Codice tributo 6035

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Codice tributo 6035 e Acconto IVA

Il codice tributo 6035 riguarda i contribuenti che devono versare l’acconto Iva per l’annualità in corso.

Stiamo quindi parlando di qualsiasi libero professionista, azienda o impresa che sia tenuto a saldare periodicamente l’IVA all’Agenzia delle Entrate.

Quando serve il codice tributo 6035

Il codice tributo 6035 identifica il versamento dell’acconto Iva valevole in caso i contribuenti paghino su base trimestrale o mensile.

Il pagamento trimestrale dell’acconto IVA si deve eseguire nel caso in cui i ricavi dell’anno precedente a quello in corso non siano:

  • Maggiori di 400.000 se chi salda il tributo è un lavoratore autonomo o un’impresa di servizi.
  • Maggiori di 700.000 euro nel caso di qualsiasi altra tipologia di impresa.

Scadenza codice tributo 6035

Tale acconto va saldato entro il 27 dicembre (scadenza) di ogni anno, utilizzando l’apposito codice tributo 6035 sul modulo F24 da compilare.

Come si calcola l’acconto IVA

Nel caso in cui l’importo dell’acconto fosse inferiore ai 116,72 euro, non sarà necessario versarlo, ma la cifra calcolata rientrerà nel saldo IVA dell’anno successivo.

Il calcolo dell’importo da saldare si può effettuare con tre differenti metodologie:

Il metodo storico

Il contribuente calcola un acconto IVA pari alla cifra dovuta nell’anno precedente a quello in corso.
Nel caso in cui i ricavi dell’anno in corso fossero inferiori a quelli dell’anno precedente, nel corso dell’anno successivo si potrà ottenere un rimborso dell’IVA saldata in eccesso.

Il metodo previsionale

Utilizzando questo metodo il contribuente calcola l’acconto IVA da versare considerando i realizzi dell’anno in corso.

Questo metodo di calcolo può essere sfruttato solo se la cifra ottenuta sia maggiore dell’acconto calcolato con il metodo precedente.

Metodo effettivo

Il contribuente utilizza il codice tributo 6035 per versare l’acconto IVA calcolato considerando tutte le vendite dell’anno in corso, anche quelli ancora da fatturare e registrare.

Durante il calcolo dell’acconto IVA è importante considerare che sulle somme non versate o versate parzialmente e non completamente, viene applicata la sanzione amministrativa al 30% dell’imposta non versata, questo avviene perché ci si rifà all’art.13 del D.lgs. n. 471 del 18 dicembre 1997. Conviene quindi effettuare un calcolo il più preciso possibile.

Il ravvedimento operoso

I pagamenti omessi o insufficienti relativi all’acconto possono essere regolarizzati ai sensi dell’art. 13 del D.lgs. n. 472 del 18 dicembre 1997 nella misura del cosiddetto ravvedimento operoso (per approfondimenti sul ravvedimento operoso IVA).

Per ravvedimento operoso si intende l’opportunità di regolarizzare, entro determinati tempi e attraverso l’applicazione di sanzioni ridotte, le omissioni o le irregolarità compiute sia riguardo all’eventuale compilazione; sia per quanto attiene la presentazione dei modelli dichiarativi, e anche nel pagamento dei tributi.

Va ricordato che vi è una condizione essenziale per usufruire di questo strumento, quella secondo cui le violazioni che riguardano la regolarizzazione non siano state già accertate.

Metodi per effettuare il ravvedimento operoso

A seguire vengono illustrati i metodi per effettuare il ravvedimento operoso:

  1. Occorre effettuare il pagamento entro i 14 giorni successivi alla scadenza, in questo caso viene applicata la sanzione dello 0,2%
  2. Pagamento da effettuarsi entro 30 giorni dalla scadenza, in questo caso viene applicata una sanzione pari al 3%, questo si traduce in 1/10 del 30% dell’imposta dovuta, a tale maggiorazione sanzionatoria si aggiungono gli interessi.
  3. La terza modalità di pagamento è quella secondo cui occorre effettuare il pagamento entro il termine di presentazione della dichiarazione che riguarda l’anno successivo, in questo caso la sanzione è pari al 3,75% e ad 1 ottavo del 30% dell’imposta dovuta, al quale si sommano anche gli interessi legali calcolati unicamente sull’imposta.

Mora e Interessi

Gli interessi di mora sull’imposta IVA vengono calcolati al tasso legale e maturano giorno per giorno, di conseguenza vengono computati dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato fino al giorno nel quale il soggetto debitore paga l’acconto IVA. Gli interessi di mora sono da calcolare anche nel caso in cui si decida di scegliere il saldo dell’IVA su base trimestrale invece che mensile.

Sempre rimanendo sul tema del ravvedimento operoso a seguire vengono elencati i codici tributo utili per usufruire di questa misura e da inserire nel Modello F24:

  • Sanzione: codice tributo 8904
  • Imposta contribuenti mensili: codice tributo 6013
  • Imposta contribuenti trimestrali: 1991

Mentre per i versamenti periodici i codici ai quali fare riferimento sono:

  • 6001 mese di gennaio
  • 6002 mese di febbraio
  • 6003 mese di marzo
  • 6004 mese di aprile
  • 6005 mese di maggio
  • 6006 mese di giugno
  • 6007 mese di luglio
  • 6008 mese di agosto
  • 6009 mese di settembre
  • 6010 mese di ottobre
  • 6011 mese di novembre
  • 6012 mese di dicembre

Invece il codice tributo 6013, è quello relativo al versamento dell’acconto Iva del mese di dicembre.

Infine occorre ricordare anche i codici relativi ai pagamenti su base trimestrale:

  • 6031 per il primo trimestre
  • 6032 per il secondo trimestre
  • 6033 per il terzo trimestre
  • 6034 per il quarto trimestre

6035 è invece quel codice tributo utile per il versamento Iva in acconto.

Chi deve versare l’acconto IVA

Solo alcuni contribuenti sono esentati dall’obbligo di versare l’acconto IVA, a partire da coloro che calcolano un tributo inferiore ai 116,72 euro. Fanno parte di questo folto gruppo anche:

  • tutti coloro che hanno aderito al Regime Forfettario
  • alcuni enti pubblici (come ad esempio i Comuni che gestiscono alcune forniture di servizi)
  • gli agricoltori in regime semplificato.
  • Chi ha iniziato la propria attività nell’anno in corso non ha l’obbligo di versare l’acconto IVA
  • così come coloro che registrano esclusivamente operazioni esenti dal pagamento dell’IVA o non imponibili

Le categorie di lavoratori autonomi che non hanno l’obbligo di utilizzo del codice tributo 6035 sono numerose, ma anche molto specifiche, come ad esempio: