Codice tributo 2002:

Il Codice Tributo 2002 risulta essere uno dei Codici più utilizzati, perché relativo ad una tassa abbastanza comune: quella relativa all’Ires. Collegato al Codice Tributo 2002, c’è il Codice Tributo 2001 anche se sempre ai fini del pagamento Ires.

Esistono numerosi tipi di Codici Tributo e ognuno viene utilizzato in situazioni diverse, a seconda del tipo di rata che si deve pagare. I codici tributo sono dei numeri da inserire sui modelli da compilare per pagare Ires, Irpef, Imu, Tasi ecc…

saldo IRES codice tributo 2003
acconto prima rata IRES codice tributo 2001
acconto seconda rata o acconto in unica soluzione IRES codice tributo 2002

Codice Tributo 2002: cos’è

Il codice tributo 2002 si utilizza nel Modello F24 per pagare la seconda rata della tassa Ires. Per chi non conoscesse cosa sia l’Ires, si tratta di un’imposta applicabile alle persone che detengono delle società. In realtà, sono presenti anche alcuni Istituti pubblici che risultano essere soggetti al suo pagamento, come ad esempio gli ospedali.
Precisamente però, va detto che non tutti quelli che sono in possesso di una società devono pagare l’Ires.

Acconto Seconda Rata IRES: Codice Tributo 2002

Se si vuole essere precisi, quando si parla del Codice Tributo 2002 ed anche delle rate relative all’Ires si deve far riferimento ad un articolo di legge. Quest’ultimo risulta essere il numero 72 e prevede il pagamento dell’IRES in unica rata o in due rate (Acconto e Saldo). Stiamo parlando del DPR 917 del 1986, così come modificato dal Disegno di Legge 344 del 2003 Risoluzione N°76 del 27 maggio 2004.

L’acconto, o seconda rata, consiste nel 60% dell’acconto totale che si deve versare. Per la prima rata si utilizza invece il codice 2001. La prima rata Ires va pagata entro il 16 giugno per il saldo relativo all’anno precedente. La stessa scadenza è prevista per il pagamento del primo acconto (40%) dell’anno in corso. Per questi due elementi si usa il Codice Tributo 2001. Il versamento relativo al secondo acconto invece si deve effettuare entro il 30 novembre usando il Codice Tributo 2002. Tale codice può essere utilizzato anche al fine di effettuare le eventuali compensazioni tra debiti e crediti. Se il 30 di novembre cade di sabato o di domenica la seconda rata dell’IRES deve essere saldata entro il primo lunedì di dicembre.

Modello F24 e Codice Tributo 2002

Il codice tributo 2002 si utilizza nella sezione Erario del modello unificato F24.
Il sito dell’Agenzia delle Entrate offre una pagina apposita che fa da guida, per aiutare i contribuenti a capire come devono compilare tale modello.
L’IRES si può rateizzare, in un numero di rate da stabilire da parte del contribuente. All’interno del modello F24 è possibile indicare il numero della rata che si sta pagando.
Facciamo un esempio pratico: il singolo contribuente desidera pagare la rata di 1.000 euro corrispondente alla seconda rata dell’acconto IRES in 4 rate da 250 euro l’una. La prima rata alla voce “rateizzazione” sarà pagata indicando 0104: prima rata di quattro.
E così via per le seguenti rate.

IRES e Codice Tributo 2002

IRES è una parola acronimo che si riferisce all’imposta sui redditi delle società (PMI: Piccole e Medie Imprese) per le persone fisiche invece si deve parlare di IRPEF e quest’ultima tassazione la pagano a differenza delle società, i privati cittadini.

Sulla base delle normative fiscali che sono l’impianto di gestione dedicato al contribuente, e che producono tale tipologia di reddito, il contribuente (anche debitore) ha l’obbligo ogni anno di versare allo stato tale tributo. Per far capire esattamente chi debba pagare l’Ires, si può seguire una lista ben precisa. All’interno di quest’ultima sono presenti: persone che detengono società di capitali, società cooperative, società di mutua assicurazione, enti pubblici e privati (sia quelli che svolgono un’attività commerciale sia quelli che non la svolgono), entità che abbiano o meno una certa personalità giuridica che non risultano essere residenti sul territorio italiano. Dovranno pagare tale tassa anche ulteriori categorie, che saranno le stesse che prima o poi dovranno utilizzare anche il Codice Tributo 2002. Si parla delle società cooperative, degli enti ecclesiastici, degli ospedali, delle associazioni di mutuo soccorso, degli Istituti pubblici di assistenza e beneficienza.

Non è sicuro che tutte le categorie sopra elencate debbano effettivamente pagare l’imposta dell’Ires. Il calcolo non risulta semplice da effettuare e anche da questo risulta dipendere il fatto di dover pagare l’Ires o meno. Per ottenere l’importo corretto di tale imposta si deve sottrarre dal valore relativo ai ricavi della società, quello dei costi deducibili. Nonostante l’operazione sembri semplice da effettuare, in realtà il calcolo è molto più complesso. Per cercare di non incorrere nel rischio di sbagliarsi, sarebbe bene rivolgersi ad un esperto. Solo l’aliquota risulta essere sempre quella relativa alla percentuale del 24%, perché non sono previste variabili in base al reddito della società. In poche parole, l’aliquota dell’Ires sarà sempre pari al valore del 24%. Va ricordato che il Codice 2002 serve anche per pagare l’intera cifra dell’Ires in un’unica soluzione, metodo obbligatorio nel caso in cui l’ammontare totale della cifra non superi i 258 euro. È completamente esentato dal pagamento dell’Ires chi, calcolando l’importo totale da versare, si accorge che questo risulta essere inferiore ai 52 euro. Se ci si trova in tale situazione, si pagherà direttamente il saldo l’anno successivo. Se gli altri membri della società non dovessero approvare entro il 30 giugno il bilancio calcolato ai fini del rilevamenti Ires, occorre versare lo stesso l’imposta entro il 31 luglio, oppure entro il 30 agosto con una sanzione dello 0,40% in più.

Ravvedimento e Codice Tributo 2002

Se qualche persona non dovesse riuscire a sostenere il peso delle rate dell’Ires da pagare e non dovesse riuscire a pagarle rispettando la scadenza prevista, incorre in una sanzione. Questo vale sia se non si riesce a pagare la seconda rata, sia per tutte le altre. Tuttavia, se ci si dovesse trovare in questa situazione, non ci sarebbe motivo di allarmarsi immediatamente. Prima di dover veramente far fronte alla sanzione dal costo abbastanza elevato, infatti esiste un’ulteriore soluzione chiamata “ravvedimento”. Questa operazione risulta essere molto lunga dal punto di vista burocratico, ma risulta avere uno scopo davvero utile. Tramite il ravvedimento infatti, si può pagare un tipo di sanzione di gran lunga minore rispetto ai costi relativi alla sanzione ordinaria. Come è possibile ottenere il ravvedimento? Occorre mobilitarsi prima che si incorra in una verifica fiscale. In tal caso, sarebbe troppo tardi avvalersi di questa soluzione. Tale alternativa la si può quindi effettuare solo nel caso non si sia già incorsi in una contestazione ricevuta dall’Agenzia delle Entrate. Inoltre grazie al ravvedimento, la maggioranza da dover versare risulterà essere pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo.

Precisamente, il modello F24 sarà da considerarsi “dichiarazione tardiva” se effettuata entro 90 giorni dalla scadenza, oppure “dichiarazione omessa” se effettuata oltre 90 giorni. Ai sensi dell’art. 1, co. 1 del D. Lgs. 471/1997, si applica una sanzione il cui importo risulta variare. La percentuale di variabilità risulta andare da un minimo del 120 % ad un massimo del 240% dell’imposta dovuta. Con il ravvedimento, questi due tipi di dichiarazioni vengono sanate, anche se l’espressione precisa di tale operazione risulta essere “ravvedimento oneroso”. Con il ravvedimento si pagherà sia l’imposta omessa, sia la sanzione, sia gli interessi legali dovuti.

Altri tipi di Codici Tributo

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