Categorie: Investimenti

Gli strumenti giusti per far fruttare i propri capitali

In periodi di congiuntura economica negativa, con le banche che stringono i legacci del credito e tassi di interesse in caduta, i risparmiatori hanno dovuto orientare le proprie scelte su altre tipologie di investimento per far fruttare i propri capitali. Oggi cercheremo di capire meglio cosa sono i conti deposito e quali vantaggi offrono.

Quante volte, nel corso di una giornata sul web, vi capita di incappare in una pubblicità pop-up che propone qualche forma di investimento assolutamente vantaggioso, in grado di far moltiplicare i vostri soldi in poche settimane o addirittura pochi giorni? Ce ne sono di fastidiosissime, diventate veri e propri “cult” della Rete, oggetto anche di parodie e meme che girano sui social network. Oltre all’aspetto della comunicazione invasiva, però, questa realtà ci fa capire anche che gli utenti di Internet possono essere interessati a forme di investimento alternative alle tradizionali, anche se i promotori di questi messaggi li considerano poco più che “prede” per operazioni a dir poco rischiose.

Crisi delle banche. Senza pensare dunque al trading online e alle opzioni binarie, cosa resta da fare al giorno d’oggi a un utente medio che cerca il modo di far fruttare la sua quota di capitale finanziario? Una volta potevano esserci pochi dubbi, grazie alla solidità delle banche o ai famosi “libretti postali“, ma oggi entrambe queste soluzioni sembrano meno vantaggiose: Poste Italiane, ad esempio, ha ridotto notevolmente il tasso di interesse annuo su prodotti come il libretto ordinario (ora pari allo 0,01 per cento), mentre gli istituti bancari scontano soprattutto una crisi nel rapporto con i cittadini, cui certo non hanno giovato scandali, fallimenti e tutto quello che è accaduto (anche in Italia) dal 2008. Non a caso, secondo l’ultimo rapporto del Censis, il grado di fiducia degli italiani verso le banche è crollato al 12 per cento a fine anno scorso, mentre agli inizi degli anni 2000 raggiungeva una quota del 30 per cento, segno di un progressivo svilimento del rapporto tra istituzioni e società, incrinato da tempeste monetarie e finanziarie globali e definitivamente compromesso dalle difficoltà nostrane.

Ricercare le alternative. Ecco che, dunque, bisogna cercare nuove soluzioni, che rispondano innanzitutto a un’esigenza di serietà e affidabilità. In questo ambito, spiccano gli investimenti resi possibili da Banca Farmafactoring, gruppo di esperienza trentennale che opera in Italia, Portogallo e Spagna, dove è attivo in particolare con lo strumento ContoFacto e il suo sito web, che si sta progressivamente imponendo nel campo dei conti deposito on line, innovative opportunità di far fruttare una quota di capitale.

Come funziona. Il primo, e probabilmente più interessante, vantaggio di questa tipologia di investimento sta nella quota di interessi garantita al sottoscrittore, che è molto più alta sia rispetto alle altre opzioni, sia rispetto a quella valida per un conto corrente tradizionale. Parlando in termini più pratici, attualmente ContoFacto propone un tasso lordo annuo dell’1,55% per chi sceglie l’opzione di 12 mesi, uno dei tassi più alti del settore, destinato in particolare a un conto vincolato con liquidazione degli interessi posticipata. In più, e su tutte le soluzioni del conto, Banca Farmafactoring si assume l’onere di assolvere l’imposta di bollo obbligatoria.

Altri vantaggi. Ma ci sono anche altre informazioni interessanti per i risparmiatori più “innovativi”: aprire un conto deposito online è davvero semplice e veloce, così come estremamente facile è imparare a sfruttarne tutte le possibilità, come ad esempio i prelievi nel caso dei conti svincolati.  Inoltre, un prodotto come ContoFacto si rivela anche senza spese aggiuntive: tutti i movimenti effettuati all’interno del proprio conto, versamenti e anche i bonifici eseguiti in uscita sono infatti gratuiti, e come detto l’imposta di bollo obbligatoria sulle somme soggette a vincolo è completamente a carico di Banca Farmafactoring, mentre ovviamente resta valida l’imposizione fiscale sulle rendite finanziarie, che attualmente è pari al 26%.

 

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