Assegno non trasferibile: cos’è e quando è obbligatorio

Un assegno non trasferibile è un titolo di credito personale. Di fatto è una particolare tipologia di assegno, che può essere incassata esclusivamente dal soggetto a cui è intestato. Si utilizza per evitare che l’assegno stesso sia rubato, ma più spesso si adempie ad un obbligo di tipo tecnico legale.

Che cosa è un assegno?

L’assegno bancario è un modo per effettuare dei pagamenti che permette di sostituire il denaro. Lo utilizza soprattutto chi non usa carte di credito o bonifici; ma può essere sfruttato anche nei casi in cui sia necessario saldare un conto molto elevato. Con un assegno si evita di portare con sé ampie cifre di denaro, cosa che potrebbe risultare decisamente pericolosa.

Volendolo spiegare in maniera più tecnica l’assegno bancario è un “ordine” che si impartisce al proprio istituto di credito di versare a terzi, ma anche a se stessi, una somma di denaro che è indicata sull’assegno stesso. Il carnet o libretto di assegni è emesso dall’istituto di credito dove è ospitato il proprio conto corrente. Ovviamente, le somme di denaro che saranno versate a terzi, o a se stessi, saranno proprio prelevate da quel conto corrente bancario. In altre parole: quella determinata somma sarà detratta dal totale dell’importo esistente in quel momento su quello specifico conto corrente.

Ricapitolando: un assegno bancario può essere emesso esclusivamente da un titolare di conto corrente bancario cui la banca dove risiede quel conto corrente avrà consegnato il carnet contenente gli assegni (solitamente dieci per ogni carnet).

Cosa c’è scritto su un assegno bancario?

In questo foglietto deve essere necessariamente riportato:

STAMPIGLIATO:

  1. La scritta “assegno bancario” stampata sul titolo, nella lingua del Paese in cui è emesso.
  2. L’ordine “senza condizioni” di pagare la cifra che vi sarà scritta a mano dal titolare del conto corrente.
  3. La denominazione dell’istituto di credito emittente che dovrà pagare l’assegno, ivi comprese le coordinate bancarie del conto corrente dal quale andrà prelevata la cifra; in pratica l’IBAN.
  4. Il luogo in cui è stato emesso l’assegno.
  5. Il luogo di pagamento

SCRITTO A PENNA DAL TITOLARE DEL CONTO CORRENTE:

  1. La data ed il luogo in cui viene emesso il titolo;
  2. La somma che dovrà essere pagata al beneficiario dell’assegno IN CIFRE;
  3. La somma che dovrà essere pagata al beneficiario dell’assegno IN LETTERE;
  4. Il nome e cognome (o la ragione sociale in caso di assegni a ditte e società) del beneficiario;
  5. La firma del soggetto emittente l’assegno (il titolare del conto corrente).

Veniamo adesso più nel dettaglio al tema che riguarda quest’articolo: l’assegno non trasferibile, cioè un assegno bancario in tutto e per tutto uguale a come lo abbiamo descritto fino ad adesso, con in più, riportata sul retro, la “clausola di non trasferibilità, più semplicemente una scritta “NON TRASFERIBILE”.

L’assegno non trasferibile

Innanzitutto occorre ricordare che una legge del 2008, il D.L. numero 112 del 25 giugno, impone la clausola di non trasferibilità per tutti gli assegni bancari per importi uguali o superiori ad Euro 12.500.

Ma facciamo un passo indietro: cos’è un assegno trasferibile e quindi, un assegno non trasferibile?
Un assegno senza la clausola di non trasferibilità può essere “girato” dal suo beneficiario in favore di terzi, semplicemente inserendovi la propria firma sul retro del titolo, sotto la scritta stampata “GIRATE”. Questo senza alcun limite di girate. Ne consegue che un assegno il cui beneficiario sia, ad esempio, Mario Rossi, potrà essere incassato da chiunque, purché sia l’ultimo firmatario sul retro, sotto la scritta delle “girate”.

La clausola di non trasferibilità impone invece al beneficiario il cui nome sia stato scritto sulla parte anteriore dell’assegno di essere l’unico a poter incassare quell’assegno: non potrà “girarlo” a terzi.

Come già scritto, la clausola di “non trasferibilità” era obbligatoria per assegni di importi uguali o superiori a Euro 12.500 ma, in ogni caso, i carnet emessi dalle banche oggi riportano tutti la clausola di non trasferibilità. Dal 2008 ad oggi sono però intervenuti altri decreti legge, che hanno abbassato tale soglia a 1.000 euro.
In pratica oggi chi desidera emettere un assegno con un importo uguale o superiore a 1.000 euro ha l’obbligo di utilizzare un assegno non trasferibile.

assegno non trasferibile

Tali assegni hanno limiti di tempo?

Di fatto chi riceve un assegno ha tutto il tempo che desidera per ritirarlo. Presso uno sportello della banca di cui è correntista, o anche presso lo sportello della banca emittente.
Può però capitare che, dopo un certo lasso di tempo, chi ha pagato con un assegno non abbia più la disponibilità economica sul conto corrente, necessaria al saldo. Se l’assegno è non trasferibile purtroppo il possessore in questi casi non si può rivalere su chi ha emesso l’assegno. Quindi è importante incassare tali assegni entro un lasso di tempo ragionevole, solitamente di 7-10 giorni.

Hanno un costo?

Gli assegni non trasferibili non hanno un costo. La costante e continua lotta al contante ha di fatto portato gli istituti di credito a fornire ai propri clienti assegni esclusivamente non trasferibili. Chi desidera compilare un assegno trasferibile è tenuto a pagare un’imposta di bollo pari a 2 euro. Questo per ogni assegno trasferibile compilato.
Quindi in sostanza sono gli assegni trasferibili che hanno un costo, non gli assegni non trasferibili.

Assegno non trasferibile irregolare

Purtroppo può capitare di compilare un assegno in modo errato. In questi casi è importante intervenire subito, stracciando il singolo foglietto, per compilarne uno nuovo. Se si cancella la clausola di non trasferibilità su un assegno di importo superiore ai 12.500 euro si incorre in una sanzione pecuniaria amministrativa. Essa va dall’1 al 40% dell’importo indicato sull’assegno stesso, a partire da un minimo di 3.000 euro.
Se l’assegno ha un importo inferiore ai 250.000 euro è possibile pagare la sanzione ridotta del 2%, ma solo se la si paga entro 60 giorni.