Carta di credito revolving, cos’è, come funziona e quanto costa

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Al giorno d’oggi esistono veramente tantissime tipologie di carte (di debito, di credito, prepagate, ecc) e trovare quella che fa per noi e che ben si adatta all’uso che ne facciamo può essere complicato.

Un primissimo distinguo va fatto tra le carte di debito di cui parleremo in un altro articolo e che sono molto simili al classico bancomat (fatta eccezione per la possibilità di usarla online grazie al codice di 16 cifre) e prevedono l’addebbito immediato della spesa sul conto.

E le carte di credito che possono essere a saldo o revolving a cui è sempre associata ad una linea di credito e sono associate ad un circuito internazionale quale Visa, Mastercard, American Express, etc.

  • Le carte di credito a saldo prevedono di restituire l’importo speso a credito il mese successivo in un’unica soluzione.
  • Le carte revolving (o rateali) si pagano invece a rate mensili. Queste hanno associata una “linea di credito rotativa”. Cioè la parte di credito rimborsata (è composta da quota capitale e interessi), va a ripristinare disponibilità sul fido e può dunque essere immediatamente riutilizzata dal cliente.

Cos’è la carta di credito revolving

Essa è la classica carta di credito, in sostanza consente al proprietario di fare acquisti indipendentemente dai fondi disponibili sul conto corrente e di usare il credito offerto dalla carta stessa. Il credito e le modalità di rimborso naturalmente sono concordati con l’istituto finanziario con cui si stipulerà il contratto (normalmente una banca o una finanziaria).

A partire dal mese successivo all’utilizzo del credito il titolare della carta di credito revolving dovrà versare una rata mensile che a seconda degli accordi potrà essere fissa o variabile all’istituto finanziario per poter utilizzare la carta di credito revolving in modo tale da estinguere il suo debito.

Come funziona la carta revolving

La carta revolving può essere usata per i prelievi in contanti (spesso però con un sovrapprezzo notevole) e per effettuare acquisti in negozio o online.

Naturalmente c’è un importo massimo da non superare (il cosiddetto fido o plafond), oltre il quale l’istituto finanziario non vi farà più credito. Questo limite dipende sostanzialmente dall’affidabilità creditizia del titolare della carta di credito revolving (per approfondire si veda CRIF): più si possono dare garanzie, più credito ci concederà la banca.

Inoltre, è bene sottolineare che l’istituto finanziario chiederà degli interessi rispetto alle somme di denaro che il titolare della carta spenderà e che questi interessi verranno inclusi nelle rate mensili.

I costi della carta revolving

Ma in sostanza quanto costa la carta revolving? Oltre alle rate mensili (che possono essere di importo fisso o variabile a scaglioni in percentuale del debito totale) e agli interessi (normalmente molto alti rispetto a tutte le altre forme di credito) stabiliti all’atto del contratto, ci sono altri costi da non dimenticare e sicuramente da valutare in quanto variano da banca a banca.

Ad esempio, sono le spese di estratto conto, l’imposta sul bollo, le spese di incasso delle rate, le commissioni sui prelievi ed eventuali spese assicurative e associative annuali che alcuni istituti richiedono. A livello di importi comunque, di norma, sono poca cosa rispetto agli interessi (il TAEG di una carta di credito di norma oscilla tra il 10 e il 16%). Se si desidera usare la carta di credito revolving conviene mantenere le rate mensili di rimborso molto alte. Prima si estingue il debito verso la banca e meno si paga.

In particolare bisogna ricordare che l’imposta sul bollo deve essere pagata una volta l’anno, anche a rate, e che varia in base alla giacenza media.

Come ottenere la carta di credito revolving

Ottenere una carta revolving è abbastanza semplice (visti gli interessi alti e il credito limitato, con plafond bassi in certi casi viene concessa persino agli studenti). Tutto dipende dalle garanzie che l’istituto finanziario richiedere per rilasciare la carta. I requisiti variano nel tempo e da istituto a istituto. Alcuni, infatti, concedono la carta revolving anche a chi non ha la busta paga chiedendo, però, qualche altra garanzia. In generale, dopo aver valutato le varie offerte presenti sul mercato, è necessario fare una richiesta scritta all’istituto scelto, compilando un modulo e fornendo i documenti richiesti. Se la domanda verrà accettata, l’istituto finanziario vi contatterà per consegnarvi la vostra carta di credito revolving.

 

Come richiederla online

Alcuni istituti di credito danno la possibilità ai propri clienti di richiedere la carta revolving online. Per inoltrare la richiesta basterà aprire il sito dell’istituto scelto, compilare i moduli presenti sul sito e, in alcuni casi, allegare i documenti richiesti nel formato corretto.
In generale non esiste una procedura unica poiché la domanda che bisogna fare cambia in base all’istituto scelto.

Per protestati (cattivi pagatori)

Nel caso in cui una persona risultasse iscritta nel registro dei cattivi pagatori / protestati (per approfondire si veda il CRIF), la procedura diventa complicata.

Questo perché le banche e i vari istituti finanziari non concedono facilmente la carta revolving a chi ha già avuto problemi a pagare le rate di altre forme di credito (prestiti, mutui, carte di credito). Per ottenere, dunque, la carta revolving pur essendo dei protestati è meglio estinguere prima il debito precedentemente non saldato. A questo punto sarà necessario fare richiesta per essere cancellati dal registro dei protestati e solo una volta sistemata la propria situazione finanziaria, sarà possibile procedere con la richiesta per ottenere la carta revolving.

Le banche che erogano la carta revolving

Ma quali sono le banche che erogano la carta di credito revolving? La maggior parte degli istituti finanziari presenti sul mercato dispongono di questo utile servizio per la clientela. Tra i principali ci sono, ad esempio, Intesa San Paolo, Unicredit, Allianz e molti altri ancora. Ognuno di questi offre soluzioni differenti in modo da andare incontro alle diverse esigenze di età e di spesa della clientela.

Intesa San Paolo

Intesa San Paolo mette a disposizione a disposizione dei suoi clienti due carte revolving: la Carta Blu e la Carta Oro. La prima ha un fido, ovvero una cifra massima mensile disponibile, di 3.000 euro mentre la seconda arriva ad un massimo di 25.000 euro. Il canone annuo è gratis durante il primo anno per entrambe le carte e sale al secondo anno a 60 euro per la prima e 90 per la seconda.

Unicredit

Anche Unicredit ha lanciato due carte revolving dal nome UniCreditCard Flexia Classic e UniCreditCard Flexia Gold. Queste due carte differiscono anch’esse per il fido mensile: la prima arriva ad un massimo di 5.000 euro, mentre la seconda ha un fido massimo di 15.000 euro. Unicredit, inoltre, richiede una rata minima mensile che varia in base al debito presente sulla carta: maggiore sarà il debito rispetto al fido e maggiore sarà la rata.

Allianz Bank

Allianz Bank, invece, ha creato una carta revolving privativa e virtuale, ovvero senza supporto plastico, utilizzabile solo all’interno del circuito Allianz S.p.a. per il pagamento dei premi assicurativi. L’importo massimo finanziabile è di 3.000 euro e le rate mensili sono molto convenienti poiché gli interessi sono bassissimi.

BPER

La Banca Popolare dell’Emilia Romagna, infine, propone ai propri clienti una carta di credito revolving il cui fido viene stabilito al momento dell’attivazione della carta. La quota di emissione è pari a 0 e quella annuale si paga solo a partire dal secondo anno ed è di 20 euro. Gli interessi, invece, variano in base al fido: le fasce di prezzo sono suddivise da 0 a 5.000 euro, da 5.000 a 10.000 euro e dai 10.000 ai 15.000 in su.