

Come ottenere l’agevolazione

Spesso nel nostro Paese per godere appieno di alcune agevolazioni è necessario segnalarle all’ente coinvolto.
Questo è il caso anche delle agevolazioni sull’IMU seconda casa. Nel senso che, nonostante i Comuni siano in grado di stabilire quali abitazioni si possano considerare seconde case e quali possano godere delle soprascritte agevolazioni, è il contribuente a dover segnalare la sua personale situazione.
Tale segnalazione deve avvenire entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello su cui grava l’imposta. Quindi per il 2021 chi desidera approfittare delle agevolazioni disponibili avrà tempo fino al 30 giugno 2022 per presentare le dovute attestazioni che gliele concedono.
In particolare è necessario presentare, presso gli uffici comunali competenti, la cosiddetta Dichiarazione IMU. Si tratta di un documento che riporta i dati del proprietario dell’abitazione, così come i dati catastali della stessa.
Inoltre congiuntamente alla dichiarazione IMU sarà necessario presentare anche la documentazione che comprova la situazione dell’immobile che dà diritto all’agevolazione.
Per fare un esempio, in modo da rendere più chiara la questione: nel caso in cui si possa ridurre l’IMU seconda casa del 50% in quanto l’abitazione di proprietà non è agibile è necessario presentare il certificato di inagibilità.
Senza la dovuta documentazione l’imposta da corrispondere è pari al 100% di quella dovuta, quindi l’aliquota, moltiplicata per la rendita catastale aumentata del 5%.

IMU seconda casa

IMU seconde case dei coniugi

Ricordiamo che la legge ha rivisto alcune situazioni specifiche, ad esempio quella che riguarda la residenza dei coniugi. In passato molti italiani hanno utilizzato una sorta di escamotage per evitare di pagare l’IMU sulla seconda casa, al mare o in altro Comune rispetto a quello di residenza.
Praticamente alcuni contribuenti approfittavano di un cavillo per evitare di pagare l’IMU. Moglie e marito risultavano residenti in due differenti Comuni, l’uno nella prima casa, l’altro nella seconda.
Il 15/12/2020 la Corte di Cassazione ha accettato il ricorso di un Comune italiano, volto a modificare questa brutta abitudine. Oggi quindi è fatto obbligo ai coniugi di stabilire la propria residenza nella medesima abitazione, di un singolo Comune. Per altro tale requisito è indicato anche all’interno del codice civile, dove si parla del matrimonio: i coniugi in Italia devono “concordare tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissare la residenza della famiglia”.

L’escamotage, utilizzato da tanti, permetteva di “travestire” la seconda casa in abitazione di residenza di uno dei due coniugi, evitando così di pagare l’IMU. La Corte di Cassazione ha invece decretato che l’abitazione principale, anche detta prima casa, è una sola per la famiglia; questo anche se uno dei coniugi mantiene la residenza in un’altra abitazione. Quindi per le seconde case di proprietà di una coppia di coniugi non è più possibile evitare l’IMU.
Si può considerare prima casa solo la residenza abituale, quella in cui l’intera famiglia vive quotidianamente. Fermo restando che la seconda casa, ove uno dei due coniugi può mantenere la residenza, potrà godere delle agevolazioni sopra descritte.

Codice tributo IMU seconda casa

Chi si trova nella situazione di dover pagare l’IMU seconda casa deve utilizzare il cosiddetto modello unificato F24, nella casella “IMU e tributi locali”. Il codice tributo per il pagamento dell’IMU seconda casa è 3918, con il corrispettivo codice identificativo del Comune in cui è situato l’immobile. La prima rata, della acconto, si paga entro il 16 giugno 2021; la seconda rata entro il 16 dicembre 2021. Ricordiamo che volendo il contribuente può pagare l’intera somma dovuta a titolo di saldo il 16 giugno.