Imposta sostitutiva mutuo cointestato e non: cosa conoscere

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Imposta sostitutiva mutuo. Cosa conoscere su questa tassa e cosa imparare a comprendere in caso di Mutui precedentemente stipulati e non solo.

Imposta Sostitutiva Mutuo e Finanziamenti erogati

Le operazioni che riguardano dei finanziamenti che siano essi a medio o a lungo termine, che si avvalgono di specifiche condizioni, vengono escluse dal cosiddetto trattamento ordinario di imposizione indiretta

Il trattamento ordinario relativo all’imposta diretta è quello che prevede il pagamento delle imposte che seguono:

  • Imposta di registro
  • Imposta di bollo
  • Imposta ipotecaria
  • Imposta catastale
  • Tassa sulle concessioni governative

e tutte queste tassazioni a loro volta sono assoggettate al pagamento di un imposta sostitutiva mutuo che è diversificata sulla soglia dell’aliquota, variabile quest’ultima, a seconda del tipo e del fine del finanziamento, questo avviene sulla base degli articoli 15-20-bis del Dpr 601/1973.

Nello specifico questi prestiti sono i mutui che vengono concessi a persone fisiche, al fine di permettere loro l’acquisto, la ristrutturazione e/o la costruzione di un immobile.

Imposta Sostitutiva Mutuo e Acquisto: ristrutturazione Casa

Quando si parla di Imposta Sostitutiva, si fa riferimento a quei mutui concessi per tre differenti finalità:

  • L’acquisto
  • La costruzione
  • La ristrutturazione

Di un immobile, e sono mutui concessi esclusivamente a persone fisiche quelli di cui si parla, inoltre l’uso è sempre di tipo abitativo e non di altro genere su un immobile che riceve questo tipo di prestito che prevede tale imposta.

Va comunque effettuata una distinzione, quella relativa alla sussistenza o meno dei requisiti riguardanti l’usufrutto dei benefici destinati alla prima casa.

Qualora fossero infatti assenti i requisiti previsti dalla Legge sopra riportata e relativi appunto alla prima abitazione, l’aliquota relativa all’imposta sostitutiva sarebbe del 2% basandosi sull’ammontare totale del mutuo ricevuto.

Prima Casa, Cointestazione Mutuo e Imposta Sostitutiva

Invece se si rientra nei requisiti richiesti dalla Legge e inerenti esclusivamente la prima casa l’aliquota alla quale si deve far riferimento è quella dello 0,25% dell’imposto complessivo del mutuo erogato, quindi tale imposta cala di 1,75 punti percentuali e si comprende quanto tale cifra possa essere rilevante visto che rappresenta una quota di una totalità di finanziamento che generalmente per i mutui è alto.

A questo punto occorre comprendere cosa occorre sapere su un eventuale mutuo cointestato e come calcolare la quota di questa imposta avendo i requisiti richiesti.

Sia che il mutuo sia intestato ad un unica persona fisica, sia che sia come finanziamento, cointestato occorre effettuare una dichiarazione nella quale nel secondo caso vi sia la firma di tutti i soggetti intestatari di questo finanziamento, in tale circostanza l’aliquota alla quale adeguare l’imposta sostitutiva va individuata facendo riferimento alla quota parte di finanziamento erogata a ogni soggetto mutuatario e alla destinazione di questa quota.

Quindi se si parla di mutuo cointestato utile per l’acquisto di un immobile a uso abitativo che rientri nel novero di: prima casa, unicamente per uno solo dei mutuatari, l’imposta sostitutiva si applica nella misura dello 0,25% in pratica unicamente al soggetto che in maniera effettiva acquista la casa in regime agevolato, questo secondo ciò che viene scritto nella circolare 19/E del 9 maggio 2005, paragrafo 2.4.

Imposta sostitutiva

Delle variazioni su tale imposta sono quelle determinate dalla Manovra Finanziaria datata 2008, le condizioni per ottenere, l’agevolazione sull’imposta sostitutiva al 0,25 per cento, sono state oggetto di cambiamento secondo la manovra sopra riportata. Entrando nel merito fino all’ultimo giorno del 2007 la normativa in materia si rifaceva per l’appunto all’articolo 18 dpr 601/1973; articolo 1-bis dl 168/2004 convertito in legge 191/2004; articolo 2 dl 220/2004 convertito in legge 257/2004.

Con la
Finanziaria 2008 l’articolo 1, comma 160 dispone che in caso di finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo, la concessione dell’aliquota dello 0,25 per cento sia di fatto subordinata a una dichiarazione del mutuatario, che viene integrata e presentata al momento della stipula del mutuo, tale dichiarazione (a tutti gli effetti un documento) deve attestare che, se la casa in oggetto sia da acquistare il compratore potrebbe all’occorrenza beneficiare dell’agevolazione prevista sulla prima casa. In pratica è una sorta di autocertificazione quella che la Finanziaria 2008 prevedeva sul tema agevolazione d’imposta su acquisto, ristrutturazione etc…. Riguardo alla prima abitazione, nel caso di cointestazioni tale dichiarazione come detto in precedenza, deve essere redatta da tutti i soggetti mutuatari.

Le Aliquote dal 2008

Eccole in elenco a seguire:

  • Aliquota al 2% nei casi in cui il mutuo venga destinato a finanziare l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di una abitazione che non è prima casa
  • Aliquota al 2% qualora il mutuo finanzi l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di una abitazione rientrante nel novero di prima casa ma allorché manchi al momento della stipula del mutuo (che può essere anche cointestato) la dichiarazione prevista dalla Legge
  • Aliquota allo 0,25% nel caso in cui si debba acquistare, ristrutturare o costruire la prima casa e vi sia la sopra citata dichiarazione
  • Aliquota allo 0,25% nel caso in cui non si rientri nelle tre soluzioni sopra esposte

 

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