Codice Tributo 6916: il Bonus POS

Il Codice Tributo 6916 è tra quelli di più recente istituzione. Questo perché si riferisce a un tributo che è possibile recuperare in compensazione solo in seguito alla legge di bilancio 2020. In particolare stiamo poi parlando di una compensazione possibile solo grazie alla risoluzione n°48, del 31 agosto 2020.

A cosa serve il codice tributo 6916

Questo codice tributo deve essere utilizzato dagli esercenti che intendono recuperare il 30% delle commissioni addebitate in seguito ai pagamenti tramite strumenti elettronici. Pagamenti effettuati dai singoli clienti, nel corso del mese precedente rispetto a quello della richiesta.
Tali commissioni possono essere richieste dal singolo esercente in compensazione, quindi sottraendone l’ammontare da altri tributi da versare nel medesimo periodo.

codice tributo 6916

In cosa consiste questo credito

Nella legge di bilancio per il 2020 il Governo aveva indicato la possibilità per gli esercenti di recuperare il 30% delle commissioni dovute alle Banche sui pagamenti tramite strumenti elettronici. Visto che negli ultimi anni se ne è molto parlato, tutti ormai sanno che per ogni utilizzo di carta di credito, carta di debito o altro strumento elettronico, l’esercente deve saldare una specifica commissione alla banca che gestisce il POS.
Per poter favorire l’utilizzo delle carte e dei vari strumenti di pagamento elettronici, il Governo ha pensato di restituire agli esercenti parte di tali commissioni.
In sostanza l’esercente può ottenere questa detrazione fiscale portandola in compensazione, nel corso del mese successivo all’avvenuto pagamento della commissione stessa.

Come compilare il modello F24

Come avviene per molte altre tipologie di detrazioni e compensazioni, per poter ottenere questa detrazione è necessario inviare una richiesta allo Stato, tramite l’Agenzia delle Entrate.
In particolare è necessario inviare un modello F24 utilizzando i canali telematici. Il campo da compilare è quello dedicato all’erario. Il codice tributo è il 6916; come precisa l’Agenzia delle Entrate si tratta di un “Credito d’imposta commissioni pagamenti elettronici – articolo 22, decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124”.

Alla voce rateazione/mese si deve inserire il mese in cui si sono sostenute le spese per cui si richiede la detrazione, quindi quello precedente alla compilazione del modello F24. L’importo da richiedere va inserito nella casella “importi a credito compensati”.

Chi può richiedere la compensazione

Stiamo parlando di una detrazione che spetta a qualsiasi esercente che abbia ottenuto, nell’anno precedente a quello in corso, ricavi e compensi non superiori ai 400.000 euro.
In pratica si tratta di una larga fetta di negozi, ristoranti, show room, attività di vario genere.
Chiunque abbia ricevuto anche un singolo pagamento saldato con un qualsiasi strumento elettronico tracciabile potrà richiedere l’agevolazione, pari lo ricordiamo al 30% della spesa sostenuta come commissione bancaria.

Ricordiamo poi che gli istituti di credito hanno l’obbligo di inviare mensilmente all’Agenzia delle Entrate l’elenco di tutte le transazioni elettroniche da essi stessi gestite. Questo permette, in linea teorica, di effettuare un controllo incrociato. A detrazione richiesta tramite il codice tributo 6916 deve corrispondere un pagamento effettuato con uno strumento elettronico.

Gli strumenti elettronici di pagamento

Questa locuzione indica una serie di differenti strumenti per i pagamenti, a partire dalla classica carta di debito, anche chiamata comunemente bancomat.
Oltre alla carta di debito si considerano strumenti elettronici anche le carte di credito, le carte prepagate o revolving, così come i metodi di pagamento tramite App o tramite smartphone. Hanno diritto all’agevolazione però solo quei pagamenti che sono soggetti a commissioni bancarie. Soprattutto, solo quei sistemi di pagamento tracciabili, che quindi passano attraverso un istituto di credito o un prestatore di servizio accreditato dallo Stato.
Il codice tributo 6916 serve solo in questo caso, ma nei prossimi mesi saranno molti i negozianti che si troveranno nella situazione di utilizzarlo con scadenza mensile.

Favorire l’abbandono del contante

La misura che prevede un’agevolazione per gli esercenti che pagano quotidianamente commissioni ogni volta che un cliente sfrutta un metodo di pagamento elettronico rientra a pieno titolo all’interno di una più ampia politica. L’intento è quello di spingere i contribuenti a rinunciare all’utilizzo del contante. La motivazione è semplice da capire: per limitare il ricorso al cosiddetto “nero”, ossia a transazioni al di fuori della regolare tassazione.
Una transazione tracciabile porta necessariamente a due risultati: il fisco può sapere chi ha effettuato un acquisto (il cittadino), ma può anche conoscere le effettive entrate di un’attività commerciale (l’esercente).

Avendo questi dati non è più possibile evadere le tasse, questo ovviamente sempre in via teorica.
Rientra in questa politica anche il divieto al pagamento in contanti per cifre superiori ai 2.000 euro; così come la sempre maggiore diffusione della fatturazione elettronica.
Si tratta quindi di un’ampia politica contro l’evasione fiscale, questo almeno nelle intenzioni.