Codice tributo 1668: cos’è, ravvedimento e sanzione F24

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Il codice tributo 1668 si utilizza esclusivamente per il pagamento degli interessi sulle eventuali rateizzazioni sugli importi dovuti con la dichiarazione dei redditi.
I contribuenti italiani hanno infatti la facoltà di pagare in più rate mensili quanto dovuto in sede di presentazione del 730 annuale, o del modello Unico. Scegliendo la rateizzazione si deve essere consapevoli della necessità di pagare anche gli interessi sulle cifre dovute.

Nel caso in cui si decida di rateizzare la cifra dovuta allo stato è bene anche ricordare che esistono dei parametri ben precisi che stabiliscono tempi, modalità e possibilità della rateizzazione.

Codice tributo 1668: cos’è e quando si usa

Ogni anno i contribuenti italiani sono tenuti a presentare la cosiddetta Dichiarazione dei Redditi. Lo si può fare compilando il modello 730, per i dipendenti e i pensionati, o quello che un tempo era chiamato modello Unico, oggi Redditi PF, per tutti i titolari di Partita IVA.

Per quanto riguarda i dipendenti e i pensionati che hanno come unico reddito l’emolumento mensile, non è necessario presentare la dichiarazione, in quanto la tassazione IRPEF viene saldata dal datore di lavoro mensilmente, calcolandola sulle entrate lorde.
Si presenta il modello 730 nei vari casi in cui si hanno ulteriori entrate, oltre allo stipendio o alla pensione. Tali entrate possono essere dovute a rendite, proprietà, donazioni o altri tipi di entrata. Inoltre con il modello 730 è possibile anche richiedere le spettanti detrazioni, gli assegni familiari, i bonus di vario genere disponibili nel nostro Paese.

La presentazione del modello Redditi PF è invece obbligatoria ogni anno.

Grazie all’articolo 20 del D. Lgs. n. 241/97 i contribuenti possono decidere di rateizzare le cifre dovute per IRPEF, IVA e IRES, suddividendole in rate mensili e saldando gli interessi pari allo 0,4% annuo.

Il codice tributo 1668 si utilizza solo ed esclusivamente per questo tipo di interessi. Si tratta quindi di un codice che solitamente viene indicato sotto a quello della singola rata dello specifico tributo da saldare.

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Rateizzare le tasse

Come abbiamo detto, i contribuenti italiani hanno la possibilità di pagare a rate quanto dovuto all’Erario per IRPEF, IVA e IRES. Queste sono, in sostanza, le principali tasse da pagare sui redditi, a cui si aggiunge l’IRAP, Importa Regionale Attività Produttive. Per quest’ultima esistono però codici tributo specifici, anche per quanto riguarda gli interessi sulla rateizzazione.
In particolare, chi è tenuto a saldare questo tipo di tassazione deve pagare entro il 30 giugno il saldo della tassazione sui redditi dell’anno precedente e il primo acconto della tassazione sui redditi dell’anno in corso. Entro il 30 novembre si deve invece pagare il secondo acconto sui redditi dell’anno in corso.

Il contribuente può decidere anche di saldare l’intero acconto dovuto per l’anno in corso direttamente entro il 30 novembre. Oppure può suddividere in rate mensili quanto dovuto a giugno; la somma da pagare a novembre non si può invece rateizzare.

Come compilare il modello F24

Nel caso in cui si decida di rateizzare quanto dovuto per IRPEF, IVA e IRES si deve indicare sul modello F24 il codice tributo corrispondente. Per esempio se si considera l’acconto sulla prima rata dell’IRPEF si utilizza il codice tributo 4033.
Quindi, nella sezione erario del modulo si scrive tale codice tributo, a fianco si indica il numero della rata che si sta saldando e quello di tutte le rate, indicandoli con due cifre. Ad esempio la 1° di 6 rate si indica con 0106. Si compila poi il modulo con l’anno di riferimento, nel caso dell’esempio quello in corso, e l’importo dovuto.

Nella riga sottostante si indica il codice tributo 1668, quello che riguarda gli interessi sulla rateizzazione. Tali interessi vanno calcolati sull’anno commerciale, quindi considerando un anno di 360 giorni, costituiti da mesi tutti di 30 giorni. Come detto sopra, l’interesse è dello 0,4% annuo.

Continuando con l’esempio precedente, sul modello F24 si scrive il codice tributo 1668, si lascia vuota la casella che riguarda la rateizzazione, si indica poi l’anno in corso e l’importo da pagare.
Se gli interessi sono inferiori alla cifra di 1,03 euro non sono dovuti.

Ritardi e posticipi: codice tributo 1668 e ravvedimento operoso

Può avvenire che l’Agenzia delle Entrate, dopo appositi Decreti Legge, ritardi le scadenze per il pagamento di alcuni tributi. Per quanto riguarda IRPEF e IRES questo avviene con una certa regolarità; prima di affrettarsi a pagare, temendo un ritardo, conviene quindi informarsi presso l’Agenzia delle Entrate.
Ogni anno infatti tale Ente pubblica uno scadenziario che riguarda tutti i tributi da pagare e le tempistiche per farlo.

Da ricordare anche il fatto che se le scadenze indicate dall’Agenzia delle Entrate cadono di sabato o di domenica, sono automaticamente spostate al lunedì seguente. Lo stesso dicasi in caso di festività a livello nazionale.

Il contribuente che si trova a pagare in ritardo IRPEF, IRES, IVA e qualsiasi altro tributo deve effettuare un cosiddetto ravvedimento operoso.
In sostanza si deve indicare il codice del tributo da saldare e la cifra esatta dovuta allo Stato. Sotto si indica il codice della Sanzione per lo specifico tributo e l’importo dovuto, calcolando a seconda del ritardo accumulato.

Durante il ravvedimento operoso il contribuente non deve calcolare sanzioni o interessi sugli interessi da pagare con il codice tributo 1668. La cifra dovuta per questa voce rimane quindi invariata, anche se si accumulano diversi giorni di ritardo.
Questo perché non si possono richiedere interessi sugli interessi.

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