Brasile vicino alla crisi

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Nonostante il boom economico degli ultimi periodi gli analisti di Barclays vedono l’addensarsi di alcune nubi nere sull’orizzonte dell’economia brasiliana. I dati inerenti alla disoccupazione di Agosto vedono una crescita al 7,9 % (rispetto al 4,3 % di un anno prima) mentre il tasso di inflazione è cresciuto oltre 10 punti percentuali.

Solo nel 2015 la moneta brasiliana, il Real, ha perso circa il 30 per cento del proprio valore con la conseguenza che i beni importati sono pagati maggiormente e ciò contribuisce ad incrementare l’inflazione. Gli altri dati economici vedono un costo di rifinanziamento intorno al 12 % medio per quest’anno, mentre il debito dovrebbe salire al 71 % del Pil (livello giudicato elevato per una economia cosiddetta emergente).

Gli analisti pertanto, tenuto conto della situazione economica e dell’aggravarsi della condizione politica, prevedono una possibile perdita di fiducia del mercato in merito alla sostenibilità delle politiche fiscali brasiliane oltre che un calo del Pil anche nel 2016 (il valore dovrebbe assestarsi attorno al 2,3 %). I tassi salirebbero quindi di altri 200 punti base e l’inflazione continuerebbe ad assestarsi su livelli elevati.

Entro il 2020 pertanto il rapporto debito/Pil potrebbe salire al 100 % con evidenti conseguenze negative per una economia emergente. I fattori della crisi evidenziati da Barclays sono in particolare: un alto deficit primario, un elevato debito pubblico, economia in stagflazione, alti tassi di interesse.

Tuttavia occorre anche registrare che alcuni analisti prevedono un futuro meno grigio. Ad esempio Bank of America stima che le valute dei paesi emergenti sono sottovalutate di circa il 16 % rispetto al dollaro. Questo tenuto conto anche del fatto che real brasiliano e lira turca in questi mesi hanno toccato quotazioni minime da record.

Anche Goldman Sachs vede la fine del peggioramento delle aspettative da parte degli investitori. Viene infatti stimata una crescita media delle economie emergenti del 4,9 % nel 2016, in crescita per la prima volta dal 2010 (dove si registrò un +4,4 %).

Per maggiori informazioni www.fiscosemplice.com