Agevolazioni prima casa: cambiano i termini per Covid-19

Godere delle agevolazioni prima casa porta con sé degli obblighi, che costringono il nuovo proprietario ad attivarsi in vari modi. Ad esempio modificando la propria residenza e spostandola nel nuovo domicilio. Oppure vendendo l’eventuale precedente abitazione di proprietà.
Visto che tali termini hanno dei limiti temporali, a causa dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 alcune scadenze sono state dilazionate nel tempo. In questo modo i cittadini che non sono in grado di rispettare i termini temporali di legge non dovranno temere di poter perdere il diritto alle agevolazioni.

Il Decreto liquidità e agevolazioni prima casa

Le norme che trattano questioni correlate alle agevolazioni prima casa sono contenute nel cosiddetto Decreto Liquidità. Si tratta della legge n°23 dell’8 Aprile 2020, che contiene numerosi interventi voluti dal Consiglio dei Ministri.
In pratica l’intento di tale Decreto è quello di limitare le spese dei contribuenti, per quanto riguarda la tassazione. Ma non solo, si trovano in tale decreto anche numerose misure che hanno il preciso scopo di evitare il fallimento di alcune imprese o la decadenza di bonus e agevolazioni ottenute dai contribuenti.

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La residenza nella Prima Casa

Chi acquista un’abitazione godendo delle agevolazioni prima casa ha l’obbligo di spostare la propria residenza nell’abitazione stessa. Si tratta di una necessità correlata con il concetto stesso di “Prima casa”: è definita tale l’abitazione principale di un soggetto o di una famiglia.
I termini entro il quale è necessario effettuare il cambio di residenza è di 18 mesi, che decorrono dal giorno dell’acquisto della prima casa. A causa dell’emergenza Covid-19 per coloro che hanno acquistato un’abitazione prima del 23 febbraio 2020 possono non preoccuparsi di tale scadenza. Infatti il Decreto Liquidità ha sospeso tale obbligo fino al 31 dicembre 2020. I 18 mesi di tempo saranno quindi calcolati a partire dal 1° gennaio 2021, sommando i giorni trascorsi all’eventuale periodo precedente al 23 febbraio 2020.

Questa sospensione è motivata dal fatto che durante il periodo di lockdown è stato fatto divieto ai cittadini italiani di modificare la propria residenza o di spostarsi ad altro domicilio. Inoltre alcuni uffici al pubblico dei Comuni italiani sono rimasti chiusi per varie settimane.

Vendere e comprare casa

Per poter godere delle agevolazioni prima casa è necessario non possedere un’abitazione all’interno del comune in cui si trova l’immobile che si sta acquistando, per la quale si sia già approfittato delle medesime agevolazioni. Nel caso in cui si possieda già un’abitazione nel medesimo Comune, è possibile acquistare un’altra casa da considerare abitazione principale, a patto di vendere la precedente entro 1 anno dal nuovo acquisto.

Anche questo termine è stato sospeso, sia per chi ha acquistato la prima casa prima del 23 febbraio 2020, sia per chi l’ha fatto nei mesi successivi. Il calcolo del termine di 12 mesi ricomincerà anche in questo caso il 1° gennaio 2021. Di fatto chi ha comprato casa prima del 23 febbraio 2020 avrà circa 10 mesi di tempo per poter rivendere la vecchia abitazione. Chi l’ha fatto dopo tale data dovrà vendere la vecchia casa entro il 2021.

Tale sospensione vale anche nel caso in cui si sia venduta la casa acquistata con le agevolazioni, prima dello scadere dei 5 anni previsti dalla legge, senza aver ancora acquistato una nuova abitazione principale. In casi come questo la situazione è identica a quella precedente: se la casa è stata venduta prima del 23 febbraio si possono utilizzare alcuni mesi del 2021 per comprare una nuova prima casa. Invece coloro che hanno venduto la prima casa dopo il 23 febbraio 2020 hanno i 12 mesi del 2021 a completa disposizione per acquistare una nuova abitazione di residenza.

Il credito d’imposta

I contribuenti che acquistano un’abitazione con le agevolazioni prima casa entro un anno dalla vendita della precedente “prima casa” hanno la possibilità di portare a credito la tassazione pagata per il precedente immobile. Anche in questo caso il termine entro cui usufruire di tale credito d’imposta è di 1 anno.
Tale credito potrà essere utilizzato nel corso del 2021.
In sostanza il Decreto permette ai contribuenti di godere dei diritti disponibili secondo le vigenti leggi. Quindi senza considerare il periodo in cui l’intero Paese è rimasto bloccato a causa dell’emergenza Covid-19.

Come calcolare i nuovi termini

I termini correlati al godimento delle agevolazioni prima casa sono stati sospesi a partire dal 23 febbraio 2020. Questo significa che i giorni del 2020 successivi non devono essere considerati nel computo dei mesi previsti dalla legge.
Per cui chi ha venduto o acquistato una “prima casa” prima del 23 febbraio 2020, dovrà considerare i giorni precedenti a questo, che saranno poi sommati ai giorni del 2021 per il calcolo del termine ultimo.

Chi invece ha venduto o acquistato una “prima casa” dopo il 23 febbraio 2020, può cominciare a calcolare i vari termini a partire dal 1° gennaio 2021. Tutti tranne uno.

I termini non sospesi

Quasi tutti i termini previsti dalla legislazione che regolamenta le agevolazioni prima casa sono sospesi. Effettivamente però un termine è ancora attivo, nonostante fosse presente nella bozza del Decreto. Si tratta del termine di 5 anni previsto per chi intende rivendere l’abitazione considerata prima casa, senza acquistarne un’altra.
I 5 anni quindi decorrono dal giorno dell’acquisto della prima casa, senza alcun tipo di interruzione.