Come rispondere alla lettera di richiamo a lavoro: guida e consigli

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Lettera di richiamo e aziende. Cosa conoscere su questa formula e cosa sapere sulle risposte fornite all’azienda.

Lettera di Richiamo sul posto di lavoro

Sembra che spesso e volentieri, specie sotto periodi di crisi sistemiche dell’economia, si senta parlare sul posto di lavoro di una sedicente lettera di richiamo.

Ma cosa sarebbe tale lettera?

Esiste?

Quando e per quali cause verrebbe recapitata al lavoratore?

La lettera di richiamo viene menzionata dai seguenti attori sociali:

  • Lavoratori
  • Datori di lavoro
  • Sindacati

Ma cos’è esattamente e chi incorre in essa cosa deve aspettarsi in tempi successivi alla ricezione della stessa?

La lettera di richiamo: Funzione e Obiettivi

Questa lettera è un elemento di rilevanza nel mondo del lavoro, un mezzo temuto dal lavoratore e assieme una specie di “arma” che il datore di lavoro può impiegare discrezionalmente nei riguardi di chi lavora nella sua azienda.

Resta quindi la domanda: di cosa si tratta?

Una lettera di richiamo è nota anche con il nome tecnico di ammonimento scritto e rappresenta un provvedimento disciplinare riportato su carta che il datore di lavoro può inviare a qualunque dipendente, o nello specifico, a quel lavoratore che viene ritenuto agente in maniera scorretta, o comunque contraria ai principi su cui si fonda l’azienda ove il lavoratore presta servizio, può essere recapitata anche quando si riscontrino a discrezione sempre del datore di lavoro, comportamenti che potrebbero anche essere puniti dalla legge.

I gradi sono quindi differenti, una lettera di richiamo può segnalare un comportamento scorretto ma anche uno perseguibile e normato dalle leggi vigenti.

È e costituisce una fase, successiva alla quale possono scattare altre forme preventive, sanzionatorie fino ad arrivare al licenziamento.

Nella prassi di tale questione e entrando nel merito della stessa, occorre citare una serie di casi che possono essere oggetto di una lettera di richiamo:

  1. Ritardare spesso a lavoro non rispettando l’orario che è stato deciso in sede contrattuale,
  2. Fare continue assenze o ritardi nel comunicare le stesse
  3. Impiegare per fini personali materiali aziendali
  4. Adottare un linguaggio poco consono all’ambiente lavorativo

Questi sono i motivi più noti per i quali possa manifestarsi l’ipotesi di un richiamo disciplinare, perché la lettera si basa sulla disciplina interna sul posto di lavoro per l’appunto. Queste menzionate sono solo alcune delle cose che possono far scattare il richiamo come detto, la casistica parla infatti di moltissime altre motivazioni e nel corso del tempo queste sono andate aumentando considerevolmente.

Lettera di richiamo: Cosa fare?

La lettera di richiamo deve essere presentata con un tono formale, e deve altresì essere inviata in maniera tempestiva al suo destinatario affinché quest’ultimo abbia modo di comprendere al meglio la situazione e abbia l’opportunità di muoversi di conseguenza. Queste le regole secondo le quali si svolge l’eventuale percorso di tale missiva e comprendenti i tempi per la risposta alla stessa.

La lettera va fatta pervenire per mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, altre modalità sono da ritenersi non valide. Il lavoratore non ha alcun obbligo di presentare le sue giustificazioni, ma se decidesse di farlo potrebbe esplicitarle sia in forma orale sia in forma scritta.

Lettera di richiamo: tipi e caratteristiche

La lettera di richiamo viene anche chiamata “richiamo disciplinare”, che di solito si distingue dal “richiamo verbale” in quanto il primo risulta essere in forma scritta ed il secondo in forma verbale. Altri tipi di lettere sono quelle che accompagnano problemi di maggiore gravità, come quello di una multa, di una sospensione, di un trasferimento oppure del licenziamento. Con l’espressione “lettera di richiamo” però di solito s’intende indicare una lettera di rimprovero dovuta ad un comportamento sbagliato che il dipendente ha avuto sul lavoro. Secondo la legge, possono essere massimo tre, ma in realtà ci sono stati casi in cui tale numero risulta essere stato superato. In teoria, dopo tre lettere è previsto il licenziamento, anche se non sempre è così. La lettera di richiamo più comune risulta essere quella scritta, che può essere inviata tramite posta raccomandata al dipendente, oppure consegnatagli direttamente a mano dal direttore. Per redigere tale lettera andranno specificati i seguenti elementi: l’oggetto della lettera, la descrizione del comportamento scorretto assunto dal dipendente, l’invito a correggere tale comportamento, l’indicazione di eventuali conseguenze dal punto di vista disciplinare o giuridico. Per rispondere ad una lettera di richiamo, il lavoratore dipendente avrà due possibilità. La prima sarà quella di ammettere realmente di aver assunto il comportamento sbagliato, oppure negarlo. In tal caso, se realmente non avesse avuto alcuna condotta erronea, dovrà indicare le prove a suo favore, che dimostrino la tesi contraria a quella dell’accusa. Il tono da dover utilizzare per redigere documenti del genere o per rispondere, sarà di qualità elevata, ovvero in stile molto formale.