Acconto INPS: cos’è e quale codice tributo usare?

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L’acconto INPS deve essere versato, stando a quanto stabilito dalla Legge 335 del 1995, da tutti i soggetti che hanno una Partita IVA. Questo significa che i lavoratori autonomi e professionisti non iscritti a delle casse di competenza, come ad esempio quella degli ingegneri o dei commercialisti, sono tenuti a versare suddetto acconto per l’anno successivo. L’acconto INPS viene calcolato sulla base di quelli che sono i dati reddituali dell’anno precedente e per pagarlo, oltre all’apposito codice tributo, si utilizza il Modello Unico persone fisiche.

 

Rimane, quindi, da vedere come si effettua il calcolo dell’acconto INPS. Iniziamo con il dire che le regole da seguire sono le stesse che si seguono per quelli che sono gli acconti IRPEF, IRES, IRAP. Che significa? In parole povere, ci sarà una prima rata, pari al 40% del totale, che dovrà essere versata entro il 16 giugno e, in secondo luogo, ci sarà una rata, da pagare entro il 30 novembre, che permette di saldare il restante 60%. Per la compilazione del modello, si dovranno prendere  in considerazione il rigo RE 21 del modello unico persone fisiche o il rigo RE 25 e calcolare per la prima rata il 10,688% e lo stesso per la seconda rata o il 50% di 26,72%.

Per quel che concerne, inoltre, i codici tributo 4034 ai quali far riferimento per il pagamento dell’acconto INPS, dobbiamo fare le dovute specificazioni. In primis, si deve sottolineare che si deve indicare il codice della sede, che si ottiene dal codice di avviamento postale di residenza o domicilio fiscale, oltre alla matricola che, però, in alcuni casi non va indicata.

 

Il codice tributo che deve essere indicato chiaramente e correttamente nel modello F24 per i soggetti con aliquota di contribuzione previdenziale pari al 17% è il P10, mentre chi è titolare di partita IVA e versa il 26,72% il codice deve utilizzare il codice tributo PXX.

Ecco, inoltre, tutti gli altri codici da segnare:

  • AP (contributi eccedenti il minimale di reddito artigiani)
  • CP (contributi eccedenti il minimale di reddito commercianti)
  • APR (contributi eccedenti il minimale di reddito artigiani) per i pagamenti rateali
  • CPR (contributi eccedenti il minimale di reddito commercianti) per i pagamenti rateali
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