Contributi a fondo perduto: le proposte 2021

I contributi a fondo perduto sono quei fondi che gli Enti pubblici offrono alle imprese. A fondo perduto significa nei fatti che il debitore non è tenuto a restituire il finanziamento ottenuto. Questo concetto può essere valido in senso lato, corrispondendo quindi all’intera cifra ottenuta. Oppure ci sono casi in cui solo una data percentuale del finanziamento è offerta a fondo perduto. La sostanziale necessità di restituire almeno parte di quanto ottenuto dipende da una serie di fattori, tra cui il bando che offre i contributi o anche le decisioni dell’ente che li propone.

La difficile situazione nel 2021

Solitamente si sente parlare di Contributi a fondo perduto per le imprese, perché è l’imprenditorialità che è sostenuta e spinta attraverso questo genere di misure. Nel 2021 ci troviamo in una situazione abbastanza particolare, per certi versi unica. Il 2020 è infatti stato un anno horribilis per l’intero globo, a causa della pandemia causata dal virus Sars-Cov 2. I governi, compreso quello italiano, sono stati costretti a sospendere alcuni servizi e attività, per prolungati periodi di tempo. La motivazione che ha spinto a queste chiusure è stato il tentativo di evitare il dilagare del virus tra la popolazione. Tentativo che ha per molti versi dato buon esito, anche se le conseguenze sono state pesanti per molti.
Stiamo parlando soprattutto di alcune categorie della popolazione e delle attività imprenditoriali.
Se nella popolazione sono stati soprattutto i giovani e le donne a dover patire la gran parte dei danni dovuti alle serrate, all’interno dei settori imprenditoriali alcune realtà sono state costrette a chiudere per mesi. Si pensi ad esempio al settore turistico, nell’inverno 2020/2021 la stagione sciistica in tutte le Alpi non si è potuta effettivamente avviare. Questo giusto per fare un esempio che rimanda a una realtà che tutti conosciamo.
I contributi a fondo perduto sono stati previsti già nel 2020 e molte imprese ne hanno potuto godere. Ulteriori contributi sono stati previsti anche per il 2021.

Bando INAIL

I contributi a fondo perduto per il 2021

Vogliamo parlare nello specifico dei contributi a fondo perduto offerti dallo Stato e dalle Regioni per far fronte alle problematiche correlate alla diffusione del Virus Sars-Cov 2 e ai ripetuti lock down. In effetti esistono altri contributi, alcuni dei quali a fondo perduto, che affrontano altre problematiche, come ad esempio la digitalizzazione del Paese.
Il Decreto che riguarda i nuovi contributi a fondo perduto dovrebbe avere luce entro l’11 marzo 2021; in particolare è già chiamato Decreto Sostegno all’Economia e alle Imprese.
La discussione tra le forze di Governo è ancora in via di sviluppo, ma vi sono numerose fonti che ci raccontano di alcune specifiche misure, volte ad aiutare le imprese che sono in crisi a causa della diffusione del Coronavirus.
Nello specifico si tratta di finanziamenti a fondo perduto per:

  • Le cosiddette Partite IVA.
  • Qualsiasi soggetto che svolga attività d’impresa.
  • Coloro che svolgono una professione o un’arte, quindi tutti i professionisti iscritti a un albo e gli artigiani.
  • Enti non commerciali che svolgono però una qualsiasi attività commerciale (riguardo a questo ultimo punto vi sono ancora degli elementi poco chiari nelle bozze del decreto).

Non potranno invece ottenere i contributi a fondo perduto coloro che hanno avviato la Partita IVA dopo l’entrata in vigore del Decreto o le attività che sono già state cessate prima di tale data. Oltre agli enti pubblici, specificati all’articolo 74 del TUIR e gli intermediari finanziari e le società di partecipazione.

Prerequisiti e ammontare del contributo

I contributi previsti dal nuovo decreto sono dovuti esclusivamente a quelle attività che, nel corso dei primi due mesi del 2021, hanno subito un effettivo danno economico causato dalla situazione contingente. Nello specifico il fatturato e i corrispettivi dei primi due mesi del 2021 devono essere inferiori ai 2/3 del fatturato e dei corrispettivi dei mesi corrispondenti del 2019. Inoltre i contributi non sono previsti per le attività d’impresa che abbiano comensi e ricavi superiori ai 5 milioni di euro.
Il contributo a fondo perduto è fissato in una percentuale che varia a seconda dell’effettivo ammontare di ricavi e compensi. Tale percentuale è pari a:

  • 20%, ove la somma di ricavi e compensi non superi i 400.000 euro
  • 15%, per ricavi e compensi che vanno dai 400.000 euro al milione di euro.
  • 10% nel caso di imprese che hanno ricavi e compensi tra il milione e i 5 milioni di euro.

Il contributo è quindi strettamente correlato sia all’effettiva perdita dovuta alla pandemia, sia al “giro d’affari” della singola realtà nel corso del 2019.

La bozza del decreto prevede anche che, una volta effettuato il calcolo sono descritto, il contributo massimo non possa superare i 150.000 euro.
Per quanto riguarda il contributo minimo ottenibile è fissato a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per tutti gli altri soggetti.