Rimborso canone RAI

Il rimborso canone RAI è dovuto in specifici casi, previsti da uno specifico regolamento. In particolare nel corso del 2020 molti utenti sono stati raggiunti da messaggi riguardo al rimborso canone RAI.
Tali messaggi promettevano di aiutare il singolo contribuente a richiedere il rimborso, dichiarando che il canone sarebbe stato sospeso per il 2020 a causa della pandemia da Coronavirus. Si tratta a tutti gli effetti di una truffa, che ha colpito, e colpisce, sia telefonicamente, che attraverso altri mezzi di comunicazione.

Come si paga il Canone RAI

Ormai dal 2016 il Canone RAI è pagato direttamente in bolletta; in particolare viene associato alle utenze dell’energia elettrica. Ogni singolo nucleo famigliare, nelle abitazioni di residenza in cui è disponibile un apparecchio televisivo, si paga un Canone della Televisione nazionale.
In questo modo non è più possibile esimersi dal pagamento del canone, che molti negli anni precedenti “dimenticavano” di saldare.
Il funzionamento è semplice: il canone, di 90 euro, è suddiviso in 10 rate identiche, addebitate sulle fatture dell’energia elettrica, nella misura di una rata al mese. In sostanza da gennaio fino a ottobre le famiglie italiane pagano il canone; visto che per molti le fatture del fornitore di energia elettrica sono bimestrali, si tratta di due rate congiunte, per un totale di 18 euro.

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Chi non deve pagare il Canone

Il Canone è dovuto da tutti i nuclei famigliari, a eccezione di quelli in cui il capofamiglia è un anziano, con un’età di almeno 75 anni compiuti e con un reddito ridotto.
Per valutare tale situazione è necessario considerare l’anno precedente a quello durante cui si pagano le rate del Canone; l’esenzione dal pagamento spetta agli anziani con un reddito inferiore agli 8.000 euro annui lordi.

Se in una famiglia sono presenti più utenze dell’energia elettrica, solo su una sarà caricato il canone RAI. Può infatti capitare che in un’abitazione sia presente un secondo contatore per l’energia elettrica, come avviene per le parti comuni dei condomini. In specifiche situazioni tali contatori possono essere intestati a un condomino, che quindi si trova con due utenze nel medesimo luogo.
Allo stesso modo si paga il Canone RAI solo per le abitazioni di residenza; non lo si fa per le seconde case, anche se si possiede un’utenza per quanto riguarda l’energia elettrica.
Non sono tenuti a pagare il Canone anche i diplomatici e i dignitari stranieri residenti in Italia. Per questi casi sono presenti specifiche convenzioni firmate dallo Stato italiano.
Si deve poi anche considerare che già prima di questa modifica delle modalità di pagamento, alcuni soggetti avevano adottato la soluzione del pagamento a rate. Numerosi pensionati italiani pagano da vari anni il canone RAI addebitandolo direttamente sulla pensione; in questi casi non è necessario pagare il canone anche in bolletta.

Conviene però ricordare che possono avvenire dei disguidi, che costringono un soggetto a saldare il conto due volte. Sono situazioni in cui è bene chiedere il rimborso del Canone RAI.

Chi può richiedere il rimborso canone RAI

Come abbiamo già detto sono pochi i casi in cui è possibile chiedere un rimborso del Canone RAI. In particolare si tratta di situazioni molto precise e specifiche, che in varie situazioni sono correlate a errori dell’Agenzia delle Entrate.

Ad esempio è questo il caso di coloro che hanno inviato la debita dichiarazione di non possedere un apparecchio televisivo. Se ricevono un addebito del canone in bolletta, possono richiedere l’adeguato rimborso.
Lo stesso dicasi per i casi prima citati, ossia di addebiti in bolletta non dovuti per anziani con reddito basso, residenti in Italia facenti parte di forze militari straniere.
Allo stesso modo possono richiedere il rimborso canone RAI gli eredi di un soggetto defunto, al quale è stato addebitato ingiustamente il canone sulle utenze successive al decesso.

Rimborso Canone RAI per coronavirus

Purtroppo nel corso del 2020 sono numerosi i soggetti che sono caduti in questa vera e propria truffa. Infatti alcuni soggetti hanno contattato ignari consumatori, chiedendo loro di inviare le credenziali della banca, per poter ottenere il rimborso del canone. Questi soggetti hanno dichiarato agli ignari consumatori che il canone non sarebbe stato dovuto per l’intero periodo del lock down.
Questa semplice truffa ha consentito di ottenere i dati bancari di numerosi soggetti, ai quali poi sono stati sottratti dei fondi.
In altri casi invece dei dati bancari richiedono i dati della fatturazione del gestore dell’energia elettrica. Questo per poter attivare un cambio di gestore, senza che il consumatore ne sia avvisato. Le bollette dell’energia elettrica infatti contengono tutti i dati necessari ad effettuare il cambio di gestore, senza bisogno di altre informazioni da parte del consumatore.
Conviene ricordare che purtroppo truffe di questo genere sono sempre più all’ordine del giorno. Per quanto riguarda la truffa del canone rai per coronavirus ha raggiunto i consumatori telefonicamente, ma anche tramite messaggio sul cellulare o via e-mail.

Il canone RAI e il coronavirus

Effettivamente la truffa perpetrata alle spese di alcuni consumatori italiani ha una base di verità.
Nel senso che il Governo ha procrastinato i termini di pagamento del canone RAI per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno del 2020. Le rate dovute per queste mensilità sono slittate fino al 30 giugno 2020, questo però non per tutti gli utenti televisivi.
Stiamo infatti parlando esclusivamente degli importi correlati al Canone RAI Speciale. Si tratta del Canone dovuto agli utenti non domestici, il cui ammontare è per altro molto più elevato. Devono pagare questo canone tutti coloro che possiedono apparecchi televisivi all’interno di strutture ricettive, spazi commerciali, negozi, ristoranti e così via.
Questi soggetti hanno potuto godere della proroga del Canone RAI fino al 30 giugno 2020.

Richiedere il rimborso canone RAI

Chi ha saldato ingiustamente una o più rate del canone RAI può chiederne il rimborso.
A tale scopo l’Agenzia delle Entrate ha creato appositi canali telematici, disponibili direttamente sul sito dell’agenzia stessa.
Nel caso in cui non si abbia la possibilità di inviare la richiesta tramite strumenti telematici, è possibile compilare il modello e inviarlo per posta al seguente indirizzo:
Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale 1 di Torino – Ufficio Canone TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

Compilare il modulo di richiesta di rimborso

Nella compilazione del modulo è importante indicare il corretto codice, che evidenzia di fatto le motivazioni della richiesta di rimborso. I codici sono i seguenti:

  • 1 Chi richiede l’esenzione è un soggetto anziano, con età anagrafica superiore ai 75 anni e reddito annuo lordo inferiore agli 8.000 euro.
  • 2 Il canone è stato indebitamente pagato da un soggetto estero residente in Italia facente parte di un consolato, di un esercito straniero o di altra istituzione simile.
  • 3 Il richiedente ha effettuato il pagamento tramite addebito sulla bolletta, mentre era attivo un altro pagamento; questo codice si utilizza anche nel caso in cui i due pagamenti siano intestati a due diversi membri del nucleo familiare.
  • 4 Il canone è stato saldato due volte, perché risulta addebitato su due differenti fatture dell’energia elettrica, intestate a membri della medesima famiglia.
  • 5 Il richiedente ha presentato, entro i tempi corretti, la dichiarazione di non essere in possesso di un apparecchio televisivo.

Se si verifica il caso di cui al codice 4 è necessario inserire nel modulo di richiesta anche il codice fiscale dell’altro membro della famiglia che ha già pagato le rate del canone.

Il modello riporta anche chiare indicazioni sulle date entro cui si è verificato l’errato pagamento. Nel campo “data inizio” si indica il periodo in cui le rate del canone sono state pagate erroneamente.
Il campo “data fine” deve essere indicato solo se le suddette condizioni di esenzione hanno avuto un termine. Nel momento in cui non si indica alcuna “data fine” l’Agenzia delle Entrate ritiene la richiesta valida come dichiarazione sostitutiva, in modo che il canone non sia più richiesto per quella specifica utenza dell’energia elettrica. Il rimborso avviene sulle successive bollette, comunque entro 45 giorni dall’accettazione della richiesta.

E chi non possiede una bolletta dell’energia elettrica

Ci sono rari casi di soggetti non collegati alla rete elettrica. Costoro utilizzano energia elettrica autoprodotta, che li rende autosufficienti.
In questo caso è possibile utilizzare il modello F24 per il pagamento del Canone RAI, utilizzando il codice tributo TVRI.