Imposta sostitutiva mutuo: ipotecaria e catastale la guida

0
1207

 

Imposta sostitutiva: cos’è e chi deve pagarla

L’ imposta sostitutiva mutuo casa è un’imposta che si applica a tutti i contratti di mutuo ed inoltre si applica ai contratti di finanziamento che risultano essere a medio-lungo termine, cioè superiori ai 18 mesi. Inoltre tale imposta è applicata ai contratti erogati da banche ed istituti di credito, secondo il DPR 601/1973. L’imposta sostitutiva del mutuo sostituisce le imposta di registro, quella ipotecaria, quella catastale, quella di bollo, le concessioni governative. Questo vale sia per le aziende sia per gli Istituti di credito. Chi deve pagare esattamente tale imposta? Questa tassa risulta essere a carico di chi ha contratto il mutuo, ovvero del cosiddetto “mutuatario”. Se esistessero più persone che ricevono il denaro richiesto tramite il mutuo, quindi se ci fossero più “mutuatari”, allora tutti dovranno pagare l’imposta, che sarà diversa a seconda dei requisiti posseduti. Nel momento in cui viene erogato il mutuo, è la banca che trattiene l’imposta sostitutiva, cioè in questo caso, la banca verrà chiamata “sostituto d’imposta”, perché sarà questo Istituto a versare tale imposta allo Stato, per conto del debitore.

Non dovranno pagare l’imposta sostitutiva coloro che decadono dall’agevolazione fiscale per il mutuo della prima casa. Tale imposta non andrà pagata neanche nel caso in cui il contratto non riporti la dichiarazione relativa a tale imposta. Questo risulta essere un caso raro, dato che si parlerebbe di un contratto non redatto secondo la legge. Se si parla di “dichiarazione mendace”, allora anche in tal caso sarà assente l’agevolazione dell’imposta sostitutiva. Se quest’ultima non ci fosse, i costi del mutuo per la casa subirebbero un aumento. Prima di tutto, ci sarebbe una percentuale dell’1,75% dell’importo erogato, da dover versare, poi una sanzione paro al 30%, ed inoltre gli interessi da versare.

Finanziamenti medio, lungo termine

I finanziamenti che siano essi a medio o a lungo termine quindi con una durata più alta di un anno e mezzo, risultano essere esenti da tutte le imposte di tipo indiretto. Leggi anche : imposta sostitutiva mutuo cointestato

Ma anche da:

  • imposta di registro
  • bollo
  • imposta ipotecaria
  • imposta catastale

Ma tali forme di finanziamento sono comunque soggette ad una precisa imposta sostitutiva, quella dovuta dal soggetto erogante (banca-finanziaria) ma ricadente di fatto sul soggetto richiedente il prestito e/o finanziamento. Questa imposta va ad incidere sul costo del mutuo attraverso 2 differenti aliquote:

La Prima aliquota è quella dello 0,25% dell’importo finanziato relativo esclusivamente all’acquisto della prima casa.

La seconda aliquota è invece del 2% dell’importo finanziato e relativo ad altri e differenti casi, per capire questi ultimi si fa riferimento alla legge n. 191 del 2004, convertita in decreto legge n. 168, in sostanza si parla comunque dei casi in cui il mutuo è finalizzato all’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della seconda casa, o nel caso di mutuo erogato da società finanziaria differente dalla banca.

Mutuo, Imposta Sostitutiva e Imposta di Registro

Va anche ricordato che il mutuo richiesto e nella fattispecie quello sopra esposto e descritto, viene concesso ed erogato dalla banca al netto dell’imposta sostitutiva e delle spese di istruttoria.

L’imposta di registro riguarda tutti gli atti scritti di qualsivoglia natura, per elencarli:

  • negoziale
  • amministrativa giudiziaria
  • che producono effetti giuridici
  • taluni atti stipulati verbalmente

Imposta Ipotecaria

Questa tipologia di imposta riguarda invece le formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovamento, cancellazione e annotazione che vengono effettuate sui pubblici registri immobiliari

Imposta Catastale

Questa imposta invece va a tangere sui trasferimenti dei beni rientranti nel catasto, e risulta essere commisurata al valore dei beni immobili rustici ed urbani

Dopo aver preso visione delle differenti tipologie di imposte previste nelle situazioni in cui vi siano prestiti e case da acquistare, ristrutturare etc…. Occorre ora concentrarsi sulle agevolazioni destinate alla prima casa.

Prima Casa: Agevolazioni e Detrazioni Fiscali

Nel caso di acquisto “prima casa” l’imposta di registro è agevolata e risulta pari allo 0,25% dell’importo erogato dalla banca.

Ma se si osserva al quadro generale, i maggiori benefici che riguardano chi acquista la prima casa sono quelli relativi ai passaggi di proprietà:

  • acquisti
  • eredità
  • donazioni

I requisiti fondamentali per usufruire dei benefici forniti sono i seguenti:

1. L’acquisto deve essere inerente alla casa di abitazione non rientrante nei parametri che vengono definiti di lusso.

2. L’immobile ha l’obbligo di essere ubicato nel Comune in cui l’acquirente possiede la residenza o nel quale intende stabilirla entro un anno e mezzo dalla stipula, o eventualmente nel Comune dove svolge la propria attività lavorativa principale. Le figure professionali escluse dalla residenza sono quelle della Pubblica Amministrazione quali il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia.

3. Per quanto riguarda i cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE la casa deve essere la prima avuta sul suolo italiano.

Ulteriori informazioni sul profilo dell’acquirente prima casa che ha diritto alle Agevolazioni previste, sono illustrate dalla Legge.