Codice Tributo 6915: il bonus vacanze

Il codice tributo 6915 è di nuova istituzione, è infatti utilizzabile a partire dal 1° luglio 2020. La sua nascita è dovuta alla creazione, per decreto del consiglio dei ministri, del cosiddetto bonus vacanze. Si tratta di una agevolazione che permette ai cittadini italiani di ottenere uno sconto sull’importo speso per il soggiorno in villeggiatura in Italia.

Codice Tributo 6915: a cosa serve

Si tratta di un codice tributo molto particolare, in quanto istituito in corsa e che molto probabilmente non sarà più utilizzato per gli anni a venire. Con il DPCM del giugno 2020 il Governo italiano ha istituito il Bonus Vacanze. Si tratta di uno sconto sostanzioso per quanto riguarda il pagamento del soggiorno durante le vacanze in Italia.
Lo si può ottenere solo per i soggiorni svolti tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2020.
Ogni nucleo famigliare ha diritto a un contributo, il cui valore cambia a seconda del numero dei componenti. Il contributo massimo è pari a 500 euro, spendibili in un’unica soluzione dai nuclei famigliari composti da almeno 3 persone.

Il codice tributo 6915 è utile per gli albergatori, in quanto serve per ottenere la restituzione di quanto anticipato con il bonus vacanze ai propri clienti.

codice tributo 6915

Come funziona il Bonus vacanze

Per ottenere il Bonus Vacanze è necessario avere un ISEE famigliare inferiore ai 40.000 euro. Oltre a questo è necessario prenotare le vacanze presso una struttura ricettiva posta sul territorio italiano, che abbia aderito all’iniziativa. Un elenco di tali strutture è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
La struttura è tenuta a riconoscere al contribuente uno sconto pari all’80% della spesa effettuata per il soggiorno, fino a un massimo pari all’80% del bonus vacanze ottenuto. Se la cifra sborsata è inferiore al bonus stesso, l’albergatore sconterà comunque solo l’80% della spesa totale.

Si tratta però solo di anticipare la somma, in quanto a partire dal giorno successivo al godimento dello sconto il gestore della struttura può richiedere il rimborso di quanto concesso al cliente.
Per fare un esempio pratico, la famiglia Rossi va in vacanza al mare e si trova con un conto di 450 euro. Possiede un QR code che le garantisce uno sconto di 500 euro, non applicabile in quanto la fattura della struttura ricettiva è inferiore. Il gestore anticipa al cliente uno sconto pari all’80% della fattura, quindi pari a 360 euro. Dopo aver presentato il QR code al gestore, il cliente paga la fattura di 90 euro. Nel corso del 2021 riceverà i 90 euro spesi come detrazione. Questo nel momento in cui effettuerà la dichiarazione dei redditi per l’anno 2020.

Cosa deve fare il gestore

Chi gestisce un’attività ricettiva in Italia ha la possibilità di offrire questo tipo di opportunità ai propri clienti. In pratica si tratta di un servizio aggiuntivo, per nulla obbligatorio. Quindi un gestore può decidere o meno di aderire all’iniziativa, in modo del tutto libero e personale.

Nel momento in cui decide di aderire e di accettare il Bonus Vacanze deve comunicare la scelta all’Agenzia delle Entrate. In questo modo avrà la certezza di essere presente nell’elenco delle strutture che offrono questo servizio.

Ogni volta che si presenta un cliente che intende godere del Bonus Vacanze il gestore ha a disposizione un pratico strumento, sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Tramite questo strumento può indicare il QR code presentato dal cliente, il codice fiscale del cliente e l’importo della fattura emessa.
Non è obbligatorio che la fattura sia emessa in formato elettronico. Quindi anche i B&B o le piccole strutture ricettive, che non usano la fatturazione elettronica, possono offrire questo servizio.
Al termine della procedura il gestore anticipa al cliente fino all’80% del bonus e del conto, come sconto diretto.

Il Codice tributo 6915: come usarlo

In pratica il codice tributo 6915 serve per inviare all’Agenzia delle Entrate la richiesta del rimborso di quanto anticipato.
Il gestore di una struttura ricettiva deve infatti richiedere quanto anticipato al cliente, attraverso un modello F24. Lo si compila indicando il codice tributo 6915, come fosse un qualsiasi importo a credito da compensare. Oppure lo si può sfruttare anche come importo a debito in un ravvedimento operoso. Il gestore può anche cedere ad altri il credito maturato, che possono essere diversi dagli effettivi fornitori.
Volendo è infatti possibile cedere il credito di imposta anche a un istituto finanziario.
Tale credito può essere utilizzato in compensazione di qualsiasi tipologia di tributo, dall’IVA all’IRPEF, fino alla Tassa dei Rifiuti, all’IMU o all’IRAP.

Il modello F24 va inviato telematicamente, utilizzando gli appositi strumenti disponibili. Il credito d’imposta si può utilizzare a partire dal giorno successivo al suo effettivo godimento da parte del cliente. Quindi di fatto dal 2 luglio 2020 fino al 1° gennaio 2021.