Codice tributo 1668: cos’è, ravvedimento e sanzione F24

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I codici tributo sono dei codici destinati ad uso vario, e devono essere inseriti sui diversi modelli di F24, per poter far fronte ad alcuni pagamenti riguardanti tasse diverse. Nel caso del codice tributo 1668, si parla di pagamento degli interessi dovuti alla scelta di un metodo di pagamento riguardante la rateizzazione. Alcune tasse infatti, possono essere divise in rate, purché si seguano le norme previste dalla legge: si deve rispettare il numero di rate, e va ricordato che non tutte le tasse previste, possono essere pagate tramite il procedimento di rateizzazione.

Codice tributo 1668: cos’è e quando si usa

Un altro codice tributo da inserire sul modello F24 risulta essere il cosiddetto “1668” e serve per pagare degli interessi. Precisamente però non si tratta di interessi qualsiasi, ma di quelli relative alle imposte della dichiarazione dei redditi, imposte che vanno versate con delle rate. Per spiegare il tutto con delle parole più semplici, si può affermare che il codice 1668 si può inserire solo nel caso si debbano pagare i tassi di interesse delle rate. Quando si decide di scegliere la rateizzazione come metodo di pagamento per Irpef, Ires e Irap, automaticamente si pagherà un interesse dello 0,4% all’anno.

Lo stesso codice tributo può essere realizzato anche per un altro scopo: quando si attuta la compensazione dei crediti per l’Erario.

Molti si chiedono se il codice tributo 1668 possa essere utilizzato per utilizzare il ravvedimento operoso, al fine di sistemare errori di pagamenti o di calcoli di rate riguardanti altri modelli F24. Nonostante alcuni utilizzino questo codice anche per questo fine, sarebbe meglio in quel caso provvedere al ravvedimento con un ricalcolo dell’importo e versarlo, evitando di usare questo codice tributo.

Ravvedimento operoso

Con l’espressione “ravvedimento operoso” s’intende indicare un’operazione che ogni contribuente può svolgere, e riguardante la regolarizzazione di irregolarità o omissioni o violazioni relative ai tributi. Tale “ravvedimento” prevede il pagamento di alcune sanzioni: prima si cercherà di provvedere al mancato pagamento dei tributi, e meno elevato sarà l’importo della sanzione da pagare. Esistono tre tipi principali di “ravvedimento operoso”: quello “sprint“, quello “breve” e quello “lungo“. Il primo può essere effettuato entro 14 giorni dopo la scadenza della data prevista per il versamento del tributo, e prevede una sanzione del 15% in più dell’importo non pagato. Il secondo tipo invece va dal quindicesimo giorno di ritardo fino al trentesimo e la sanzione è dell’1,5%. Il “ravvedimento lungo” invece prevede una sanzione del 3,75%.

Sezione F24

Il “Modello F24” si usa per pagare diverse tasse, e la sua compilazione non sempre risulta essere facile. Spesso alcune persone preferiscono affidare l’incarico a qualche esperto di un CAF oppure direttamente ad un commercialista. Innanzitutto va precisato che esistono quattro tipologie diverse di questo modello, che risultano essere: “F24 ordinario”, “semplificato”, “accise”, “Elide”. Di solito però, le tipologie che vengono considerate maggiormente sono quelle relative al Modello F24 Ordinario e quella dell’F24 Elide. In ogni caso, si deve considerare che il Codice Tributo va messo nella parte della scheda dell’F24 dove risulta essere presente il numero “1”. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile vedere il Modelle F24 e come compilarlo.

Va ricordato che quando si compila il Modello F24 devono essere sempre inseriti i codici tributo esatti visto che proprio questi ultimi indicano le operazioni relative alle differenti imposte. Tale documento va compilato come segue:

  • Indicazione del Codice Tributo 109t
  • Firma
  • Inserimento Codice Fiscale

Prima di tutto occorre ricordare la tempistica, che è generalmente di trenta giorni dalla stipula del contratto di affitto oppure immediata nei casi differenti dal primo evidenziato. Che si tratti di un contratto di locazione o di un’altra tipologia di necessità, questa imposta è obbligatoria e valida anche per i contratti verbali, di conseguenza il mancato pagamento è da ritenersi evasione fiscale a tutti gli effetti.

Quando si compila il modello F24 con il codice 1668 e si devono pagare gli interessi dovuti al processo di rateizzazione, oltre ad inserire tale codice tributo, sul modello in questione andranno inseriti anche la somma di denaro da pagare e l’anno di imposta a cui si fa riferimento. Se invece si deve attuare la compensazione dei crediti nei confronti dell’Erario, allora nel compilare il modello F24 si devono inserire importanti dati nella parte dove c’è scritto “Totale A”. Qui, si devono riportare gli importi a debito, mentre nel “Totale B” quelli a credito. Sarà importante anche indicare il saldo, che si ottiene sottraendo dal totale A, quello di B.

Di conseguenza, la sezione che andrà compilata risulta essere quella dell’Erario, e nella colonna apposita andrà scritto il codice tributo 1668, mentre la parte relativa alla rateizzazione, regione, provincia, mese di riferimento, non andrà compilata. Andranno inseriti solo gli importi a debito oppure quelli a credito.

Per quanto riguarda il modello F24, per poter pagare il modello con il codice tributo 1668, si deve sottolineare che i titolari di partita Iva non possono utilizzare il modello cartaceo. Nel caso in cui il modello F24 abbia delle compensazioni oppure saldo zero, allora bisogna utilizzare i canali dell’Agenzia delle Entrate, cioè “Entrate/F24 online”. Nel caso il saldo sia positivo e non siano presenti compensazioni, allora si può utilizzare la cosiddetta “Home Banking”.

Chi non rientri nella categoria dei titolari di partita Iva invece, può benissimo utilizzare il modello cartaceo per poter effettuare il pagamento, ma solo se il saldo risulta essere diverso da zero e se non sono presenti compensazioni. In caso contrario, ci si può recare direttamente presso gli sportelli dell’Ade, in banca, oppure anche presso gli uffici postali.

Sanzione

Delle sanzioni si è già parlato quando si è affrontato il discorso del “ravvedimento operoso”. Nel caso in cui si ometta un pagamento, la sanzione può avere una percentuale maggiore o minore. Come si è visto, i casi variano, e può arrivare ad una percentuale del 15%, oppure dell’1,5%, oppure del 3,75, a seconda del ritardo con cui verrà effettuato il pagamento. Per fare chiarezza, va sottolineato che se si parla di ravvedimento operoso compiuto con il tributo 1668, allora la sanzione ordinaria sarebbe pari al 30%. Tale percentuale verrà applicata se il ritardo del pagamento risulta essere di 10 giorni. La percentuale risulterà essere la metà se il pagamento viene effettuato entro 90 giorni, mentre sarà ridotta di 1/15 se il pagamento del debito avviene entro 15 giorni.

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