Reddito di cittadinanza: obbligo di lavori socialmente utili

0
23

L’obbligo di lavori socialmente utili per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza è stato deciso nell’ultima Legge di Bilancio. Ribadito poi da un Decreto legge dell’inizio gennaio 2020. Ora chiunque percepisca il sostegno al reddito ha l’obbligo di prendere parte ai cosiddetti PUC: progetti di utilità comune.

RdC e lavori socialmente utili 2020

Chiunque richieda il Reddito di Cittadinanza ha l’obbligo di aderire ai Patti per il Lavoro e l’Inclusione sociale. Inizialmente questi patti prevedevano esclusivamente l’obbligo di dichiararsi pronti a rispondere a eventuali richieste lavorative, così come di seguire i percorsi di reinserimento nel mondo del lavoro. Questo tipo di progetto può prevedere anche la proposta di corsi di formazione di vario genere, seguendo le inclinazioni e le abilità del singolo soggetto.

Da gennaio 2020 i patti di inclusione sociale comprendono anche l’obbligo di aderire ai PUC, i Progetti di Utilità comune. Di fatto chi percepisce il Reddito di Cittadinanza può continuare ad ottenerlo solo se si dichiara disponibile a svolgere mansioni non retribuite per il Comune presso cui risiede.

lavori socialmente utili

Che tipo di lavori socialmente utili

La legge che prevede i lavori socialmente utili per chi percepisce il Reddito di Cittadinanza è datata ottobre 2019, ma solo nel gennaio 2020 ha trovato lo spazio necessario per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Di fatto però saranno poi i singoli Comuni a gestire i lavoratori socialmente utili, proponendo loro diverse possibilità, a seconda dei casi. La legge comunque prevede che ognuno partecipi ai PUC secondo le proprie inclinazioni e le competenze già in suo possesso.
Quindi si dovrebbero scongiurare i casi di soggetti dotati di un titolo di studio utilizzati per ripulire le strade dalle cartacce. La specifica legislazione in merito dichiara questo:
il beneficiario è tenuto ad offrire nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale la propria disponibilità per la partecipazione a progetti a titolarità dei comuni, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni”. Di fatto sono quindi possibili progetti ad ampio raggio, che comprendono qualsiasi tipologia di necessità a livello comunale.

Chi ha l’obbligo dei lavori socialmente utili

In teoria tutti coloro che percepiscono il Reddito di Cittadinanza devono dichiararsi pronti ad aderire al PUC del Comune in cui vivono. Sono esonerati coloro che percepiscono la Pensione di Cittadinanza, o che sono già in età pensionabile.
Sono esclusi anche coloro che hanno un lavoro dipendente, per il quale percepiscono un reddito annuo superiore agli 8145 euro, così come chi ha un lavoro autonomo con il quale ricava un reddito superiore ai 4800 euro annui.
Non hanno l’obbligo di svolgere attività comprese nei PUC anche i beneficiari del RdC che sono stati indirizzati a un corso di studi, o chi ha più di 65 anni. La norma esclude anche i disabili o coloro che, all’interno del proprio nucleo famigliare, si prendono cura di bambini o di disabili.

Stiamo comunque parlando di una platea molto ampia, che è chiamata a svolgere almeno 8 ore di attività socialmente utile a settimana, per un massimo di 16 ore settimanali. Importante notare che i lavoratori socialmente utili non devono svolgere alcun lavoro che vada a sostituire la necessità della presenza di un dipendente comunale.

I Progetti Comunali

Come abbiamo detto, saranno i Comuni a gestire i beneficiari del RdC che svolgeranno lavori socialmente utili. Di fatto i Comuni dovranno proporre dei PUC, verificare i possibili aderenti, organizzare i diversi soggetti nei ruoli più adatti e gestirli durante l’attività lavorativa.
Tale attività non sarà remunerata in alcun modo. Il Comune ha però l’obbligo di registrare le presenze e le ore che il beneficiario del RdC ha svolto come lavoratore socialmente utile.
All’interno dei PUC i lavoratori socialmente utili dovranno svolgere attività di supporto, sono quindi molti i Comuni che auspicano la compartecipazione dei gruppi di volontariato, in modo da poter sfruttare al meglio questa nuova opportunità.

I beneficiari del RdC che si rifiutano di prendere parte a lavori socialmente utili che sono loro proposti perdono completamente il beneficio. Quindi non percepiranno più il Reddito di Cittadinanza. C’è da dire però che nei comuni in cui i progetti per l’inserimento lavorativo di queste nuove figure non sono disponibili, o che comprendono un numero minimo di beneficiari di RdC, chi non svolge lavori socialmente utili continuerà a percepire il RdC.
In sostanza, se il lavoro socialmente utile non è organizzato, tale situazione non ricade sulle spalle del beneficiario del RdC.

I PUC sono gestiti direttamente online dalla piattaforma GEPI (Gestione Patti per l’Inclusione Sociale), disponibile online, sulla quale dovrebbero essere pubblicati tutti i progetti proposti dai vari Comuni italiani.

lavoro socialmente utile

Come aderire ai PUC

Di fatto chiunque percepisca il Reddito di Cittadinanza è automaticamente coinvolto nei Progetti di Utilità Comune; a parte le esclusioni di cui abbiamo parlato sopra, quindi gli studenti, i disabili, chi ha già un piccolo lavoro e gli anziani. Si deve però chiarire che i beneficiari hanno la possibilità di indicare quali siano le attività per cui si sentono più portati, o che semplicemente preferiscono rispetto ad altre. Inoltre è possibile assentarsi, o non presentarsi presso la sede del lavoro socialmente utile, a patto di motivare in modo preciso l’assenza. Il beneficiario del RdC potrà recuperare le ore perse per assenza in altro giorno, raggiungendo ogni mese il minimo richiesto di 8 ore lavorative.
Stiamo comunque parlando di oltre 2 milioni di soggetti da gennaio 2020 disponibili allo svolgimento di un lavoro socialmente utile; alcuni di essi si concentrano soprattutto in alcuni Comuni. Per le amministrazioni locali potrebbe trattarsi di gestire un elevato numero di nuovi collaboratori, con ovvie problematiche correlate a questo nuovo compito.

Ricordiamo che rifiutarsi di aderire ai PUC porta a non percepire più il Reddito di Cittadinanza.