ISEE: cos’è, a cosa serve, come si ottiene

ISEE è un acronimo, che sta per Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Di fatto permette di stabilire la “ricchezza” di un nucleo famigliare. L’indicatore si calcola considerando la cosiddetta DSU, o Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Cos’è l’ISEE

In parole povere l’ISEE è un indicatore calcolato considerando tutto ciò che una famiglia possiede: dagli immobili fino alle entrate periodiche. Oltre agli averi, si devono anche considerare le spese fisse, che vanno sottratte al patrimonio del nucleo famigliare. Ad esempio l’eventuale presenza di un mutuo ipotecario su uno degli immobili, o anche il pagamento di assegni di mantenimento all’ex coniuge.
L’indicatore si calcola partendo dalla dichiarazione del richiedente, che deve contenere tutte le sue entrate e i dati riguardanti ciò che possiede. Questo in termini di patrimonio mobiliare e immobiliare. Oltre ovviamente alle entrate dovute a uno stipendio, a una pensione o anche a rendite di altro genere.

Si calcola l’ISEE considerando tutti i componenti di un nucleo famigliare. Dopo aver raccolto i dati che riguardano ciò che si possiede, è necessario dividere la cifra ottenuta per un coefficiente. L’entità di tale coefficiente dipende dal numero dei componenti del singolo nucleo famigliare, dalla presenza di minori, dalla convivenza con soggetti disabili.

ISEE

A cosa serve l’ISEE

Questo indicatore è necessario per poter fruire di alcune agevolazioni elargite dallo Stato. Lo si utilizza anche per il calcolo di alcune prestazioni, ad esempio l’utilizzo delle mense scolastiche e dei vari servizi offerti dalle scuole.

Avere a disposizione l’ISEE è quindi necessario per la gran parte dei nuclei famigliari italiani. Soprattutto nel caso in cui si desideri godere di alcuni specifici servizi.
Da notare il fatto che l’ISEE ha una validità circoscritta nel tempo. Quindi una volta effettuato il calcolo dell’indicatore, sarà necessario ripeterlo nel corso degli anni.
L’ISEE ordinario o integrale è quello che si richiede di anno in anno, è valido fino al 31 dicembre dell’anno in corso.
L’ISEE corrente è previsto dalla legge a partire dal 23 ottobre 2019. Si tratta della possibilità di aggiornare l’indicatore, aumentandone la validità per i 6 mesi successivi. Si può richiedere tale variazione nel caso in cui il contribuente che modifica in modo sensibile la propria situazione occupazionale. L’ISEE corrente si può richiedere anche quando si hanno importanti variazioni reddituali, pari a oltre il 25% del reddito complessivo della famiglia.
In pratica l’ISEE corrente aggiorna quello ordinario nel caso in cui vi siano variazioni degne di nota.

Come si richiede l’ISEE ordinario: la DSU

Per ottenere un indicatore ISEE che abbia valore legale è necessario richiederne il calcolo all’INPS. lo si può fare utilizzando la modulistica disponibile sul sito dell’istituto, oppure rivolgendosi a un CAF o approfittando dell’ISEE precompilato. Anche quest’ultimo è disponibile sul sito dell’INPS. Ricordiamo che per accedere al sito dell’istituto è necessario essere in possesso di apposito PIN, oppure si deve avere a disposizione lo SPID. come del resto avviene anche per molteplici altri servizi della pubblica amministrazione.

Il primo passo per l’ottenimento dell’ISEE consiste nella compilazione della DSU: Dichiarazione Sostitutiva Unica.
Si tratta di una dichiarazione in cui il contribuente indica tutti i dati patrimoniali che riguardano il nucleo famigliare di cui fa parte. Ricordiamo infatti che l’ISEE ha valore per un intero nucleo famigliare; si può richiedere per il singolo contribuente solo se vive autonomamente, senza congiunti.

Nella DSU si devono indicare i dati riguardanti gli immobili posseduti dalla famiglia, così come le entrate periodiche. Sono di fondamentale importanza anche le proprietà mobiliari, quali ad esempio il deposito medio del conto corrente, o la presenza di investimenti a qualsiasi titolo.

DSU mini, DSU integrale

Esistono varie tipologie di questa dichiarazione. Ricordiamo che è un’auto dichiarazione, quindi è il singolo contribuente che si impegna ad indicare in modo preciso e veritiero i dati in essa contenuti. Nel caso in cui il contribuente abbia indicato valori falsi, può incorrere in sanzioni, da valutare caso per caso. A tale proposito l’INPS effettua regolari controlli e verifiche riguardanti le DSU dei contribuenti italiani.
La DSU mini contiene esclusivamente i dati che riguardano l’immobile di proprietà e i beni mobili posseduti, oltre ovviamente a eventuali pensioni o pagamenti da lavoro autonomo o dipendente.
Nella DSU integrale, detta anche ordinaria, si devono indicare anche ulteriori dati riguardanti il nucleo famigliare. Ad esempio l’eventuale presenza di soggetti disabili, la fruizione di servizi socia assistenziali e così via.

Il sito dell’INPS offre varie indicazioni su come compilare la DSU in modo corretto.
Nel caso in cui vi siano variazioni importanti, o quando il contribuente nota di aver effettuato una dichiarazione non corretta, è possibile attestare tali difformità. Lo si fa presentando una nuova DSU, ovviamente corretta. Oppure richiedendo una rettifica, attività che si svolge sul sito dell’INPS o anche presso un CAF.

Presentare la DSU

Come dicevamo, la DSU si può presentare in 3 modalità differenti:

  • Compilando i moduli disponibili sul sito dell’INPS.
  • Rivolgendosi a un CAF, che può anche aiutare il contribuente durante la compilazione dei moduli. Solitamente è necessario presentare al CAF la documentazione che attesta le entrate e i possedimenti della famiglia.
  • Utilizzando l’ISEE precompilato, disponibile sempre sul sito dell’INPS.

Volendo è possibile anche approfittare di alcuni strumenti online, che consentono di ottenere una simulazione del calcolo dell’ISEE famigliare. Sono particolarmente utili nel caso in cui si ritenga di poter accedere a un servizio o a un’agevolazione, senza averne la certezza. Molti contribuenti effettuano la simulazione; nel caso in cui ottengano dati congrui all’ottenimento di una agevolazione, cominciano le pratiche per avere a disposizione l’ISEE. Se invece dal calcolo simulato si ottiene un dato diverso da quanto ci si attendeva, si può anche rinunciare alla richiesta dell’indicatore.

ISEE precompilato

Da alcuni mesi è disponibile sul sito dell’INPS l’opzione ISEE precompilato. Si tratta della possibilità di recuperare tutti i dati riguardanti la DSU attraverso i dati in possesso dell’INPS stesso.
Si accede alla modulistica all’interno dell’area dedicata sul sito dell’INPS. Di fatto il contribuente deve indicare esclusivamente i dati dei componenti del nucleo famigliare. In seguito è l’istituto stesso che effettua tutti i controlli volti alla compilazione della DSU e al conseguente calcolo dell’ISEE. Per ottenere l’indicatore con questo metodo è necessario attendere qualche giorno. Si ha però il vantaggio di svolgere tutte le attività direttamente online.