Codice tributo 1040 e affini

Il codice tributo 1040 è necessario per saldare le ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo, anche per quanto riguarda i professionisti, per prestazioni anche occasionali. Questo codice si deve indicare sul Modello unificato F24 quando si salda tale ritenuta.
In linea generale tutti i codici tributo sono riconoscibili, considerando le cifre che sono in essi utilizzate. Quelli che cominciano con 10 riguardano, quasi tutti, le ritenute in senso lato.

Come funziona l’F24: il codice tributo 1040

Iniziamo con il dire che ad ogni tributo corrisponde un relativo codice, più semplicemente un numero che individua il “motivo” per il quale stiamo effettuando quel determinato pagamento. I codici relativi ai tributi sono molti, anche se alla fine quelli più spesso utilizzato non sono moltissimi.

Oggi prendiamo in esame il codice tributo 1040, utilizzato per effettuare il versamento all’Agenzia delle Entrate relativo alle ritenute d’acconto IRPEF.

codice tributo

Codice tributo 1040: a quale tributo è relativo e chi lo deve utilizzare

Il codice tributo 1040 è relativo alle ritenute d’acconto IRPEF che si devono versare dal  sostituto d’imposta per prestazioni svolte da collaboratori (esterni).

Il codice tributo 1040 lo deve utilizzare per il  versamento colui che commissiona una prestazione ad un collaboratore occasionale non dipendente. Si tratta della tassazione relativa alla ritenuta d’acconto IRPEF per il compenso pagato per quella prestazione. Tale prestazione può essere da lavoro autonomo di qualsiasi genere, compresi i casi in cui si debba pagare un soggetto per l’esercizio di arti e professioni.

Fino ad alcuni anni fa si utilizzava il codice tributo 1038 per i professionisti; questo codice è oggi stato assimilato al 1040, visto che gli importi sono identici in qualsiasi situazione.

Si effettuerà il versamento con un modello F24 il giorno sedici del mese successivo a quello del pagamento.

Codice tributo 1040: quando e come?

Questo codice tributo oggi si utilizza in molteplici situazioni. Un tempo era il lavoratore che versava parte del compenso ottenuto a titolo di ritenuta d’acconto. Oggi invece è il committente che svolge l’attività di sostituto d’imposta. In pratica dopo aver ricevuto la fattura per la prestazione da parte del singolo lavoratore o professionista, versa una quota di tale fattura all’Erario, tramite il modello F24. La restante quota la versa al lavoratore.

Questo tipo di imposta era un tempo sottoposta a un tetto massimo: non era possibile ricevere cifre superiori ai 5.000 euro per attività che richiedevano il versamento della ritenuta d’acconto.
Da alcuni anni le cose funzionano in modo assai diverso. L’accorpamento del lavoro da parte di professionisti e artigiani all’interno di questo tipo di fiscalità ha abbattuto la necessità di fissare un tetto massimo.
La ritenuta d’acconto va pagata entro il 16 del mese successivo a quello di ricezione della fattura da parte del lavoratore.

A quanto ammonta la ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto è pari al 20% del compenso totale. Il calcolo è facile, in quanto si deve considerare il totale espresso dalla fattura ricevuta. Il 20% del totale sarà versato come ritenuta d’acconto.

Si deve pagare la ritenuta d’acconto su lavoro autonomo di qualsiasi genere. Ad esempio per il compenso degli amministratori di condominio, alle agenzie di mediazione, al professionista contattato per un progetto o lavori che riguardano l’esercizio della sua professione.
Nel caso in cui chi riceve il pagamento non risieda nel luogo in cui ha svolto il lavoro, la ritenuta sale al 30% del totale. In questi casi non si tratta di un acconto, ma del saldo complessivo della tassazione dovuta all’erario. Si utilizza comunque il codice tributo 1040.

Codici tributo simili: le ritenute

L’Agenzia delle Entrate ci indica una lunga serie di ritenute, il cui codice tributo comincia sempre con la cifra 10, seguita da due cifre a partire da 01.
Il codice tributo 1001 si usa per le ritenute su retribuzioni pensioni trasferte mensilità aggiuntive e relativo conguaglio.
Il codice 1002 è necessario per il pagamento di ritenute su emolumenti arretrati; e così via fino al codice 1065 necessario per la Ritenuta del 5%, operata dai sostituti d’imposta sulle rendite avs e llp.

Sono poi disponibili sul sito dell’Agenzia delle entrate tutti i codici tributo necessari per il pagamento di altre tipologie di ritenuta.

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