Codice tributo 2002:

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2016

Il Codice Tributo 2002 risulta essere uno dei Codici più utilizzati, perché relativo ad una tassa abbastanza comune: quella relativa all’Ires. Collegato al Codice Tributo 2002, c’è il Codice Tributo 2001 anche se sempre ai fini del pagamento Ires.

Esistono numerosi tipi di Codici Tributo e ognuno viene utilizzato in situazioni diverse, a seconda del tipo di rata che si deve pagare. I codici tributo sono dei numeri da inserire sui modelli da compilare per pagare Ires, Irpef, Imu, Tasi ecc…

saldo IRES codice tributo 2003
acconto prima rata IRES codice tributo 2001
acconto seconda rata o acconto in unica soluzione IRES codice tributo 2002

Codice Tributo 2002: cos’è

Con l’espressione “Codice Tributo 2002” s’intende indicare una serie di cifre da inserire sul Modello F24 per poter pagare alcune rate della tassa Ires. Per chi non conoscesse cosa sia l’Ires, si tratta di un’imposta applicabile alle persone che detengono delle società. In realtà, sono presenti anche alcuni Istituti pubblici che risultano essere soggetti al suo pagamento, come ad esempio gli ospedali. Precisamente però, va detto che non tutti quelli che siano in possesso di una società debbano pagare l’Ires. Oltre che una lista che indica esattamente quali categorie debbano effettivamente pagare questa tassa, va detto che tra questi soggetti, alcuni potrebbero essere esonerati dal pagamento, se si trovano in situazioni particolari. Al fine di non fare confusione, per capire se si deve realmente pagare l’Ires sarà sempre bene rivolgersi ad un esperto, come ad esempio un commercialista. Collegato al concetto di Ires, risulta essere presente appunto, il Codice Tributo 2002. Quest’ultimo dovrà essere indicato da colui che deve pagare la tassa, solo ed esclusivamente se sta compilando la seconda rata oppure se sta compilando una rata unica per pagare in un’unica soluzione l’ammontare della cifra.

Acconto Seconda Rata IRES: Codice Tributo 2002

Se si vuole essere precisi, quando si parla del Codice Tributo 2002 ed anche delle rate relative all’Ires si deve far riferimento ad un articolo di legge. Quest’ultimo risulta essere il numero 72 e prevede il pagamento dell’IRES in unica rata o in due rate (Acconto e Saldo) e il DPR è il 917 del 1986 così come modificato dal Disegno di Legge 344 del 2003 Risoluzione N°76 del 27 maggio 2004.

Quando si parla di “Acconto della Seconda Rata” ci si riferisce al 60% dell’acconto totale che si dovrà versare. Come già detto, il Codice Tributo è quello che deve essere usato per la seconda rata Ires oppure per il suo totale. Va aggiunto che non deve essere confuso con il Codice Tributo 2001, che deve essere indicato invece sul Modello F24 solo se si deve pagare la prima rata. Un’altra differenza che può aiutare a non confondere il Codice Tributo 2001 e quello 2002, consiste nel fatto che la prima rata Ires va pagata entro il 16 giugno per il saldo relativo all’anno precedente. La stessa scadenza è prevista per il pagamento del primo acconto (40%) dell’anno in corso. Per questi due elementi, sarà utilizzato il Codice Tributo 2001. Per il versamento relativo al secondo acconto invece, quello relativo al 60% del totale, la scadenza risulta essere il 30 novembre e dovrà essere inserito il Codice Tributo 2002. In realtà tale codice potrebbe essere anche utilizzato al fine di effettuare le dovute compensazioni tra debiti e crediti nei confronti del prelievo fiscale.

Modello F24 e Codice Tributo 2002

Quando si deve compilare il modello F24 per pagare l’Ires, si deve compilare una particolare sezione del modello F24. Tale sezione prende il nome di “Erario”. Il sito dell’Agenzia delle Entrate offre una pagina apposita che fa da “guida” per aiutare i contribuenti a capire come devono compilare il modello F24. Esistono vari punti da compilare, che vanno da 1 a 10. Si deve fare attenzione perché la compilazione di tali punti varia a seconda che si debba pagare la prima rata o la seconda. Nel caso in cui si debba inserire il Codice Tributo 2002, i punti vanno compilati nel seguente modo: nel punto 1 deve essere inserito il Codice Tributo 2002, nel punto 2 invece si deve seguire un certo ragionamento. Questa risulta essere la parte in cui deve essere scritto il numero di rateizzazione, cioè quale rata esattamente si sta pagando. Le cifre da indicare dovranno essere 4: si inserisce 0104 se si sta pagando la prima rata, 0204 se si sta pagando la seconda, 0304 se si sta pagando la terza, 0404 se si paga la quarta. Ovviamente, chi usa il Codice Tributo 2002 non potrà di certo inserire “0104” come serie, dato che tale Codice non si usa per saldare la rata numero 1. Al punto 3 deve essere inserito l’anno di riferimento, cioè l’anno in cui si sta presentando il modello che si sta compilando. Nel punto 4 vanno inseriti gli importi a debito versati, il punto 5 non va compilato, ma si riferisce agli importi a credito compensati. I punti 6 e 7 sono chiamati rispettivamente “totale A” e “totale B” e nel primo si deve inserire la somma degli importi a debito indicati nella “Sezione Erario”. Nella seconda voce invece va inserita la somma degli importi a credito indicati nella “Sezione Erario”, da non compilare se non sono presenti importi a credito. Nel punto 8 va indicato il saldo, che si ottiene sottraendo dal Totale A, il Totale B, ed il punto 9 e 10 non devono essere compilati. Questi ultimi corrisponderebbero rispettivamente al “codice ufficio” ed al “codice atto”.

Note per la compilazione del Modello F24 e Codice Tributo 2002

Sono presenti anche alcune note utili alla compilazione del modello F24. Per leggerle, si può sempre visitare il sito dell’Agenzia delle Entrate. A volte nella colonna “Modalità di utilizzo” possono comparire le lettere D, R, E, C. Nel caso compaia la prima lettera, significa che il tributo deve essere utilizzato solo per il versamento di imposte a debito. Se compare la R nella stessa colonna, si vuole indicare che il tributo deve essere utilizzato solo per fruire di importi a credito. La E evidenzierà che il tributo può essere utilizzato sia per il versamento di imposte a debito che per fruire di importi a credito. Se compare la quarta lettera sempre nella colonna “Modalità di utilizzo”, allora si potrà utilizzare il tributo solo presso il Concessionario della riscossione competente in ragione del proprio domicilio fiscale. Un’altra nota specifica che nella colonna “rateizzazione/Regione/Pronvincia”, gli zeri iniziali possono anche non essere indicati. Questo significa che per la seconda rata si potrà anche scrivere direttamente “204” oppure “24”. ‘NNRR’ indicano rispettivamente la rata oggetto di pagamento ed il numero di rate complessivo. Invece ‘T0′, ‘T1′, ‘T2′ e ‘T3′ rappresentano la territorialità competente per il tributo da referenziare con i codici disponibili sulle rispettive tabelle.

Altre due note specificano i punti 9 e 10. È stato detto che per la seconda rata questi non andranno compilati. In realtà però, tale operazione andrà effettuata se risulta essere presente un “Sì” sul Modello F24. Nella colonna “Codice Ente” e “Codice Comune” della “Sezione Ici ed altri tributi locali si deve indicare la sigla per una delle province italiane per Diritti Camerali deve essere indicato il codice catastale del comune competente per l’imposta. Esistono diversi tipi di modelli F24 e questa guida risulta essere quella attinente al caso si debba compilare il modello per inserire il Codice Tributo 2002. Si tratta quindi del “modello ordinario”. Per quanto riguarda la compilazione degli altri modelli, di solito l’inserimento dei dati varia a seconda della tipologia di modello da dover compilare. Nonostante le varianti, si può delineare uno schema utile con dei dati che andranno inseriti in tutti i modelli elencati. Vanno inseriti sempre la firma e il codice fiscale. L’importante è inserire il Codice Tributo corretto, facilmente confondibile dato che ne esistono differenti numeri. Si consideri che spesso il Codice Tributo 2002 viene spesso confuso con quello 2001 e 2003. Va precisato che solitamente l’Ires si paga in due rate, ad eccezione di alcuni casi. Quando è prevista una terza rata, la si può pagare utilizzando il codice 2003. Se le rate risultano essere di più, un’altra soluzione sarebbe quella di accorparle pagandole in un’unica soluzione, inserendo il Codice Tributo 2002. Se le rate presentano un importo eccessivo, è possibile dividerne creandone un numero maggiore a tre.

IRES e Codice Tributo 2002

IRES è una parola acronimo che si riferisce all’imposta sui redditi delle società (PMI: Piccole e Medie Imprese) per le persone fisiche invece si deve parlare di IRPEF e quest’ultima tassazione la pagano a differenza delle società, i privati cittadini.

Sulla base delle normative fiscali che sono l’impianto di gestione dedicato al contribuente, e che producono tale tipologia di reddito, il contribuente (anche debitore) ha l’obbligo ogni anno di versare allo stato tale tributo. Per far capire esattamente chi debba pagare l’Ires, si può seguire una lista ben precisa. All’interno di quest’ultima sono presenti: persone che detengono società di capitali, società cooperative, società di mutua assicurazione, enti pubblici e privati (sia quelli che svolgono un’attività commerciale sia quelli che non la svolgono), entità che abbiano o meno una certa personalità giuridica che non risultano essere residenti sul territorio italiano. Dovranno pagare tale tassa anche ulteriori categorie, che saranno le stesse che prima o poi dovranno utilizzare anche il Codice Tributo 2002. Si parla delle società cooperative, degli enti ecclesiastici, degli ospedali, delle associazioni di mutuo soccorso, degli Istituti pubblici di assistenza e beneficienza.

Non è sicuro che tutte le categorie sopra elencate debbano effettivamente pagare l’imposta dell’Ires. Il calcolo non risulta semplice da effettuare e anche da questo risulta dipendere il fatto di dover pagare l’Ires o meno. Per ottenere l’importo corretto di tale imposta si deve sottrarre dal valore relativo ai ricavi della società, quello dei costi deducibili. Nonostante l’operazione sembri semplice da effettuare, in realtà il calcolo è molto più complesso. Per cercare di non incorrere nel rischio di sbagliarsi, sarebbe bene rivolgersi ad un esperto. Solo l’aliquota risulta essere sempre quella relativa alla percentuale del 24%, perché non sono previste variabili in base al reddito della società. In poche parole, l’aliquota dell’Ires sarà sempre pari al valore del 24%. Va ricordato che il Codice 2002 serve anche per pagare l’intera cifra dell’Ires in un’unica soluzione, metodo obbligatorio nel caso in cui l’ammontare totale della cifra non superi i 258 euro. È completamente esentato dal pagamento dell’Ires chi, calcolando l’importo totale da versare, si accorge che questo risulta essere inferiore ai 52 euro. Se ci si trova in tale situazione, si pagherà direttamente il saldo l’anno successivo. Se gli altri membri della società non dovessero approvare entro il 30 giugno il bilancio calcolato ai fini del rilevamenti Ires, occorre versare lo stesso l’imposta entro il 31 luglio, oppure entro il 30 agosto con una sanzione dello 0,40% in più.

Ravvedimento e Codice Tributo 2002

Se qualche persona non dovesse riuscire a sostenere il peso delle rate dell’Ires da pagare e non dovesse riuscire a pagarle rispettando la scadenza prevista, incorre in una sanzione. Questo vale sia se non si riesce a pagare la seconda rata, sia per tutte le altre. Tuttavia, se ci si dovesse trovare in questa situazione, non ci sarebbe motivo di allarmarsi immediatamente. Prima di dover veramente far fronte alla sanzione dal costo abbastanza elevato, infatti esiste un’ulteriore soluzione chiamata “ravvedimento”. Questa operazione risulta essere molto lunga dal punto di vista burocratico, ma risulta avere uno scopo davvero utile. Tramite il ravvedimento infatti, si può pagare un tipo di sanzione di gran lunga minore rispetto ai costi relativi alla sanzione ordinaria. Come è possibile ottenere il ravvedimento? Occorre mobilitarsi prima che si incorra in una verifica fiscale. In tal caso, sarebbe troppo tardi avvalersi di questa soluzione. Tale alternativa la si può quindi effettuare solo nel caso non si sia già incorsi in una contestazione ricevuta dall’Agenzia delle Entrate. Inoltre grazie al ravvedimento, la maggioranza da dover versare risulterà essere pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo.

Precisamente, il modello F24 sarà da considerarsi “dichiarazione tardiva” se effettuata entro 90 giorni dalla scadenza, oppure “dichiarazione omessa” se effettuata oltre 90 giorni. Ai sensi dell’art. 1, co. 1 del D. Lgs. 471/1997, si applica una sanzione il cui importo risulta variare. La percentuale di variabilità risulta andare da un minimo del 120 % ad un massimo del 240% dell’imposta dovuta. Con il ravvedimento, questi due tipi di dichiarazioni vengono sanate, anche se l’espressione precisa di tale operazione risulta essere “ravvedimento oneroso”. Con il ravvedimento si pagherà sia l’imposta omessa, sia la sanzione, sia gli interessi legali dovuti.

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