Bonifico Cro: quando occorre

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Cosa significa Cro? A cosa si applica? Perché viene scelto al posto di altre tipologie di bonifici? Nell’articolo a seguire spiegheremo cos’è e dove trova applicazione il Bonifico Cro.

Quando una persona effettua un bonifico bancario, il più delle volte scopre che il beneficiario ha il suo conto corrente personale in una banca diversa da quella di chi invia denaro. In tale caso quindi il tipo di bonifico è denominato come interbancario. Questa tipologia di bonifico sono diversi da quelli ordinari, hanno infatti 11 cifre, questo è il Bonifico CRO per l’appunto. Il suddetto acronimo identifica la seguente dicitura: Codice di Riferimento Operazione tale codice di 11 cifre viene rilasciato dalla banca all’Ordinante. Solamente le Poste Italiane hanno un numero di riferimento che non è di 11 cifre ma di 15, di cui le prime quattro identificano l’Istituto e sono standard quindi (i numeri sono: 7601).

CRO e Movimentazione di Denaro

Il Cro consente secondo gli specifici istituti bancari di verificare la movimentazione di denaro tra istituti di credito. La finalità di questo genere di bonifico è quella di consentire a chi riceve il denaro – Beneficiario – di verificare se il pagamento presso la sua banca è stato inviato nella maniera corretta. Le 11 cifre che costituiscono il bonifico CRO variano da cliente a cliente, in questa maniera, non sarà possibile cascare in qualche errore – di qualsivoglia natura – e il Beneficiario potrà capire subito se il denaro versato sul proprio C/C appartiene alla persona specifica che effettua il versamento – l’Ordinante -.

Utilità del Codice CRO

Questo è un codice davvero indispensabile, parlando della sua utilità, e viene fornito dalla banca di appartenenza. Il suo utilizzo è indicato se si ha bisogno di ricercare il pagamento effettuato tramite un bonifico bancario. In questo caso e avendo voluto fare un esempio va detto che saranno le due ultime cifre del CRO a confermare l’esistenza o meno del bonifico effettuato.
Se invece il bonifico effettuato dall’ordinante verso il beneficiario viene fatto all’interno della stessa banca, non ci sarà il
codice Cro ma il codice CRI, acronimo che indica il codice di riferimento interno. Il bonifico CRO è impiegato in linea di massima quando si ha necessità di effettuare una ricerca delle transizioni proprio in virtù del numero ad 11 cifre che lo contraddistingue – tranne per Poste Italiane come abbiamo già detto -, quando un ordinante versa del denaro all’interno del C/c del beneficiario quest’ultimo potrà valutare la riuscita del trasferimento attraverso le 11 cifre del CRO. È all’interno delle ultime due cifre del codice di riferimento operazione che si può verificare l’esistenza del trasferimento stesso.

CRO e Circuito SEPA

Il CRO con l’avvento del circuito SEPA, viene . Ed è effettivamente stato sostituito – dal TRN acronimo che indica la: Transaction Reference Number, ovvero un codice alfanumerico di 30 caratteri che contiene al suo interno quello che prima era il codice CRO esattamente dal 6° al 16° carattere. Anche in questo caso si può comunque reperire il cro sulla ricevuta di pagamento del bonifico o facendone richiesta alla banca che ha effettuato l’operazione.