Pensione anticipata dipendenti pubblici: la norma e le novità

La pensione anticipata dipendenti pubblici è una prestazione di tipo economico da erogare in seguito a relativa domanda ai dipendenti pubblici che siano iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) o a qualsiasi sua forma esclusiva, integrativa o esonerativa. Oggi la legislazione prevede trattamenti molto simili a dipendenti pubblici e a dipendenti del settore privato. In passato invece i due settori erano caratterizzati da trattamenti salariali e pensionistici assai differenziati.

Pensione anticipata dipendenti pubblici: cosa recita la norma

Il Decreto Legislativo n. 201 del duemilaundici, come da delibera della riforma a nome dell’ ex Ministro Fornero, stabilisce i limiti minimi per poter usufruire della pensione anticipata dipendenti pubblici (vale a dire quella cui si ha diritto maturati un determinato numero di anni contributivi, a prescindere dall’età) negli anni 2014-2015. In seguito tale norma è stata più volte rivista. I regolamenti in vigore oggi sono validi fino al 2026, salvo eventuali revisioni successive.

Gli uomini ne hanno diritto al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi versati, mentre le donne ne hanno diritto dopo 41 anni e 10 mesi. Secondo la legge la durata del periodo contributivo dovrebbe aumentare nel corso degli anni, per seguire l’aumento dell’aspettativa di vita. Ad oggi però tale adeguamento è stato fermato; questo, come dicevamo, fino al dicembre 2026.

La legge del 2011, in vigore a partire dal gennaio 2012, prevedeva che questo trattamento pensionistico prevedesse delle penalizzazioni. In particolare chi decideva di andare in pensione prima di aver compiuto i 62 anni andava incontro a delle penalizzazioni: l’importo della pensione era decurtato dell’1% per ciascun anno che separava dal compimento del 62° anno d’età e del 2% per ciascun anno che mancava al pensionato per compiere il 60° anno d’età.
Queste penalizzazioni sono state poi cancellate con le revisioni successive della legge.

Come si calcola l’assegno mensile

La pensione anticipata dipendenti pubblici si calcola prendendo in considerazione gli anni effettivi di lavoro ed i periodi di astensione giustificata, individuati come segue:

  • Ipotizzabili periodi di cassa integrazione
  • Congedi per maternità e paternità
  • Malattie
  • Servizio militare
  • Assenze per donazioni Di sangue
  • Infortuni
  • Maternità

e si prende a base per il calcolo una decurtazione del 4% nel caso di assenze relative ad altre cause e non giustificate. Ovviamente in questi ultimi casi si può effettuare il recupero di ogni periodo di assenza “ingiustificata” semplicemente proseguendo con il lavoro per evitare la riduzione dell’importo della pensione.

Domanda di pensione anticipata dipendenti pubblici

La domanda per usufruire di questa prestazione può essere presentata via Internet collegandosi con il portale dell’Inps ed accreditandosi per il tramite del proprio PIN, oppure utilizzando lo SPID. Questo codice identificativo sta diventando sempre più importante e pratico per la comunicazione con la pubblica amministrazione.
Volendo è possibile anche chiedere un appuntamento presso gli sportelli locali dell’INPS. O ancora ci si può rivolgere a un CAF locale, per ottenere tutte le delucidazioni del caso.

Pensione anticipata dipendenti pubblici: da quando inizio a percepirla?

Questo trattamento pensionistico è erogato a partire dall’inizio del mese successivo a quello in cui la domanda è stata presentata. Resta evidente che occorre aver concluso la propria attività di lavoratore dipendente.
Capita spesso che la richiesta sia accolta solo nell’arco di alcuni mesi. Per questo motivo è assai improbabile che il primo assegno sia versato proprio il mese successivo all’effettiva richiesta.
Nel momento in cui però l’INPS precisa l’accoglimento della domanda di pensione, il pensionato riceve tutti gli assegni arretrati, in un’unica soluzione.