Contributi figurativi: cosa sono e chi può richiederli.

I contributi figurativi consistono in accrediti sul conto assicurativo del lavoro per periodi di tempo durante i quali la persona assicurata non ha la possibilità di prestare la sua attività lavorativa. Durante questi periodi la contribuzione non è a carico dell’azienda datrice di lavoro, bensì a carico dell’INPS o dell’ente previdenziale competente.

Può capitare che durante alcuni periodi di tempo un lavoratore sia impossibilitato allo svolgimento di una regolare attività lavorativa a causa, ad esempio, di periodo di cassa integrazione, oppure per disoccupazione, o ancora maternità, malattia o infortunio. Ebbene, in questo tipo di periodi l’azienda datrice di lavoro non è tenuta al versamento dei contributi previdenziali. Resta chiaro che, al fine di garantire al lavoratore tanto il sacrosanto diritto alla pensione che la necessaria copertura assicurativa, la legge ha previsto che l’INPS, o qualsiasi altro ente previdenziale competente, accrediti in ogni caso sul suo conto assicurativo i contributi relativi a tali periodi e per i quali non è il datore di lavoro a farsene carico. Questi contributi si chiamano “contributi figurativi”.

Contributi figurativi: cosa sono e chi può richiederli

I contributi figurativi, pertanto, sono dei versamenti “fittizi”, e cioè un accredito dei contributi ad opera dell’ente previdenziale (più spesso l’INPS) sul conto assicurativo del lavoratore per quegli eventuali periodi durante i quali una sua assenza dal lavoro (o riduzione dell’attività lavorativa) ha esonerato il datore di lavoro dal versamento, appunto, dei contributi.

L’attuale normativa indica precisamente, come vedremo più in seguito, quei periodi per i quali i contributi figurativi possano essere accreditati automaticamente sul conto assicurativo dei lavoratori e quelli, invece, per i quali l’ accredito va richiesto con apposita domanda. Sempre e comunque senza costi per l’assicurato. Ecco perché esiste una differenza tra i contributi figurativi e quelli da riscatto (relativi ad altri tipologie di assenza dal lavoro o riduzione dello stesso) che restano, invece, un onere del lavoratore.

Nel dettaglio:

I contributi figurativi sono contributi che sono posti a credito del lavoratore, a carico dell’INPS medesima. Quindi di fatto non hanno oneri, né per il lavoratore né per il datore di lavoro, relativi a periodo in cui:

  1. Non abbia prestato attività lavorative. Né in qualità di dipendente né in qualità di lavoratore autonomo;
  2. Abbia percepito indennità in onere all’INPS;
  3. Abbia percepito una retribuzione in misura ridotta.

contributi figurativi

Come possono essere utilizzati in contributi figurativi

I contributi figurativi possono essere utilizzati secondo il criterio “a copertura” qualora i periodi in cui si siano verificati gli eventi siano totalmente scoperti dalla contribuzione e non risultino, di conseguenza, settimane in accredito relativa ad attività lavorative soggette a contribuzione obbligatoria, oppure “ad integrazione” qualora durante i periodi in cui si siano verificati gli eventi siano state corrisposte contribuzioni ridotte che abbiano determinato l’ obbligo del versamento con la conseguenza di settimane accreditate sulla posizione assicurativa del lavoratore, o, infine, “ad incremento” qualora le attività lavorative siano state svolte nel settore agricolo.

Quali sono i periodi di contributi figurativi accreditabili solo in seguito a specifica domanda

Si possono accreditare esclusivamente dietro la presentazione di specifica domanda i periodi in cui si siano svolti particolari incarichi. Oppure quando il singolo cittadino ha avuto degli impedimenti lavorativi, in seguito a malattia o altra problematica. Per meglio indirizzare il lavoratore indichiamo le motivazioni per le quali è possibile richiedere contributi figurativi:

  1. Durante il servizio militare;
  2. Non si è svolta alcuna attività lavorativa, in seguito a malattia o a infortunio;
  3. Assenti dal lavoro per aver donato il sangue.
  4. In congedo a causa di maternità e durante un rapporto lavorativo (ex astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio).
  5. Durante la maternità, non durante un rapporto lavorativo.
  6. Assenti dal lavoro per congedo parentale (ex assenza facoltativa post parto);
  7. Assenti dal lavoro per riposi giornalieri (ex permessi per allattare);
  8. Lontani dal lavoro a causa di malattie del figlio;
  9. Usufruito di un congedo per gravi motivi di famiglia;
  10. In permesso retribuito ai sensi della legge sull’handicap grave (104/92);
  11. Per congedo straordinario ai sensi della legge sull’handicap grave (388/2000);
  12. Periodi di aspettativa al fine di svolgere pubbliche funzioni per le elezioni o per aver assunto cariche sindacali.

Quali sono i periodi di contributi figurativi d’ufficio

L’accredito d’ufficio, quindi senza necessità di cover presentare alcuna domanda, avverrà per periodi nei quali il lavoratore è stato:

  1. In cassa integrazione guadagni straordinaria.
  2. Assunto con contratto di solidarietà.
  3. Impegnato in lavori socialmente utili.
  4. Ha beneficiato di indennità di mobilità.
  5. Oppure ha beneficiato di indennità di disoccupazione.