Cessione del quinto Inpdap

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Cos’è l’Inpdap?

Per diversi anni, a partire dalla prima metà degli anni ’90, l’Inpdap è stato un Ente pubblico che si è occupato della previdenza e dell’assistenza dei dipendenti statali, incassando i loro contributi previdenziali ed assistenziali ed erogando inoltre a suo tempo pensioni, prestazioni di vario tipo e prestiti.
Con il cosiddetto decreto legge “Salva Italia” del 2011 le funzioni dell’Inpdap sono state fatte confluire nell’Inps, per cui i dipendenti pubblici incassano le loro pensioni e prestazioni sociali direttamente dall’Inps.

Cos’è la cessione del quinto?

Per ciò che riguarda i prestiti, inoltre, i dipendenti pubblici adesso gestiti dall’Inps, che a suo tempo avrebbero potuto chiedere tali prestazioni a condizioni più vantaggiose all’Inpdap, possono ancora chiedere dei prestiti a condizioni agevolate in quanto dipendenti ex Inpdap, tramite la cosiddetta cessione del quinto. Tale forma di prestito, erogata a lavoratori con almeno 4 anni di servizio e a pensionati, dopo la valutazione di un medico, consiste nella cessione del 20% al massimo, cioè di un quinto, del proprio stipendio o pensione a titolo di rata del prestito che, a sua volta, si articola in un numero di rate mensili che va da un minimo di 60 ad un massimo di 120. Non vi è quindi di solito un minimo o un massimo riguardo all’ammontare del prestito, ma il tutto dipende dal proprio stipendio o pensione.
Tali rate vengono trattenute nella misura precedentemente fissata direttamente dalla mensilità di stipendio o dalla mensilità di pensione, evitando in tal modo insoluti e/o protesti.
A queste forme di finanziamento possono inoltre aderire sia chi ha finanziamenti di vario tipo già in essere sia chi è iscritto nell’elenco dei protestati. Da ciò si evince la convenienza della tipologia di prestito sotto diversi punti di vista.

Le cessioni del quinto avvengono sotto due diverse forme: la cessione diretta e la cessione garantita. In entrambi i casi si parla formalmente di “Prestito Pluriennale”.

Cessione diretta

Nel primo caso è richiesta la documentazione preventiva della spesa da sostenere e una valida motivazione, rientrante in un’ampia gamma di casistiche già contrattualmente previste, da inserire nella domanda effettuata. Il tasso effettivo di tale tipo di cessione è inferiore al 5% su base annua ed è erogato direttamente dall’Ente previdenziale.

Cessione garantita

Nel secondo caso non è invece richiesta alcuna documentazione preventiva di spesa poiché chi eroga il prestito è una Società finanziaria accreditata esterna che si fa garante per l’Ente di previdenza rispetto ad una serie di rischi particolari.

Quali documenti servono?

In ambedue i casi servono inoltre una fotocopia del documento di identità, del codice fiscale e di una busta paga almeno, nel caso di un dipendente o del cedolino della pensione, nel caso di un pensionato, da allegare alla documentazione che può essere presentata oltre che in una sede dell’Ente anche presso Banche o altre Società finanziarie accreditate.

Chi può richiedere la cessione del quinto Inpdap a condizioni privilegiate?

La cessione del quinto a condizioni privilegiate può essere richiesto da tutti i dipendenti statali, di pubbliche amministrazioni, enti statali, dipendenti parapubblici e pensionati Inpdap purché abbiano un età compresa tra i 18 e i 65 anni e siano in possesso di cittadinanza italiana.

Solitamente viene richiesto che siano regolarizzati con un contratto a tempo indeterminato, ma non è sempre così, in quanto è possibile richiedere questo tipo di prestito anche da dipendenti a tempo determinato, purché la durata delle rate non superi i tempi del contratto lavorativo.

Quali importi massimi si possono richiedere per il prestito con cessione del quinto?

La cessione del quinto Inpdap non ha un limite massimo di richiesta della cifra, questa varia a seconda dello stipendio o della pensione percepita e della durata del prestito che può durare massimo 10 anni.

Per i soggetti Inpdap, quindi i dipendenti e pensionati delle pubbliche amministrazioni, enti statali e parapubblici, è possibile chiedere una trattenuta fino al 50% della mensilità della pensione.

Dopo aver avuto l’approvazione dalla propria Amministrazione, i dipendenti  e pensionati Inpdap possono richiedere le seguenti forme di prestito:

  • Cessione quinto: rata fissa trattenuta automaticamente dallo stipendio o pensione pari a un quinto della cifra percepita;
  • Prestito delega o doppio quinto Inpdap: rata fissa trattenuta in automatico sullo stipendio pari a due quinti della cifra percepita;

Inoltre è possibile richiedere il prestito delega con trattenuta sulla propria busta paga con una cifra pari al 50% del totale, che è il massimo che si può raggiungere con qualsiasi tipo di prestito personale.

Le alternative per richiedere un prestito senza cessione del quinto da cattivo pagatore o protestato

Specifichiamo che il cattivo pagatore o il protestato sono coloro che ricevono segnalazioni da parte di istituti di credito a cui si sono rivolti, per non aver pagato rate del finanziamento richiesto.

Queste persone hanno più difficoltà a richiedere un prestito o un mutuo rispetto ad altri clienti che hanno sempre pagato, per non risultare più tra i cattivi pagatori e richiedere un altro prestito o mutuo ci sono due soluzioni: la cessione del quinto se si dispone di una busta paga e un lavoro a tempo indeterminato oppure, il saldo del debito e la richiesta di cancellazione della protesta dalla banca dati, in questo modo il cattivo pagatore verrà rimosso entro dodici mesi dall’archivio.

Cosa fare se non è possibile fare la cessione del quinto?

La prima soluzione è chiedere un prestito delega, in questo caso, il cliente, se lavora, può chiedere al proprio titolare un anticipo che va dal 20% al 40%, cosa che con la cessione del quinto non può essere fatta poiché si limita al solo 20% della mensilità.

La seconda opzione è il prestito cambializzato, sottoscrivendo delle cambiali, si tratta di una soluzione che permette ai cattivi pagatori di richiedere vari prestiti senza problemi anche se non si dispone di busta paga.

 

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