Prestito consolidamento debiti: abbassare la rata del finanziamento

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Consolidamento del debito: cosa significa?

Con l’espressione “consolidamento del debito” s’intende la possibilità di contrarre un nuovo prestito mirato ad estinguere tutti gli altri prestiti precedentemente aperti. Quest’operazione ci garantisce di estinguere tutte le rate dei diversi debiti contratti che non risultino ancora saldate e crearne una sola.

Consolidamento prestiti per ridurre la rata

La rata del consolidamento sarà unica e di solito questa operazione viene fatta per ridurre l’importo della rata pagata, la rata infatti sarà minore rispetto all’intera somma delle rate dei vari prestiti estinti. In tal senso il consolidamento è conveniente per i debitori o, per essere più precisi, offre ai debitori una rata più sostenibile.

Questo significa che se qualcuno abbia contratto più debiti con più creditori e di conseguenza si ritrova a dover pagare mensilmente più rate (dei diversi prestiti) fino ad arrivare a non riuscire più a fronteggiarne le spese, può ricorrere al “consolidamento del debito” chiedendo un importo maggiore e diluendo i pagamenti su un periodo di tempo più lungo, con la conseguente riduzione dell’importo mensile da pagare.

Convenienza del consolidamento prestiti

A livello di convenienza il discorso è più complesso: ma spesso aumenta leggermente gli interessi da pagare. La quasi totalità dei prestiti infatti utilizza un piano di rimborso rateale chiamato ammortamento alla francese. Si ripaga inizialmente una parte di interessi molto alta che decresce negli anni, quindi se il prestito è aperto da parecchio tempo la maggior parte degli interessi erano già stati pagati e estinguerlo in anticipo per sostituirlo con uno nuovo ci costringe a ripagare di nuovo gli interessi. L’operazione è molto conveniente invece nei casi in cui il tasso di interesse sia molto più basso e il prestito che viene chiuso era stato aperto da poco tempo.

Estinzione anticipata: ci sono penali?

Come abbiamo detto un il consolidemanto prestiti va ad estinguere quelli precedenti in essere. Nel calcolare gli importi da pagare per estinguerli sarà considerata la sola quota capitale che rimaneva da saltare. Gli interessi residui invece ovviamente non verrano conteggiati. Quota capitale e interessi residui sono visibili dal piano di ammortamento.

Tuttavia è fondamentale sapere che per i prestiti e mutui contratti prima dell’entrata in vigore del Decreto Bersani (L. n.40, 2 Aprile 2007) era prevista l’applicazione di una penale per l’estinzione anticipata, che in genere oscillava tra l’1% ed il 4%.

Dal 2 Febbraio 2007 sono state abolite le penali di estinzione anticipata su prestiti e mutui, ma è comunque sempre opportuno leggere la clausola d’estinzione anticipata.

Se per qualche ragione il prestito / mutuo (magari contratto prima del 2007) di cui state pagando le rate non prevede la possibilità di pagare anticipatamente i debiti è bene informarsi a riguardo con associazioni dei consumatori, banche, ecc.

Altre informazioni

Va precisato che con il “consolidamento” è possibile anche richiedere di ottenere una certa liquidità da far versare sul proprio conto corrente.

Anche i “cattivi pagatori” possono richiedere un consolidamento purché abbiano determinati requisiti.

Consolidamento mutui

Nel caso di “consolidamento di più mutui” (vedi surroga mutuo) o “consolidamento di un prestito con un mutuo”, il concetto è lo stesso descritto nella parte di “consolidamento dei prestiti”.

Ovvero consiste nell’apertura di un nuovo mutuo che abbia il fine di accorpare in un’unica rata tutte quelle relative ai mutui contratti precedentemente. La “rata unica” normalmente avrà valore minore della somma delle precedenti.

Come con il consolidamento dei prestiti è possibile diluire su più rate, garantendosi così un maggior periodo di tempo per poter estinguere il mutuo. Di conseguenza si può aumentare il numero di anni previsti per l’estinzione del debito per un periodo più lungo (e di conseguenza l’importo totale di interessi da pagare).

Il nuovo mutuo da contrarre può essere di diversi tipi:

  • prestito chirografario”, ovvero un mutuo che non prevede garanzie
  • prestito in fideiussione”. La fideiussione è la garanzia di terzi.
  • Prestito ipotecario, per poter far sì che la richiesta di consolidamento venga accettata, è necessario prima di tutto risultare in regola con i pagamenti dei prestiti precedenti ed anche essere proprietari di un immobile. Quest’ultimo requisito è necessario solo se si contrae un mutuo ipotecario.

Consolidamento per cattivi pagatori

Innanzitutto con l’espressione “cattivo pagatore” s’intende una persona che non è riuscita a pagare una o più rate mensili relative al debito (o ai debiti) che ha contratto. Anni fa non era possibile per i “cattivi pagatori” chiedere ulteriori finanziamenti. Questi venivano come “esclusi” per sempre dalla possibilità di contrarre ulteriori prestiti.

Oggi invece è possibile anche per loro richiedere un consolidamento. Va subito precisato che prima di dare avvio alle pratiche relative a questa soluzione, la banca o l’istituto finanziario a cui ci si è rivolti provvederanno a verificare l’entità delle rate non pagate. Se esse risultano eccessive, il consolidamento sarà negato. Se invece ne mancano un paio o comunque il loro numero non è eccessivo, anche per i cattivi pagatori è possibile chiedere consolidamento.

Oltre al livello di insolvenza del cattivo pagatore, sarà valutato anche il tipo di garanzia che il cliente sarà in grado di offrire.

Un altro requisito che la banca considererà in merito alla condotta del cattivo pagatore, riguarda le spese mensili che egli deve affrontare all’interno del proprio nucleo familiare. Se effettivamente risulterà che non riesce a coprire le spese e ad acquistare i beni essenziali, ciò sarà tenuto in considerazione per valutare la sua “condotta”. Questo tipo di valutazione però non è detto che si verifichi: dipende tutto dal tipo di banca o istituto finanziario che si contatta.

Una volta che i cattivi pagatori avranno terminato di pagare le rate previste dal consolidamento, potranno richiedere la cancellazione del proprio nominativo dalla “Centrale Rischi” e diventare nuovamente dei “buoni pagatori”.

Cosa fare in base agli istituti convenzionati

Gli istituti convenzionati che garantiscono un consolidamento sono diversi: si pensi a Fineco, Findomestic, Agos, Poste Italiane, Compass, UniCredit, Intesa San Paolo, Bnl, UBI Banca. A seconda dell’istituto o della banca a cui ci si rivolge, possono esserci condizioni diverse che vengono sottoposte al cliente e che siano relative ai tempi di pagamento oppure all’importo dell’unica rata del consolidamento. Inoltre dal tipo di istituto che si sceglie, dipende anche la risposta positiva o meno alla propria richiesta: non tutti gli istituti accettano ad esempio i cattivi pagatori. Gli istituti convenzionati di solito seguono dei requisiti che i clienti devono possedere per richiedere un consolidamento (soprattutto per i cattivi pagatori): devono avere un’età compresa tra i 18 e gli 86 anni, devono essere lavoratori dipendenti a tempo indeterminato da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mesi, oppure essere lavoratori dipendenti a tempo determinato da almeno 4 mesi e non avere un debito troppo ingente, oppure devono essere pensionati.

A seconda degli istituti di credito, varia anche il tasso di interesse del prestito che viene aperto per il consolidamento. Ci sono istituto che offrono un tasso di interesse minore e altri maggiori. La cifra però varia molto anche a seconda del numero delle garanzie che si mostrano per poter pagare il debito. Si consideri che tutti gli istituti convenzionati garantiscono all’incirca almeno una durata di 10 anni per poter pagare il debito di consolidamento.

Fineco

Nel caso si voglia richiedere alla banca “Fineco” di poter aprire un consolidamento, la banca permette di consolidare prestiti da un minimo di 11.000 euro a un massimo di 30.000 euro, scegliendo rate da 12 a 72 mesi. Questa banca permette di consolidare esclusivamente prestiti personali finalizzati quali ad esempio prestito auto, mobili, elettrodomestici, ma anche quelli “non finalizzati”, fino ad un massimo di 4 prestiti totali. La banca offre anche diverse combinazioni come ad esempio: “solo prestiti esterni (massimo 3) più eventuale liquidità oppure 2 prestiti Fineco più liquidità obbligatoria. Fineco permette comunque di consolidare qualsiasi tipo di prestito esterno mentre quelli contratti con la stessa banca, possono essere consolidati solo se erogati da almeno 6 mesi.

Si può inoltre richiedere liquidità aggiuntiva per un massimo di 1000 euro e solo se la cifra complessiva non superi i 30000 euro.

Findomestic

Findomestic” è un istituto di credito che permette anche di richiedere un consolidamento. Quest’ultimo viene chiamato “Prestito Rata Unica” e permette di consolidare qualsiasi tipo di prestito purché sia intestato o cointestato al richiedente del prestito Findomestic. È possibile calcolare la rata online e capire quale sarà l’importo.

Questo istituto di credito però ammette solo clienti che abbiano particolari requisiti come quello di non avere avuto protesti negli anni precedenti ed anche essere lavoratori a tempo indeterminato da almeno 24 mesi.

Agos

Agos” è una società finanziaria italiana e per quanto riguarda la richiesta di consolidamento, offre delle condizioni vantaggiose. Ad esempio offre un “TAN” cioè un tasso di interesse unico per tutta la durata del finanziamento e per pagare la rata unica è possibile anche scegliere l’opzione dell’addebito automatico sul conto corrente. Quando si stipula un consolidamento, Agos dà anche la possibilità di richiedere una cifra maggiore di denaro in modo da avere una liquidità a disposizione.

Poste Italiane

Per richiedere un consolidamento presso “Poste Italiane” si deve considerare che la cifra totale non dovrà raggiungere i 50000 euro e può essere addebitata anche direttamente su conto corrente, sul proprio Libretto oppure pagata con rate mensili da dover saldare dai 24 ai 96 mesi.

Compass

Se si sceglie di richiedere il consolidamento tramite la banca “Compass”, si potrà avere un importo massimo di 30000 euro ed anche una liquidità aggiuntiva. Può essere richiesto da lavoratori dipendenti (pubblici e privati), autonomi o pensionati che abbiano già in corso dei finanziamenti. Oltre ad un documento di identità e codice fiscale, Compass richiede l’ultima busta paga per i lavoratori dipendenti, ultima dichiarazione dei redditi per lavoratori autonomi, ultimo cedolino della pensione per pensionati.

UniCredit

Anche la banca “UniCredit” offre un’offerta vantaggiosa per il consolidamento debiti: la cifra erogata può variare da un minimo di 2000 euro fino ad un massimo di 5000 euro e può andare dai 36 fino ai 120 mesi. La soluzione offerta da questa banca si chiama “CreditExpress Compact” e offre anche la possibilità di richiedere un ulteriore importo al prestito.

Intesa San Paolo

Questa banca concede il consolidamento dei debiti solo se l’importo complessivo dei debiti sia 75000 euro. Il pagamento della rata unica prevede un tempo massimo di 10 anni. Con questa banca inoltre è possibile richiedere il consolidamento in tempi brevissimi: la risposta dopo il primo contatto arriverà entro 24 ore.

Bnl

Le cifre di finanziamento offerte dalla banca Bnl possono raggiungere la soglia di 100000 euro. Il periodo di pagamento è di 10 anni e i tempi di erogazione non vanno oltre le 24 ore. Inoltre questa banca offre diverse soluzioni, tra cui “BNL Revolution” e “Revolution XXL” il cui nome dipende dalla cifra di erogazione.

UBI Banca

La soluzione offerta da UBI Banca per ottenere il consolidamento si chiama “Creditopplà Unico” e si possono richiedere cifre che spaziano dai 5000 euro fino ai 60000 euro. La possibilità di pagare la rata unica che verrà erogata va dai 3 anni fino ad un massimo di 10.