Delegazione di pagamento

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Significato di delegazione di pagamento.

Il tema è quello finanziario, un esempio di delegazione è in pratica la richiesta di pagare il debito contratto dal delegante ad un terzo, che può essere un’azienda o un privato.
Un esempio concreto è sicuramente la cessione del quinto, quando un operaio richiede un finanziamento ma per il pagamento delega l’azienda dove lavora, a quel punto la ditta senza più chiedere ulteriori permessi ogni mese verserà direttamente alla banca la cifra pattuita. Nel caso specifico appena specificato abbiamo però più precisamente una delegazione del debito in toto, perché l’azienda firma anche una garanzia alla banca finanziatrice che nel caso che il dipendente non pagasse per intero la cifra prima di un eventuale licenziamento, il TFR sarebbe versato alla banca che ha concesso il finanziamento senza che l’operaio possa opporsi.

Altro esempio di delegazione di pagamento si può avere accennando al percorso degli assegni. Nel momento in cui una qualsiasi persona firma questo strumento di pagamento ordina alla banca di quietanzare la cifra pattuita senza che la stessa abbia obblighi di avvisare della quietanza. Fanno parte di metodi di pagamento con delegazione diretta anche le cambiali. Tutti i pagamenti che non implicano l’intervento diretto del debitore possono definirsi con delegazione di pagamento, si deve solo vedere quando sono impliciti od espliciti e se ci sono delle regole da seguire per ottenere il pagamento anche in assenza dei fondi utili al pagamento.

La delegazione di pagamento secondo il codice civile.

Questo tipo di pagamento è regolamentato da alcune regole per tutelare sia chi ha delegato e sia chi deve operare. Quando chi si trova a dover affrontare il pagamento ma non ci sono i fondi, in quel caso la legge dichiara che il delegato non è obbligato al pagamento, ne diventa automaticamente svincolato e il debitore ha l’obbligo di pagare. Esempio pratico è quando si emette un assegno o un qualsiasi altro effetto, la banca lo riceve e se all’interno del conto ci sono i fondi paga senza altro avviso, mentre se i liquidi non vengono trovati, la banca non prende altra responsabilità e da quel momento il creditore deve rivolgersi per il pagamento direttamente al debitore.

La banca è tenuta per legge a segnalare l’accaduto tramite il comunemente detto protesto. Da quel momento però viene perseguito esclusivamente chi ha emesso l’effetto senza avere i liquidi per coprire la cifra. Attenzione perché in questo caso non sono semplici le situazioni che si devono affrontare, si può arrivare addirittura ad un processo, quindi è bene sapere che delegare per un pagamento non è un metodo per ovviare ad un pagamento, ma è un serio impegno. Con la firma di un effetto si delega la banca a procedere al pagamento, ma quest’impegno è solamente a nome e per conto di chi firma l’assegno.

Regole per chi riceve un pagamento con delegazione.

Per prima cosa è bene sapere che chi riceve la delega al pagamento non è obbligato a pagare, proprio per quello che abbiamo detto in precedenza, perché in mancanza di fondi non diventa necessariamente in obbligo di quietanza.

Quindi chi riceve un pagamento con delega non ha, fino ad esito positivo, la certezza di riceverne quietanza.

Nel caso in cui non ci siano i fondi è direttamente la banca che ne fa segnalazione, e tramite l’istituto di credito del creditore è possibile chiedere la quietanza, per poi andare anche per vie legali e chiederne il pagamento forzato, fino a requisitoria di beni fino al raggiungimento del pagamento del debito.
Sono iter molto lunghi e che portano solo dei grossi problemi e spese esorbitanti, quindi prima di accettare un pagamento con delegazione è bene informarsi sulla solvibilità del debitore.

Non esistono assicurazioni o metodi per essere tutelati senza dover affrontare delle spese, quindi ricordatevi sempre che un effetto di pagamento non è un metodo sicuro come della liquidità.

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