TAEG e TAN nei mutui per la prima casa

Quando ci si appresta a chiedere un mutuo, o comunque un finanziamento presso un istituto di credito, è importante tener presente dati come Tan e Taeg, che riguardano gli interessi da calcolare sul capitale dovuto.

TAN

Il TAN, ossia Tasso Annuo Nominale, rappresenta l’interesse annuo applicato rispetto all’ammontare di un prestito e che deve essere corrisposto al termine dell’anno al proprio finanziatore.
L’ammontare del TAN dipende da una serie di fattori, a partire ovviamente dall’offerta dell’istituto di credito. Solitamente maggiori sono le garanzie del debitore e minore è il TAN proposto.
Inoltre anche la motivazione per cui si richiede un prestito può portare ad importanti modifiche del TAN, che può aumentare di caso in caso di vari punti percentuali.

In Italia nella maggior parte dei casi i prestiti vengono saldati con rate mensili; in realtà si potrebbe richiedere anche una rateizzazione trimestrale o semestrale. Visto che la rata va saldata al termine del periodo di rateizzazione conviene una rateizzazione mensile, perché consente di saldare interessi minori.

Quando si richiede un mutuo è in genere importante considerare che il tasso di interesse, quindi il TAN, può essere fisso nel tempo, o variabile al modificarsi di alcune condizioni che riguardano i mercati e il costo del denaro.

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TAEG

Il TAEG invece rappresenta il Tasso Annuo Effettivo Globale. Quest’ultimo consente di avere un’idea chiara e precisa del costo del finanziamento richiesto.
Per comporre il TAEG è necessario inserire nel calcolo non solo il TAN, ma anche tutte le spese accessorie che riguardano il prestito stesso.
Quindi ad esempio le spese dovute per l’invio di documentazione che riguarda il prestito stesso, le spese iniziali per l’istruttoria, le varie spese di gestione e le eventuali imposte gravanti sul mutuo o sul prestito.
La differenza tra TAN e TAEG può essere di alcuni punti percentuali e dipende dalla durata del periodo di ammortamento e dalle varie voci che entrano nel calcolo del tasso.
In sostanza per il debitore è l’effettiva percentuale di interesse che si trova a saldare annualmente.

Differenza TAN e TAEG

Il TAN è utilizzato per il calcolo delle rate ed esprime il tasso puro, ossia gli interessi passivi che bisogna corrispondere per aver ottenuto il prestito.
Il TAEG invece è il costo reale, ovvero è in grado di evidenziare tutte le variabili che influiscono sul costo effettivo.
Esempio: “Nelle considerazioni sui tassi è consuetudine misurare la spesa annua in interessi. Un costo di 50 Euro su un finanziamento di 1.000 Euro rimborsato dopo un anno vuol dire pagare il 5%.
Ciò corrisponde al Tasso Annuo Nominale (T.A.N.) del prestito. ”
In questo modo tuttavia non vengono presi in considerazione dati importanti come la tipologia di rimborso e le spese dell’operazione.

Supponiamo che per l’apertura del mutuo sopra citato il debitore debba versare all’istituto di credito 500 euro di spese di istruttoria. Tale cifra sarà suddivisa nelle 12 rate dovute, avrà quindi un peso significativo sul costo totale del prestito stesso.

Come ottenere il TAEG migliore: in internet

Una elevata percentuale di istituti di credito oggi consente di fare una simulazione di un eventuale prestito in vari modi, a partire dai siti delle varie banche e finanziarie. Certo, si può sempre andare di persona allo sportello di una banca o di una finanziaria e chiedere direttamente il preventivo per un prestito, ma molto spesso il primo canale di incontro è internet.

In rete sono disponibili anche vari siti che permettono di indicare i propri dati e verificare la possibilità di richiedere un mutuo o un prestito “su misura”. Il risultato della ricerca è un prospetto con le offerte di alcuni istituti di credito.
Chi ha una certa dimestichezza con internet avrà di certo notato che arrivare sul sito di un istituto di credito attraverso il link presente su un sito per la simulazione di prestiti è spesso un metodo molto più interessante rispetto a qualsiasi altro tipo di proposta.

Il TAN e il TAEG variano al variare di diversi parametri, tra cui la motivazione per cui si richiede un prestito, l’età del contraente o anche la sua professione. Spesso però è il canale da cui si arriva al sito dell’istituto di credito che porta maggiori modificazioni sulle condizioni del prestito, di solito verso il basso.
Chi non ha dimestichezza con la rete e si reca direttamente allo sportello della banca o della finanziaria può trovarsi con le condizioni contrattuali peggiori possibili. Invece avere una buona capacità di ricerca in rete permette a volte di trovare il prestito con le condizioni migliori in assoluto, dove TAN e TAEG sono i più bassi possibili.

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Come variano le condizioni di un prestito

Sono diverse le voci che portano ad importanti variazioni per quanto riguarda gli interessi offerti su un prestito. Solitamente i prestiti che garantiscono le condizioni migliori sono i mutui per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa.
Sono i cosiddetti mutui ipotecari: all’attivazione del mutuo la banca accende un’ipoteca sull’abitazione che si acquista o che si sta ristrutturando. La motivazione che sta dietro a condizioni e tassi di interesse tanto bassi è la possibilità per l’istituto di credito di prendere possesso del bene acquistato nel caso in cui il debitore si dimostri insolvente.

Le caratteristiche del debitore e la motivazione per cui si richiede un prestito o un mutuo sono tra le voci che pesano in modo maggiore sulla percentuale degli interessi richiesti.
Il soggetto ideale è colui che ha un’età non eccessiva, un buon lavoro a tempo indeterminato, una situazione creditizia eccellente e ottime garanzie per quanto riguarda la sua solvibilità.

Al peggiorare di una delle voci precedenti aumentano anche TAN e TAEG offerti dall’istituto di credito. Allo stesso modo, minore è la durata del periodo di ammortamento e minore sarà anche il TAN; questo perché il prolungarsi nel tempo dell’ammortamento porta ad un effettivo maggiore rischio per l’istituto di credito.

Lavoratori atipici e prestiti

Come dicevamo, nel nostro Paese la situazione migliore per chi vuole richiedere un prestito è quella in cui si trova chi ha un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. In effetti però sempre più spesso si trovano lavoratori atipici, che operano a progetto o con contratti a tempo determinato. Chiedere un prestito in questi casi porta, generalmente, ad ottenere delle condizioni peggiori rispetto a quelle offerte al lavoratore con un contratto più stabile.

In alcuni casi il prestito viene addirittura negato, o si richiede la presenza di un garante. Lo stesso avviene per i cattivi pagatori, che possono vedersi negato un prestito anche se la loro situazione economica è al momento ottima.
Ricordiamo infatti che i dati che riguardano i cattivi pagatori vengono registrati al CRIF, una società che si occupa di informazioni creditizie. Non saldare una rata, pagarla in ritardo o anche ottenere un parere negativo su un prestito sono tutte informazioni che vengono conservate per circa 10 anni e che pesano sulle future possibilità di ottenere finanziamenti di vario genere.

Prestiti con cessione del quinto

Una tipologia particolare di prestito è quella detta con cessione del quinto. In sostanza il debitore concede al creditore l’autorizzazione di percepire le rate mensili prelevandole direttamente dall’emolumento mensile, sia esso uno stipendio o una pensione.

Un prestito con cessione del quinto può essere quindi concesso solo a chi ha un lavoro fisso o percepisce una pensione. Costoro non dovranno più versare le rate per la restituzione del prestito, delle quali invece si occuperà direttamente il datore di lavoro.
Stiamo parlando di un tipo di prestito particolarmente conveniente per gli istituti di credito, molto meno per il debitore, il quale non ha alcuna possibilità di esimersi dal saldare anche una singola rata, o di ritardarne il pagamento.

Con questo tipo di metodo di pagamento si può accedere ad alcune tipologie di prestiti personali, il cui ammontare dipende sostanzialmente dall’istituto di credito cui ci si rivolge, ma anche dall’ammontare dell’emolumento mensile che si percepisce, visto anche che solitamente il numero massimo di rate con cui saldare il prestito è di 120, quindi in 10 anni.

Se si considera che la rata non può superare il 20% dello stipendio e che il periodo di ammortamento non può essere superiore ai 10 anni, appare chiaro che esiste per ogni lavoratore un tetto massimo nella cifra richiedibile in questo modo.

Tipologia di rimborso: ammortamento alla francese

La tipologia di rimborso frequentemente usata da quasi tutti gli istituti di credito è l’ammortamento alla francese, ovvero a rata costante.
Con l’ammortamento alla francese il pagamento degli interessi è frazionato su ogni singola rata. Le singole rate sono identiche tra loro, dalla prima fino all’ultima; ciò che varia è la loro composizione: inizialmente la percentuale maggiore pagata è costituita dagli interessi, cifra che poi diminuisce nel corso degli anni.

Questa tipologia di rimborso è particolarmente vantaggiosa per chi concede il prestito in quanto consente di ottenere anticipatamente gli interessi, anziché aspettare la fine dell’anno. Inoltre risulta più interessante per chi salda le rate a scadenza trimestrale o semestrale, perché si trova ad avere interessi decisamente più contenuti rispetto a chi ha la classica rata mensile.

Altre tipologie di rimborso

I finanziamenti oggi ottenibili in Italia sono nella maggior parte dei casi a rata fissa, non necessariamente con ammortamento alla francese.
Sono molti gli istituti di credito che consentono di ottenere un piano di ammortamento di tipologia diversa, che permette di saldare in ogni rata una quota di interessi e di capitale che non variano di molto nel tempo.

Si tratta di offerte che si ottengono soprattutto per i mutui per la prima casa o per ristrutturazione, comunque di tipo ipotecario. In questi casi saldare anticipatamenteo parte delle rate porta a diminuire la durata del periodo di ammortamento, senza perdere nulla per quanto riguarda gli interessi già saldati.

In ogni caso, quando si richiede un prestito, soprattutto se si tratta di una cifra importante, è sempre bene leggere a fondo il contratto che si sta per firmare. Per legge infatti l’istituto di credito ha l’obbligo di presentare al cliente tutte le informazioni del caso, compreso il prospetto del metodo di ammortamento e della percentuale di interessi e di capitale pagata in ogni singola rata.