Codice Tributo 3813 IRAP : calcolo e modalità di pagamento F24

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Cos’è il codice tributo 3813? Quando si usa nell’ F24 e a cosa si riferisce? Vediamo insieme tutto quello che dobbiamo sapere su questo codice tributo

Il codice tributo 3813 e il pagamento dell’Irap

Acconto, seconda rata e rata unica. Cosa bisogna conoscere sulla compilazione F24 e su questa tassa.

Codice Tributo 3813

L’IRAP è l’Imposta Regionale per le Attività Produttive, questo il significato della sigla, ed è un imposta che il soggetto contribuente versa alla Regione in cui l’attività produttiva ha la sua sede.
L’imposta deve essere versata attraverso il Modello F24 che può essere reperito o presso l’Agenzia delle Entrate del proprio territorio, o alternativamente presso un qualunque Ufficio Postale. Oggi esistono molteplici istituti di credito che consentono ai propri clienti di saldare i tributi tramite servizio di Home banking, ovviamente in questi casi non serve avere il modulo in forma cartacea, in quanto se ne utilizza una versione digitale.
Per compilare correttamente l’F24 occorre andare nella sezione dedicata alle Regioni e fare riferimento a quella.
Si immette poi il codice tributo 3813 che riguarda l’acconto della seconda rata IRAP o la soluzione di pagamento a saldo in un’unica rata.

IRAP: una Tassa Regionale

L’IRAP è un’imposta nata nel 1997, come contributo da parte delle imprese produttive di ogni Regione al sostentamento del Fondo Sanitario Nazionale. I cosiddetti Soggetti Passivi sono molteplici, a partire dalla gran parte delle società e degli enti operanti all’interno di una Regione, così come i liberi professionisti e i lavoratori autonomi; fanno parte di questo ampio elenco anche i produttori e i lavoratori agricoli e tutti coloro che producono reddito di impresa da un’attività di tipo agricolo. Il codice tributo 3813 è quello che il soggetto contribuente impiega sia per il versamento della seconda rata di acconto dell’Irap sia, in alternativa, per il pagamento dell’acconto eseguito in un’unica soluzione.
Per il pagamento della prima rata di acconto si utilizza invece il codice tributo 3812.
L’aliquota IRAP è quella del 3,75%, alla quale si vanno ad aggiungere le diverse addizionali, e la sua base imponibile è molto ampia. Si tratta però di una tassa di tipo locale, quindi è data facoltà alle Regioni di stabilire aliquote differenti per particolari tipologie di aziende o di soggetti passivi.

Quando e come pagare l’IRAP

I termini dell’IRAP sono quelli di 2 rate, quindi ogni sei mesi occorre versare prima e seconda rata attraverso due distinti Modelli F24. La prima rata di acconto va saldata entro il 16 giugno ed è pari al 40% dell’ammontare totale dell’imposta, come risulta dalla dichiarazione dei redditi. La seconda rata è pari al 60% del totale del tributo e va saldata entro il 20 novembre. Il contribuente può decidere di versare entro questa data l’IRAP intera in un’unica rata. Come dicevamo, per la prima rata di acconto si utilizza il codice tributo 3812, per la seconda o il versamento unico vale in entrambi i casi il codice tributo 3813.

La tassa va pagata entro i termini di legge, per non incorrere in sanzioni. Se si è in ritardo anche di un solo giorno dai termini suddetti è necessario saldare l’IRAP ricorrendo al ravvedimento operoso. Il ravvedimento è possibile solo se è trascorso meno di un anno dal giorno del mancato pagamento di una tassa, questo in senso generale e non solo per quanto riguarda l’IRAP.

I codici tributo dell’Irap

I codici di tributo specifici per questa imposta sono:

  • Il 3800
  • Il 3812
  • Il 3813
  • Il 1992
  • L’8907

Il codice 3800 riguarda il saldo dell’Irap, il codice 3812 riguarda invece l’acconto Irap o il versamento della prima rata; mentre il codice 3813 riguarda l’acconto della seconda rata o l’acconto Irap versato in un’unica soluzione. Gli altri due codici tributo riguardano invece il ravvedimento operoso. Il primo riguarda il versamento degli interessi mentre il secondo è relativo al pagamento delle sanzioni. Esiste anche un aggiornamento della situazione contabile che può essere effettuato da parte dell’amministrazione finanziaria nei tempi rientranti al 31 dicembre del quarto anno successivo alla data di presentazione della dichiarazione mendace o entro il 31 dicembre del quinto anno successivo all’anno in cui avrebbe dovuto essere effettuata la dichiarazione. Facciamo un esempio in tal senso.

Mettiamo il caso che l’utente abbia omesso la dichiarazione sull’Irap dell’esercizio 2007, che andava presentata nell’anno 2008, l’accertamento potrà essere effettuato entro il 31 dicembre del 2013, mentre se la dichiarazione è stata presentata, anche se non priva di errori, l’accertamento resta valido fino al 31 dicembre 2012.

Il calcolo dell’IRAP

Il calcolo dell’IRAP viene fatto considerando l’intero fatturato, senza detrazioni di sorta; questo porta a dover saldare la tassa anche nel caso in cui ci si trovi in perdita. Nell’anno 2015 è stata comunque introdotta una novità evidenziata dalla sezione XIV definita come Credito ACE, dove si deve necessariamente indicare l’ammontare del credito successivamente alla scelta di trasformare l’eccedenza ACE in credito ai fini Irap. Il rigo dove va indicato l’importo è l’IS85. Le persone fisiche, le associazioni e le società pagano un’IRAP pari al 100% dell’importo indicato al rigo IR21 della dichiarazione dei redditi, qualora risulti superiore a 51,65 euro. Tutti gli altri soggetti invece devono pagare un saldo complessivo del 101,50% ma solo se superiore alla cifra minima di 20,66 euro.
Se la Regione ove si paga l’IRAP in unica soluzione o come acconto e seconda rata attraverso il codice tributo 3813, ha un deficit sanitario, può rifarsi attraverso questa tassa prevedendo una maggiorazione della stessa. L’IRAP copre infatti come imposta, il 40% della spesa sanitaria di ogni Regione. Ne consegue che ogni Regione sulla base delle necessità in tal senso, può aumentare l’aliquota IRAP quindi occorre sempre fare riferimento a tale eventualità.
Prima di saldare il tributo è quindi opportuno verificare l’entità dello stesso per l’anno in corso, per non incappare in errori che riguardano il suo calcolo, che potrebbero portare a sanzioni pecuniarie di una certa importanza.

Modalità di Pagamento IRAP

Questa tassa si paga attraverso la compilazione del Modello F24 ad ha modalità telematiche dirette nel senso che il soggetto contribuente impiegherà a fini fiscali i servizi F24 web o F24 online presentati a gestiti dall’Agenzia delle Entrate, con i canali telematici Fisconline o Entratel.
Alternativamente può ricorrere tranne se l’F24 è a saldo 0, ai servizi di internet banking messi a disposizione da banche, Poste Italiane e Agenti della riscossione convenzionati con l’Agenzia delle Entrate, infine si può rivolgere ad un intermediario abilitato di qualsiasi genere.

Compilazione del Modello F24

Il modello F24 è un documento che deve essere compilato al fine di poter pagare alcune tasse ben precise. Nel caso si debba inserire il Codice Tributo 3813, i punti del documento da dover compilare andranno compilati in un certo modo. Si consideri che esiste una breve guida sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che indica una numerazione e anche cosa dover scrivere nello spazio bianco apposito. Sulla voce “punto 1”, si deve sempre scrivere il Codice Tributo (qualsiasi esso sia, quindi questo vale anche per l’inserimento di Codice Tributo quali ad esempio il 2001 oppure il 2002 ed il 2003). Il punto 2, quello relativo alla rateizzazione, non deve essere compilato, mentre al punto 3 deve essere inserito l’anno di imposta in cui si effettua il pagamento, ad esempio il 2019. Al punto 4 invece deve essere inserito l’importo a debito, il punto 5 va lasciato in bianco, e al punto 6 si deve scrivere somma degli importi a debito indicati nella Sezione Erario. Al punto 7 vanno inseriti sempre gli importi indicati nella Sezione Erario, ma non quelli “a debito”, bensì quelli “a credito”. Il punto 7 non dovrà essere compilato se sono già presenti importi a credito indicati precedentemente. Con il punto 8 si indica il saldo totale, che si ottiene sottraendo dal totale di A, il totale di B. Nonostante esistano anche i punti 9 e 10, che indicano rispettivamente il “codice ufficio” ed il “codice atto”, in questo caso non dovranno essere compilati.

  • Sezione modello F24da compilare: REGIONI
  • Tributo da utilizzare solo per importi a debito
  • Legge di Disciplina della materia: D.lgs. 446 del 1997

Un esempio a seguire di compilazione:

  • importo da versare: 6000€
  • anno dell’imposta 2017
  • Regione di riferimento: Lazio

Le voci sull’F24 da compilare sono quelle che seguono:

  • Codice Regione: (in questo caso, e per la Regione Lazio è lo 08, va ricordato però che la Tabella dei Codici Regione è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate)
  • Codice Tributo: 3813
  • Anno di riferimento: 2017
  • Importi a debito versati: 6000€
  • Totale E: 6000€
  • Saldo E-F: medesima cifra versata in questo caso 6000€

 

Decreto fiscale 2019: la rottamazione delle cartelle

Il nuovo Decreto da poco entrato in vigore consente ai soggetti già in possesso di un PVC, processo verbale di constatazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza di aderire alla cosiddetta Pace Fiscale.
Il provvedimento non prevede la riduzione delle imposte non corrisposte, o delle cifre corrisposte in modo inesatto, ma il totale stralcio di sanzioni e interessi. Questo a patto che il contribuente saldi quanto dovuto in un’unica soluzione, o in 20 rate trimestrali senza compensazione con i crediti. Per aderire alla Pace fiscale è necessario presentare una dichiarazione integrativa entro il 31 maggio 2019, nella quale si devono indicare tutti i periodi di imposta già contestati e le rispettive cifre non versate.

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