Shopping online, qualcosa si muove anche in Italia

0
857

Eppur si muove, possiamo dire parafrasando Galilei: se i ritmi di Francia e Regno Unito sono ancora distanti, l’ecommerce in Italia continua comunque a far registrare trend positivi, e secondo le previsioni il 2017 dovrebbe andare incontro a una crescita del 19%, raggiungendo nel complesso 23 miliardi di euro.

L’ecommerce in Italia prosegue il suo trend di crescita a due cifre anche nel 2016, ma è in questo anno che riceverà una spinta decisiva verso l’alto. È quanto sintetizza il report di Netcomm pubblicato di recente, che analizza i consuntivi dello scorso anno e traccia le possibili strade del 2017, con alcuni approfondimenti interessanti sulle abitudini degli internauti nostrani.

Dati in crescita. Cominciamo dai dati assodati: il 2016 ha visto in Italia un ulteriore aumento del 10% di utenti rispetto ai volumi del 2015, toccando quota 20,7 milioni di persone coinvolte, e raggiungendo i 20 miliardi di euro (rialzo del 18%). Soltanto nel corso dell’ultimo anno, inoltre, il numero di italiani che ha effettuato un acquisto online almeno una volta al mese è salito del 25%, superando i 16 milioni di acquirenti “virtuali”.

Diffusione capillare. Più in generale, si stima che l’83,6% degli utenti internet italiani abbia comprato online almeno una volta nella vita, mentre più della metà, per la precisione il 51,6%, lo faccia ormai abitualmente, mettendo a punto anche delle specifiche strategie per risparmiare, attendendo i periodi promozionali o andando alla ricerca di coupon, come quelli proposti dalla piattaforma piucodicisconto, da riscattare poi al momento di completare l’acquisto.

Convincere gli indecisi. Secondo i dati Netcomm, però, ci sono anche 10 milioni di utenti che navigano in Rete (pari a 31 milioni di persone) che non effettuano ancora alcun acquisto; a questi bisogna aggiungere i 21 milioni di e-shopper che comprano beni e servizi per un valore inferiore del 50% rispetto a quanto avviene nel resto d’Europa.

I comparti che trainano. Interessante poi l’analisi dei settori più dinamici: se fino a qualche anno fa il comparto di turismo e viaggi online rappresentava oltre la metà dell’e-commerce in Italia, ora la sua incidenza è scesa al 44%, mentre risalgono l’informatica e l’abbigliamento, che rappresenta il 10% del commercio elettronico.

La sorpresa alimentare. Ma i settori che stanno dando maggiori risultati (e forse anche i più sorprendenti) sono arredamento e food & grocery, in rapida e costante crescita: oggi l’agro-alimentare rappresenta già il 3% del totale, ma si prevede che nel prossimo decennio costituirà la fetta più ampia dello shopping online in tutto il mondo, seguendo l’esempio della Francia, dove si sta facendo strada la modalità del “ready to eat”. Il comparto di arredamento e Home Living, invece, è quasi raddoppiato nell’ultimo anno, salendo del 48%.

L’analisi più dettagliata. Passando poi a guardare come evolve l’ecommerce nel nostro Paese, il bilancio di Netcomm evidenzia due dati piuttosto importanti: in Italia, lo shopping online ha aumentato il suo volume complessivo del 37% in un triennio, ma nello stesso periodo di tempo il numero di eshopper è cresciuto “solo” del 27%. Questo significa, dunque, che chi acquista online ha iniziato a effettuare più transazioni  dal valore più elevato, che tuttavia restano lontane dalla media europea: mille euro è infatti la spesa italiana per ciascun acquirente all’anno, mentre in altri Paesi si superano i 1.500 euro, soprattutto in Francia e Inghilterra.

Continuare a salire. Per quanto riguarda i mezzi privilegiati per l’esperienza d’acquisto, sembra frenare l’incidenza del pc desktop, che sale solo del 14% rispetto all’anno scorso; di tutt’altro rilievo la crescita dei dispositivi mobile come tablet e soprattutto smartphone, che registrano un incremento pari addirittura all’80%, raggiungendo una fetta del 26% del totale dello shopping online in Italia. E, guardando alla diffusione di questi device mobile (ormai capillare), si può capire anche perché Netcomm preveda un ulteriore balzo in avanti del 19% per la fine di questo 2017, arrivando a fatturare 23 miliardi di euro.