Prestiti senza busta paga di poste italiane

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La rivoluzione nel mondo del lavoro innescata dal Jobs Act, non è il solo aspetto che rischia di rendere sempre più complicato il rapporto con il sistema creditizio. Va infatti messo in rilievo come nel nostro Paese siano sempre di più le persone che si trovano alle prese con la sempre più diffusa precarietà che è diventata una caratteristica peculiare dell’organizzazione produttiva. Il varo di leggi come la riforma Treu che introdusse robuste dosi di flessibilità, è stato in pratica il primo passo verso una vera e propria rivoluzione al termine del quale è andato ad inserirsi il Jobs Act che, a detta di molti esperti giuslavoristi, ha in pratica segnato la fine del posto fisso in Italia. Una rivoluzione che ha però comportato appunto la mancanza di sicurezza per molte persone, in particolare i più giovani, sommandosi ad indici di disoccupazione che permangono molto alti e che raggiungono livelli vertiginosi, i più alti in Europa, nella fascia tra i 15 e i 24 anni.
In una situazione di questo genere, sono quindi molti coloro che ingrossano l’esercito dei disoccupati, o che non possono vantare una busta paga, lavorando come autonomi oppure addirittura in nero. Un numero di persone che di conseguenza sono destinate ad incontrare grandi difficoltà nei rapporti con il mondo creditizio. Proprio a questa fascia molto larga di persone si rivolgono alcune particolari proposte come il prestito senza busta paga.
In questo ambito va segnalata in particolare l’iniziativa di Poste Italiane denominata Special Cash, cui possono partecipare tutti coloro che hanno provveduto a sottoscrivere Postepay, la carta ricaricabile prepagata di solito utilizzata per i pagamenti elettronici. I lavoratori atipici che ne detengono una, possono chiedere il prestito senza busta paga Special Cash e i requisiti per poterla ottenere sono i seguenti:

  1. età compresa tra i 18 e i 70 anni:
  2. avere residenza sul territorio nazionale;
  3. essere in possesso di tessera sanitaria/codice fiscale;
  4. presentare un documento in grado di attestare un reddito percepito, il passaporto e il permesso di soggiorno, ove il richiedente non sia cittadino italiano.

Va però chiarito come il termine “senza busta paga” sia destinato a generare possibili equivoci. Con questa particolare terminologia non si intende la mancanza di qualsia fonte di reddito, ma di una vera e propria retribuzione mensile corrispondente ad un rapporto di lavoro e quindi di relativo contratto. Cui si può far fronte dimostrando di avere comunque fonti di entrata come ad esempio i bonifici relativi a collaborazioni di carattere occasionale o continuative, indicate solitamente come co.co.pro o contratti stagionali. Collaborazioni che appunto possono essere dimostrate tramite l’esibizione del documento rilasciato dall’azienda con cui si lavora alla fine di ogni anno e attestante appunto il reddito percepito.
Chi rientra in questa categoria di lavoratori può quindi richiedere il prestito Special Cash, il quale prevede tre scaglioni di credito: 750, 1000 e 1500 euro. Il piano di rimborso può essere spalmato tra 15, 20 e 24 mesi. A questi costi legati all’ammortamento, ovvero agli interessi, vanno poi aggiunte alcune spese, ovvero dei costi mensili parametrati al capitale erogato e alla durata del prestito. In particolare essi sono una commissione fissa mensile, l’imposta di bollo sulla prima rata e quella una tantum con l’apertura della pratica, che vanno a costituire una somma aggiuntiva fissa di 16,43 euro. Il rimborso del finanziamento può avvenire tramite bollettino postale oppure direttamente con l’addebito sul conto corrente.
Va comunque sottolineato come non sia possibile essere associati a questo prestito senza busta paga se non si è sottoscrittori di una carta Postepay. Una carta che può però essere richiesta presso un qualsiasi ufficio postale e che ha un costo limitato ad appena 5 euro, da ricaricare di volta in volta con almeno 10 euro. In pratica una volta sottoscritta la carta basterà pagare 15 euro per ritrovare accreditati nella carta prepagata 10 euro. Una spesa minima, dunque, che può però assicurare uno strumento finanziario flessibile ed estremamente utile, soprattutto per chi detesta portare contanti con sé o ama effettuare pagamenti elettronici.

Ricordiamo infine che su infoprestitisulweb.it, è possibile reperire ulteriori info sui prestiti di poste italiane, oltre a molte altre notizie in grado di dare un quadro esauriente sul mercato creditizio italiano in un momento particolare come l’attuale.