Codice tributo 3844: significato e ravvedimento su F24

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Il codice tributo 3844 viene utilizzato per l’Irpef, ma precisamente per il saldo chiamato “addizionale comunale”. Quali sono esattamente le categorie che dovranno utilizzare tale codice tributo? Soprattutto, come va compilato il modello F24?
Per i contribuenti in crisi l’Agenzia delle Entrate pubblica periodicamente guide complete, che aiutano nella compilazione dei moduli e nella comprensione dei tempi e dei modi di pagamento.

Codice tributo 3844: cos’è e significato

Il codice tributo 3844 è quello che deve essere utilizzato per versare il saldo dell’addizionale comunale Irpef. Tale codice tributo andrà inserito all’interno del modello F24, precisamente all’interno della sezione “IMU e altri tributi locali”. Di solito, il saldo in questione viene indicato nel periodo di dicembre, tramite delle operazioni di conguaglio.
Tale somma addizionale corrisponde a quella regionale oppure comunale, e va aggiunta all’importo da sommare all’Irpef. Di solito, tale codice tributo deve essere quindi utilizzato da tutte quelle persone che devono dichiarare tale saldo. Questo viene utilizzato da vari enti locali per ottenere i servizi relativi alla cittadinanza. Va sottolineato che il codice tributo 3844 identifica l’imposta relativa al reddito sulle persone fisiche, ma solo per l’addizionale comunale che va versato tramite la cosiddetta “autotassazione”.

Prima di poter utilizzare tale codice, è necessario rilevare la cifra dell’addizionale, che si ottiene sottraendo gli oneri deducibili, dal reddito del contribuente. Per verificare quale sia la cifra corretta, esistono delle tabelle disponibili anche su Internet, che indicano quale importo corrisponde ad una certa fascia del reddito.

Se si vogliono elencare le categorie di persone che dovranno utilizzare il codice tributo 3844, queste risultano essere: lavoratori autonomi, liberi professionisti e proprietari terrieri. 

Sezione F24 come compilarlo

Chi usa il codice tributo 3844, dovrà compilare l’F24. Come si compila in tal caso? Innanzitutto può risultare utile sapere che sul sito dell’Agenzia delle Entrate, risulta essere presente una guida molto utile per capire come va compilato questo documento, nel caso si usi il codice 3844. Prima di tutto, la prima parte che deve essere compilata risulta essere “Codice Ente”, che indica il comune presso il quale andrà il denaro.

  • Sul modello F24 è presente una parte in cui è inserito il numero 1. Su questo punto, va inserito il codice tributo, quindi in questo caso, andrà specificato 3844.
  • Al punto 2, ovvero la parte riguardante la rateizzazione, la regione, la provincia, il mese di riferimento, devono essere inserite solo due cifre per indicare il numero progressivo della rata, poi il numero di rate prescelto (sempre due cifre). In caso si paghi l’intero importo in un’unica soluzione, va indicata la sequenza 0101.
  • Scorrendo, si potrà notare il punto 3, in cui si dovrà indicare l’anno di riferimento. Con questa dicitura s’intende indicare l’anno in cui si effettua il pagamento.
  • Al punto 4 si deve indicare l’importo a debito.
  • Il punto 5, relativo ai crediti compensati, non va compilato.
  • I punti 6 e 7 indicano rispettivamente il “Totale A” ed il “Totale B”, ovvero la somma degli importi a debito indicati nella Sezione Erario, e la somma degli importi a credito indicati nella stessa sezione. È possibile che non siano presenti importi a credito: in tal caso, ovviamente il punto 7 non andrà compilato.
  • Il punto 8 dovrà indicare il saldo, che si ottiene sottraendo dal totale di A, il totale di B.
  • I punti 9 e 10 non dovranno essere compilati. 

Compensazione

La compensazione prevede il rimborso di alcuni crediti, e tale rimborso sarà indirizzato direttamente al contribuente. Precisamente, tale operazione può essere effettuata con ogni importo giudicato “oggetto di compensazione”, all’interno del modello F24. La compensazione può avvenire secondo due modalità: una viene denominata “verticale” mentre l’altra “orizzontale”. La prima permette di recuperare dei crediti che sono sorti già in periodi precedenti, mentre erano presenti debiti della stressa imposta. Il secondo tipo di compensazione invece permetterà di compensare debiti e crediti anche per enti impositori diversi, ovvero lo Stato, INPS, INAIL, ENPALS, enti locali. Tale “compensazione orizzontale” può riguardare imposte diverse relative allo stesso ente, ma anche versamenti che erano da versare presso un ente, e crediti nei confronti di un ente diverso.

Va sottolineato un altro elemento importante: il contribuente può richiedere il tipo di compensazione che ritiene più consona alle sue necessità. Inoltre, i rimborsi provenienti dalla compensazione, potranno essere utilizzati per il pagamento di un debito diverso. 

Ravvedimento

Qualsiasi persona non riesca a sostenere il peso delle rate dell’Ires o dell’Irpef da pagare e non riesce a pagarle rispettando la scadenza prevista, incorre in una sanzione. Questo vale sia se non si riesce a pagare la seconda rata, sia per tutte le altre. Prima di dover veramente far fronte alla sanzione dal costo abbastanza elevato, esiste un’ulteriore soluzione chiamata “ravvedimento”. Questa operazione risulta essere molto lunga dal punto di vista burocratico, ma risulta avere uno scopo davvero utile. Tramite il ravvedimento infatti, si può pagare un tipo di sanzione di gran lunga minore rispetto ai costi relativi alla sanzione ordinaria. Come è possibile ottenere il ravvedimento? Occorre mobilitarsi prima che si incorra in una verifica fiscale. In tal caso, sarebbe troppo tardi avvalersi di questa soluzione. Tale alternativa la si può quindi effettuare solo nel caso non si sia già incorsi in una contestazione ricevuta dall’Agenzia delle Entrate. Inoltre grazie al ravvedimento, la maggioranza da dover versare risulterà essere pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo.

Precisamente, il modello F24 sarà da considerarsi “dichiarazione tardiva” se effettuata entro 90 giorni dalla scadenza, oppure “dichiarazione omessa” se effettuata oltre 90 giorni. Ai sensi dell’art. 1, co. 1 del D. Lgs. 471/1997, si applica una sanzione il cui importo risulta variare. La percentuale di variabilità risulta andare da un minimo del 120 ad un massimo del 240% dell’imposta dovuta. Con il ravvedimento, questi due tipi di dichiarazioni vengono sanate, anche se l’espressione precisa di tale operazione risulta essere “ravvedimento oneroso”. Con il ravvedimento si pagherà sia l’imposta omessa, sia la sanzione, sia gli interessi legali dovuti. 

Importo a credito

Riguardo gli importi a credito si è già parlato: sono quelli che vanno inseriti nel punto 5 del modello F24 e che possono essere ottenuti dal contribuente, sotto la forma della compensazione. Con tale espressione si intende in generale, un qualcosa che è stato versato in misura maggiore rispetto al dovuto. Gli importi a credito, risultano essere il contrario degli importi a debito.

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